grano

COMUNICATO STAMPA

Crollo del prezzo del grano duro.  Fermare subito le importazioni dall’Estero.

Difendere la qualità delle nostre produzioni e la salute dei Consumatori

            Sconcerto e disagio  tra gli agricoltori Siciliani  per le bassissime quotazioni del grano. Una vera mazzata che giunge, al termine di un’annata particolarmente difficile e impegnativa per i produttori che, comunque, hanno visto premiati i loro sforzi avendo ottenuto un Grano di buona qualità, sano genuino e privo di micotossine, quindi una garanzia per la salute dei cittadini. Le quotazioni del grano  sono crollate fino a toccare i 16/18 centesimi al Kg. E questo significa – commenta Vincenzo Grassia Presidente Regionale del Gruppo di interesse economico Cerealicolo della CIA -che l’agricoltore opera con una perdita di circa 8 centesimi al Kg. Il motivo principale continua Vincenzo Grassia, è rappresentato dalla concorrenza sleale di Paesi che inondano i nostri mercati di prodotti scadenti a prezzi bassi e senza alcuna garanzia sulla genuinità. Il grano da importazione proviene da Stati il cui clima è molto piovoso, ed il grano trasportato per lunghi periodi nelle stive delle navi, necessita di continui trattamenti antiparassitari che possono favorire la formazione di micotossine altamente dannose per la nostra salute.  La Confederazione Italiana Agricoltori di Catania afferma con rabbia che non trovano alcuna giustificazione prezzi così bassi che non fanno che confermare un atteggiamento cinico e speculativo da parte dei trasformatori e degli industriali del settore.  Basti pensare che siamo fermi agli stessi prezzi praticati negli anni ’90 del secolo scorso: allora un quintale di grano veniva pagato 30 mila lire, oggi 15 euro con costi di produzione nel frattempo enormemente lievitati che, come si può immaginare, non vengono minimamente coperti dagli attuali ricavi. Con amarezza dobbiamo constatare che cento chili di grano valgono meno di qualche chilo di pane”.  Per la CIA  ” è a rischio la tenuta della capacità produttiva di cereali del Paese; è inconcepibile che un’impresa affronti costi eccessivi per la campagna di semina e arrivi al raccolto con quotazioni dimezzate”. 

      E’ difficile comprendere come mai – aggiunge Giuseppe Di Silvestro presidente Provinciale della CIA di Catania – le industrie di trasformazione in Sicilia Preferiscono il prodotto di importazione a quello della nostra terra senza alcun dubbio più sano e migliore, frutto di un clima favorevole che contribuisce non poco a determinare un prodotto di alta qualità , adatto per la buona pasta e per il buon pane. Già alcuni mesi fa a Caltagirone durante una Manifestazione provinciale sulla cerealicoltura, il Presidente Nazionale della CIA Dino Scanavino, denunciò il pericolo dovuto alle importazioni dall’estero, rivendicando maggiore rispetto per gli agricoltori e maggiore attenzione da parte del Governo nei confronti di un’agricoltura ancora oggi volano principale dell’economia del Paese. La Sicilia che produce più del doppio del fabbisogno interno, non può tollerare fenomeni speculativi legati ad un mercato privo di regole che sta mettendo a rischio le nostre migliori produzione e la stessa prospettiva economica delle imprese agricole. Abbiamo ancora sulla pelle gli effetti della crisi dell’Agrumicoltura, dell’ortofrutta, del pomodorino e dell’olio di importazione, dei disservizi e degli alti costi dei Consorzi di bonifica, ed ora anche il grano duro sembra rappresentare il colpo di grazia. Quindi da subito –la richiesta della Cia– verificato che i ricavi del grano mandano in rosso il reddito delle imprese agricole, si chiede alle istituzioni, governo Nazionale e Governo Regionale ad approntare tutte le azioni in grado di ristorare gli agricoltori pesantemente colpiti. In particolare, la Cia chiede al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina di adoperarsi per definire urgentemente un piano nazionale sulla cerealicoltura, puntare sui rapporti di filiera e mettere in atto tutte le misure di salvaguardia contemplate per il grano italiano, ponendo un freno alle importazioni selvagge e permettendo così una fisiologica risalita dei prezzi sul campo.

CIA CATANIA

 

 

                                                                                        C.I.A –  CONFAGRICOLTURA   

Rischia di esplodere la rasp194bbia degli agricoltori
Consorzi di Bonifica inefficienti, non si garantisce l’acqua alle campagne
L’agricoltura muore e le strutture Consortili che in Sicilia hanno accumulato circa 150 milioni di euro di debiti stanno a guardare.

Dopo una campagna commerciale disastrosa ed un aumento dei ruoli a carico degli agricoltori privi di ogni logica razionale e di gran lunga arbitrari in quanto unilateralmente tiene conto solamente dell’esigenza di far quadrare i conti, ecco a metà giugno servito l’ultimo colpo di grazia per gli agricoltori.
Con temperature estive al di sopra della media, il Consorzio di Bonifica della Piana di Catania non immette l’acqua nei canali principali – dichiara Giosuè Catania Vicepresidente Vicario della Confederazione Italiana agricoltori di Catania e Giovanni Selvaggi Presidente Prov.le Confagricoltura – assumendosi tutte le responsabilità per eventuali danni economici che si registreranno nelle aziende agricole in una fase di estrema delicatezza per gli impianti arborei e per le produzioni agricole.
Nonostante la disponibilità dell’acqua negli invasi, il sistema della bonifica rischia di implodere e cosi facendo, nonostante le mille difficoltà Istituzionali, risulta incomprensibile la scelta intrapresa dagli organi dirigenti a non garantire la regolare stagione irrigua.
Non vi è dubbio che nelle condizioni attuali il mancato trasferimento dei fondi Regionali ai Consorzi di bonifica è quanto mai privo di qualsiasi fondamento, ma reputo sbagliato ed incomprensibile – continua Giosuè Catania e Giovanni Selvaggi – che i Consorzi di Bonifica impostino i propri bilanci finanziari prevedendo le maggiori entrate dagli utenti agricoltori i quali si vedrebbero triplicare o forse più i ruoli attuali con tutte le lacune gestionali che i Consorzi non sono in grado di affrontare.
Reti fatiscenti, manutenzioni come al solito in forte ritardo, ruoli irrigui in generale più che raddoppiati, ma le aziende agricole non hanno la possibilità di irrigare perché il Consorzio non riesce a garantire l’acqua. Strutture Consortili elefantiache pieni di debiti e privi di progettualità delle quali gli agricoltori non hanno alcuna responsabilità ma sono continuamente vessati.
Gli utenti sono chiamati a pagare il ruolo in anticipo, mettersi in regola con il passato, ma non sono in grado di sapere in che periodo avranno l’acqua per irrigare e se l’avranno e a quali costi ulteriori.

Tutto ciò è assurdo e non trova alcuna giustificazione

La situazione è insostenibile – dichiara Giosuè Catania Vicepresidente Vicario della Confederazione Italiana agricoltori di Catania Giovanni Selvaggi Presidente Prov.le Confagricoltura – Intervenga in prima persona l’assessore Regionale on.le Antonello Cracolici a porre rimedio a tutte le questioni aperte nel sistema della bonifica Regionale, non ultima la lunga partita del contenzioso con L’ENEL che va affrontata con certezza e determinazione per evitare lo spegnimento delle centrali di sollevamento.
E’ tutto un lavoro propedeutico per riportare in agenda politica tra le sue priorità la legge sul riordino dei Consorzi di Bonifica così come è stata approvata dall’ARS senza ulteriore ritardo.
Quindi una iniziativa urgente che superi l’attuale stato gestionale dei Consorzi di bonifica da oltre 20 anni di commissariamento, affronti in un’ottica di bacino gli aspetti relativi al personale, alle opere infrastrutturali, alla distribuzione e al pagamento dei servizi in virtù dei benefici ricevuti, intervenendo per garantire, allargare e diversificare la base impositiva proprio per i nuovi compiti che gli Enti di bonifica dovranno assolvere.
Giosuè Catania                                                                                                                                                                                            Giovanni Selvaggi
Vice presidente Vicario CIA                                                                                                                                 Presidente Prov.le Confagricoltura

logo board

 

Sabato 7 maggio il CAF/CIA, il Patronato INAC e ‘Associazione Nazionale Pensionati CIA organizzano la prima edizione di “Incontriamoci … Insieme per te, i tuoi diritti,  le tue esigenze”.

Scopo dell’iniziativa è quello di incontrare i cittadini per informali dei propri diritti e promuovere i servizi che il Sistema CIA mette a disposizione, che vanno ben oltre il semplice adempimento o disbrigo di una pratica fai da te che la pubblica amministrazione propone.

Rivolgersi al centro servizi alla persona Cia significa non solo adempiere ai propri obblighi, o presentare un’istanza per un diritto ma, avvalendosi di una consulenza professionale, cogliere tutte le opportunità che le normative offrono molte volte sconosciute al semplice cittadino.  

Nelle città più rappresentative saranno allestiti dei gazebo per far conoscere il “Polo integrato per i servizi alla persona” e per fornire chiarimenti utili legati alla presentazione del modello 730, informazioni sulle prestazioni legate all’ISEE e su pensioni, previdenza, assistenza e tutela del lavoro. Per conoscere il gazebo più vicino per venire ad incontrarci, su internet www.cia.itwww.caf-cia.itwww.inac-cia.itwww.pensionaticia.it , è pubblicato l’elenco completo della nostra presenza in ogni provincia

Nell’occasione, i dirigenti ed i responsabili  delle strutture coinvolte saranno presenti sul territorio, a testimonianza dell’importanza che una manifestazione come quella di sabato prossimo, legata ad un progetto ambizioso, riveste.

CAF. INAC. ANP   CATANIA

 

Bando 2016 MISURA 11 “Agricoltura Biologica”

MISURA 11 “Agricoltura Biologica”

Sottomisure 11.1 e 11.2

Operazione 11.1.1 “ Pagamenti per la convesione all’agricoltura biologica”

Bando 2016  L’operazione 11.1.1 “Pagamenti per la conversione all’agricoltura biologica” è indirizzata esclusivamente ad incentivare gli agricoltori che conducono superfici dove non è mai stato applicato il metodo dell’agricoltura biologica o che comunque sono entrate per la prima volta nel sistema di controllo dell’agricoltura biologica a partire dal 15 novembre 2015.

Finalità del bando

Il presente bando intende attivare la presentazione delle domande di aiuto per l’anno 2015 a valere sulla Misura 11 del Programma di Sviluppo Rurale della Sicilia 2014/2020 per le seguenti operazioni/tipologie d’intervento:

11.1.1 Pagamenti per la conversione all’agricoltura biologica;

11.2.1 Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica.

L’operazione 11.1.1 Pagamenti per la conversione all’agricoltura biologica – è indirizzata esclusivamente ad incentivare gli agricoltori che conducono superfici dove non è mai stato applicato il metodo dell’agricoltura biologica o che comunque sono entrate per la prima volta nel sistema di controllo dell’agricoltura biologica da non più di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda di aiuto.

La durata dell’impegno come Conversione è di 2 anni, trascorso il quale le aziende transiteranno direttamente all’operazione 11.2.1 relativa al Mantenimento, fino al completamento di un periodo di impegno complessivo di 7 anni.

 L‘operazione 11.2.1 Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica – interessa sia le produzioni agricole che quelle zootecniche e prevede il mantenimento dell’agricoltura biologica nel rispetto delle prescrizioni stabilite dai Regolamenti CE n. 834/2007 e n. 889/2008 e smi. per un periodo di impegno di cinque anni.

Non possono accedere al presente bando le aziende che hanno in corso un impegno assunto con la misura 214/1 del PSR 2007/13 (Bando 2012 per l’azione 214/1F e Bando 2013 per le azioni 214/1A, 214/1B), con la Misura 11 del PSR 2014/2020 – Bando 2015.

La Misura 11 si applica su tutto il territorio regionale.

Beneficiari e condizioni di ammissibilità

Agricoltori sia singoli che associati, in attività.

I richiedenti al momento della presentazione della domanda di aiuto dovranno dimostrare la disponibilità delle superfici per tutto il periodo dell’impegno in base ad un diritto reale di godimento debitamente provato attraverso la proprietà del bene o la presenza di un valido contratto registrato di affitto o di comodato d’uso.

Non sono ammissibili contratti di disponibilità unilaterali o contratti verbali.

Tutti i richiedenti devono essere in possesso di partita IVA in campo agricolo.

La superficie minima aziendale ammissibile è di 2 ha; per le Isole Minori il limite è ridotto a 0,5 ha.

I beneficiari, e quindi le superfici aziendali, devono essere assoggettati al sistema di controllo e possedere, al momento della domanda, il documento giustificativo rilasciato dagli Organismi di Controllo. In caso di aziende con presenza di animali di allevamento, è obbligatoria la sottoscrizione dell’impegno anche per l’attività zootecnica.

Presentazione delle Istanze

La domanda di aiuto va presentata telematicamente sul sito del portale SIAN, o per il tramite del CAA presso il quale è affidato il fascicolo aziendale, ovvero mediante i tecnici agricoli abilitati in esecuzione alle apposite convenzioni stipulate con l’Amministrazione regionale, entro il termine del 15 maggio 2016. (vale la proroga concessa per il 16 Giugno).

le domande possono essere presentate con un ritardo di 25 giorni solari successivi rispetto al termine previsto del 15 maggio 2015. In tal caso, l’importo al quale il beneficiario avrebbe avuto diritto se avesse inoltrato la domanda in tempo utile, viene decurtato dell’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo.

La suddetta domanda dovrà essere compilata in tutte le sue parti comprese le dichiarazione aggiuntive nonché le dichiarazioni relative agli impegni di condizionalità.

La copia cartacea della domanda, così come rilasciata dal sistema e debitamente sottoscritta con firma autenticata secondo la normativa vigente, dovrà essere trasmessa, completa della documentazione cartacea prevista dalle “disposizioni attuative” (Relazione Tecnico Agronomica), a mezzo di raccomandata A/R o consegnata a mano in busta chiusa all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura competente per territorio perentoriamente entro il 5 Luglio 2016.

Durata degli impegni

11.1.1 Pagamenti per la conversione all’agricoltura biologica sette anni;

11.2.1 Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica cinque anni.

Entità e intensità dell’aiuto

Il sostegno sarà concesso su base annua sotto forma di premio ad ettaro/annuo secondo le tipologie colturali presenti così come riportato nella tabella che segue:

Entità dell’aiuto per categoria di coltura/raggruppamento colturale

Coltura/raggruppamento colturale Premio euro/ettaro/anno
11.1.1

Conversione

11.2.1

Mantenimento

Cereali da granella 174 168
Oleaginose, Leguminose da granella e allo stato fresco 197 199
Foraggere 171 186
Colture foraggere con allevamento zootecnico 2 UBA/ha 357 385
Pascoli con allevamento zootecnico 2 UBA/ha 210 233
Colture ortive 600 600
Piante aromatiche officinali 450 400
Agrumi 900 850
Mandorlo, noce, nocciolo, carrubo, pistacchio 625 633
Frassino da manna 539 530
Fruttiferi 900 850
Uva da vino 900 850
Olivo 747 660

Per le colture arboree non ancora in produzione perché di recente impianto o reinnesto, il premio sarà ridotto al 50% rispetto a quello della coltura corrispondente sino all’entrata in produzione. La fase di improduttività della coltura arborea non potrà essere inferiore a 2 anni dall’impianto e dal reinnesto per il vigneto ed a 3 anni dall’impianto e dai reinnesti per le altre colture permanenti.

I premi relativi alle colture foraggere ed ai pascoli con allevamento zootecnico sono riferiti ad aziende con un carico di 2 UBA/ha calcolato prendendo in considerazione solamente la SAU aziendale interessata da foraggere e pascoli. Per evitare eventuali sovra compensazioni, per carichi inferiori i premi saranno calcolati proporzionalmente all’effettivo carico di UBA/ha di SAU aziendale interessata da foraggere e pascoli al netto delle tare.

Qualora la densità di bestiame sia inferiore a 0,4 UBA/ha il metodo di zootecnia biologica dovrà essere applicato senza percepire alcun premio per l’attività di allevamento.

Catania 04/05/2016

                                                                                                           Resp. Ufficio Tecnico

                                                                                                                 Nicolò Amoroso

Pubblicato il bando della misura 13

MISURA 13 – “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici”

13.1.1 “Pagamento compensativo per le zone montane”

13.2.1 “Pagamento compensativo per le altre zone soggette a vincoli naturali significativi”

13.3.1 “Pagamento compensativo per le altre zone soggette a vincoli specifici”

Beneficiari

Agricoltori sia singoli che associati, in attività ai sensi dell’art. 9 del Reg. (UE) 1307/2013, come definiti dall’articolo 3 del DM n. 6513 del 18/11/2014 e dall’articolo 1del DM n. 1420 del 26/02/2015 e successive modifiche e integrazioni.

Condizioni di Ammissibilità

I richiedenti al momento della presentazione della domanda di aiuto, dovranno dimostrare la disponibilità delle superfici per l’anno in cui viene presentata la domanda dell’indennità.

Non sono ammissibili contratti di disponibilità unilaterali o contratti verbali.

Sono ammessi i contratti di utilizzo delle superfici pubbliche (demaniali e comunali) ed in tal caso il titolare del contratto di utilizzo dovrà coincidere con l’intestatario della domanda di aiuto/pagamento.

I CAA, hanno l’obbligo di inserire nel fascicolo aziendale tutti i dati relativi ai titoli di conduzione compreso gli estremi di registrazione e la data inizio e fine degli stessi.

Per le operazioni 13.1.1 Pagamento compensativo per le zone montane e 13.2.1 Pagamento compensativo per le altre zone soggette a vincoli naturali significativi, dovranno gestire una base aziendale di superficie ammissibile a finanziamento pari ad almeno 1,00 ettaro di SAU, mentre per l‘operazione 13.3.1 Pagamento compensativo per le altre zone soggette a vincoli specifici, dovranno gestire una base aziendale di superficie ammissibile a finanziamento pari ad almeno 0,50 ettari di SAU.

per le aziende zootecniche, il carico UBA per unità di superficie pascolativa non dovrà essere inferiore a 0,20 UBA/ha.

Le condizioni di ammissibilità dovranno essere possedute al momento del rilascio della domanda di aiuto informatica e in ogni caso entro il 15 maggio e devono essere mantenute per tutto l’anno in cui viene presentata la domanda.

Localizzazione

L’operazione 13.1.1 Pagamento compensativo per le zone montane si applica su tutto il territorio regionale montano, classificato svantaggiato ai sensi dell’art. 3, paragrafo 3 della Direttiva 75/268/CEE e del Reg. (CE) n. 1257/1999 art. 18.

l’operazione 13.2.1 Pagamento compensativo per le altre zone soggette a vincoli naturali significativi si applica su tutto il territorio regionale collinare, classificato svantaggiato ai sensi dell’art. 3, paragrafo 4 della Direttiva 75/268/CEE e art. 19 del Reg. (CE) n. 1257/99.

L’operazione 13.3.1 Pagamento compensativo per le altre zone soggette a vincoli specifici si applica alle zone delimitate ai sensi dell’art. 3, paragrafo 5 della Direttiva 75/268/CEE CEE e all’art. 20 del Reg. (CE) n. 1257/99.

 Entità dell’aiuto

Il sostegno sarà concesso su base annua, sotto forma di premio ad ettaro di superficie agricola utilizzata, secondo le tipologie colturali presenti e la dimensione aziendale così come riportato di seguito:

13.1.1 Pagamento compensativo nelle zone montane

13.3.1 Pagamento compensativo per altre zone soggette a vincoli specifici

Coltura

 

€/ha/anno

 

Foraggere e pascoli con attività zootecniche

 

350

 

Seminativi

 

75

 

Colture permanenti 260

 

13.2.1 Pagamento compensativo per altre zone soggette a vincoli naturali significativi

Coltura

 

€/ha/anno

 

Foraggere e pascoli con attività zootecniche

 

130

 

Seminativi

 

40

 

Vite e altre permanenti 150

 

 Si specifica che per quanto riguarda “Foraggere e pascoli con attività zootecniche” l’indennità è erogata esclusivamente in presenza di attività zootecnica, nel rispetto dei carichi ammissibili, pertanto senza attività zootecnica le foraggere sono assimilate ai seminativi.

La corresponsione delle indennità è decrescente in funzione dell’estensione della superficie a premio; è infatti prevista una degressività del premio corrisposto all’agricoltore. La soglia di superficie a cui si applica la degressività è di 20 ha

Criteri di selezione

Qualora le richieste pervenute ammissibili siano superiori alle disponibilità finanziarie, tenendo conto che una delle principali finalità della misura in questione è il mantenimento del presidio del territorio, verrà data priorità alle aziende agricole ad indirizzo zootecnico alle quali verrà corrisposta l’indennità per le colture foraggere e i pascoli per intero nel rispetto dell’applicazione della degressività. Per tutte le altre colture e tipologie di aziende verrà garantita l’indennità minima prevista dal citato Regolamento.

 Presentazione domanda

Gli agricoltori singoli e associati in attività, richiedenti, dovranno presentare la domanda d’aiuto telematicamente attraverso la funzionalità on -line sul portale SIAN, entro il termine del 15 maggio 2016, tenuto conto che il 15 maggio 2016 cade di domenica il termine è spostato al 16 Maggio 2016.

Le domande possono essere presentate con un ritardo di 25 giorni solari successivi rispetto al termine fissato, entro il 10 giugno 2016, con l’applicazione della decurtazione dell’1% del premio per ogni giorno lavorativo di ritardo.La suddetta domanda dovrà essere compilata in tutte le sue parti, comprese le dichiarazione aggiuntive, nonché le dichiarazioni relative agli impegni di condizionalità.

La copia cartacea della domanda, così come rilasciata dal sistema e debitamente sottoscritta con firma autenticata secondo la normativa vigente, dovrà essere depositata al CAA.

Si resta a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito.

Catania 29/04/2016

                                                                                                            Resp. Ufficio Tecnico

                                                                                                                 Nicolò Amoroso

AGRINSIEME CIA – CONFAGRICOLTURA – ALLEANZA COOPERATIVE

Più forte è l’Agricoltura, migliore è la Sicilia
Misure Urgenti per superare la crisi dell’ortofrutta e degli Agrumi.
Tutelare le imprese agricole.
Conferenza Programmatica con:
Dino Scanavino – Portavoce Nazionale Agrinsieme
Giuseppe Castiglione – Sottosegretario al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Coordina il Dott. Giambattista Pepi – giornalista

Sono invitati a partecipare i Deputati Europei, Nazionali e Regionali, i Sindaci
Per esercitare maggiori e continui controlli coordinati e stabilire rigorose barriere fitosanitarie capaci di prevenire l’ingresso di nuove pericolose fitopatie.
• Per promuovere sulle maggiori emittenti nazionali il consumo di arance da tavola, sia in particolare il prodotto da spremuta (arance di pezzatura piccola). Promozione collegata ad un accordo con la GDO per il consumo di prodotto Siciliano, stipulare gli accordi interprofessionali nell’ambito della filiera
• Misure urgenti in tema di moratoria e sospensione dei debiti (bloccare le procedure di INPS, EQUITALIA, Banche);
• Sostenere la richiesta di clausola di salvaguardia e bloccare le importazioni extracomunitarie, rilanciando così la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli e agrumicoli del nostro territorio.
• Attuare con misure concrete il riconoscimento delle condizioni di insularità della Sicilia per eliminare lo svantaggio in termini di costi dei trasporti, eccesso di fiscalità, infrastrutture, investimenti ecc.
• Dichiarare lo stato di Crisi. Abbattere gli eccessivi costi di produzione e gli appesantimenti fiscali e burocratici delle aziende agricole, riformare la Bonifica in Sicilia e sospendere l’aumento dei ruoli consortili, ripristinare l’agevolazione sul gasolio agricolo.
• Favorire un piano di ristrutturazione ed ammodernamento dell’agrumicoltura Siciliana, sia dal punto di vista della difesa contro le fitopatie conosciute e nuove, sia dal punto di vista della competitività nei mercati.
• Sostenere le nostre produzioni ( seminativi, zootecnia, ortaggi da pieno campo, olivicoltura, agrumi, carciofi, ecc.) e ridiscutere gli accordi Euro mediterranei. Considerare il ridotto fatturato delle OP ai fini degli interventi previsti dalla normativa vigente.

Al Governo Nazionale e Regionale chiediamo di intervenire con immediatezza a difesa di un’agricoltura vitale e produttiva.

Sabato 19 Marzo 2016 ore 10.30
Centro “ Le Ciminiere “ viale Africa – CATANIA

CONSORZI DI BONIFICA – Cia e Confagricoltura inviano una lettera all’ Assessore Cracolici

Alla c.a. dell’Assessore regionale all’agricoltura
On.le Antonello Cracolici
Palermo

Al Commissario Straordinario
Consorzi di Bonifica Afferente il Bacino
della Sicilia Orientale
Via Centuripe, 2
Catania

Al Direttore del Consorzio di Bonifica n. 9
Dott. G. Barbagallo
Catania

la drammatica situazione che si vive nelle campagne per la nota crisi commerciale dei prodotti agricoli ed il rischio di un vero e proprio tracollo economico delle imprese agricole, invita tutti ad avere una diversa considerazione e più attenzione nei confronti di chi, come gli agricoltori, ogni giorno devono subire – in quanto anello più debole della catena – continui atti di mortificazioni sociale ed economica.
E’ nota la nostra posizione sulla bonifica in Sicilia e la impellente necessità di riportare in agenda politica tra le sue priorità la legge sul riordino dei Consorzi di Bonifica tenendo conto del lavoro già svolto dal Gruppo Regionale a tal uopo individuato dalla terza Commissione Attività Produttive dell’ARS con precisi compiti peraltro assolti ed illustrati in sede di audizione.
Quindi una battaglia in itinere che mira a superare l’attuale stato gestionale dei Consorzi di bonifica, acceleri sul riordino della bonifica superando 20 anni di commissariamento, affronti in un’ottica di bacino gli aspetti relativi al personale, alle opere infrastrutturali, alla distribuzione e al pagamento dei servizi in virtù dei benefici ricevuti, ma allargando e diversificando la base impositiva proprio per i nuovi compiti che gli Enti di bonifica devono poter assolvere in termini di servizi idrogeologici e di assetto del territorio.
Nella consapevolezza che il pareggio bilancio al 2020 e la riduzione dei trasferimenti da parte della Regione ai Consorzi di Bonifica avrebbe comportato una tragedia economica soprattutto per gli agricoltori, abbiamo sostenuto ed apprezzato l’emendamento a firma degli onorevoli Raia, Panepinto e Maggio sul ripristino dei finanziamenti ai Consorzi.
In virtù di quanto esposto, riteniamo profondamente sbagliato e lesivo nei confronti degli agricoltori veri soggetti gestori degli enti di bonifica, assistere ad aumenti dei ruoli irrigui e delle spese fisse – secondo noi arbitrari – perché tengono conto solamente dell’esigenza di far quadrare i conti incidendo sui ruoli e senza alcuna preventiva opera di spending review più volte sollecitata dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura.
Non ci è dato sapere dei risultati raggiunti dai Consorzi di Bonifica, ne le scelte finanziarie compiute, ma solo una singolare operazione di aumenti sulle spalle degli agricoltori che suona più come una beffa che come il pagamento di un servizio la cui efficienza risulta difficile da provare.
A Catania viene introdotto un conguaglio al ruolo del 2015 attraverso un’aliquota aggiuntiva non contemplata nel bilancio di previsione.
E’ assurdo, non comprendere che le aziende agricole attualmente non riescono a vendere neanche i loro prodotti, hanno difficoltà a far fronte alle loro posizioni debitorie, non ricevono i contributi AGEA, non ricevono la piena assegnazione del gasolio agevolato, ma vengono caricati di ulteriori balzelli pur sapendo che non sono in condizioni di pagare.
Si vuole continuare a vessare gli agricoltori ? Cosi facendo si rischia di sgretolare un tessuto economico senza il quale non ha motivo di esistere ne il Consorzio di Bonifica ne altri Enti in agricoltura, altro che riforme se le aziende agricole sono costrette ad abbandonare o svendere i propri fondi.
Evitiamo che oltre il danno ci sia la beffa. L’obbligo di pagare un ruolo 2016 anticipato senza avere la certezza di una regolare stagione irrigua.
All’on.Le Assessore Cracolici, la cui attenzione abbiamo avuto modo di riscontrare, chiediamo di intervenire con urgenza per riportare ordine in un settore spesso poco funzionale, procedendo ad una sospensione degli aumenti sui ruoli decisi dai Consorzi di Bonifica della Sicilia, ritenuti fuori da ogni logica gestionale e privi di alcun criterio di legittimità.

Giosuè Catania                                                                                                                                                                                       Giovanni Selvaggi
Vice presidente Vicario CIA                                                                                                                                           Presidente Confagricoltura

Pensioni: giù le mani dalla “reversibilità”. Per i pensionati agricoli sarebbe una catastrofe.

La Cia-Agricoltori italiani e l’Associazione nazionale pensionati esprimono forte e netta contrarietà al Disegno di Legge delega del Governo che paventa tagli alla previdenza. Agricoltori e pensionati: “Si tratta di una misura assurda, che andrebbe ad abbattersi principalmente sui pensionati agricoli che già sono i più penalizzati. Tra l’altro, dati alla mano, in Italia c’è la piena sostenibilità di bilancio della spesa pensionistica.
La Cia-Agricoltori Italiani e l’Anp-Cia (pensionati) esprimono netta contrarietà a ogni intervento che colpisca le pensioni di reversibilità, così come previsto dal disegno di legge delega del Governo per il contrasto alla povertà.
La Cia e Anp-Cia chiedono che venga cancellata dal Disegno di Legge delega la parte in cui, in modo subdolo, si fa riferimento a “…prestazioni di natura previdenziale, sottoposta alla prova dei mezzi…”, che tecnicamente si traduce in “le pensioni di reversibilità”.
Non vi è alcuna ragione -spiegano le due organizzazioni- per operare tagli ai danni dei pensionati di reversibilità, perché gli ultimi dati sul bilancio del sistema previdenziale italiano dimostrano la piena sostenibilità della spesa pensionistica. Il costo delle pensioni in Italia è pari ai contributi previdenziali pagati dai lavoratori e dalle imprese.
La spesa previdenziale, propriamente detta, in Italia ha un’incidenza del 10,7 per cento sul Pil e si colloca molto al di sotto della media europea che è del 14 per cento circa. I pensionati di reversibilità coltivatori diretti, pur percependo le pensioni più basse, sarebbero i più colpiti -concludono Cia e Anp- se sottoposti a valutazione Isee (Indicatore sulla situazione economica equivalente), perché verrebbero considerati i terreni agricoli che vengono condotti dagli anziani proprio per integrare il basso reddito pensionistico.

 

“Sempre più gravi le conseguenze della politica estera sull’ortofrutta del sud Italia, in particolare sulla produzione agrumicola catanese e siciliana”

I rappresentanti di Agrinsieme Catania, denunciano la grave situazione in cui si trova il comparto che ha un’importanza decisiva per il settore primario della nostra Isola, contando che la Sicilia produce 2/3 del raccolto nazionale.

Dall’1 gennaio 2016 il mercato russo è stato chiuso alla Turchia – secondo fornitore della Federazione russa per gli agrumi – è questo fatto rischia di compromettere la già complicata situazione del mercato ortofrutticolo italiano ed europeo”, spiegano da AgrinsiemeCatania.
Il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e Copagri ricorda come – in base ai dati OEC – la Turchia, nel 2013, abbia esportato agrumi nella Federazione russa per un valore di 347 milioni di dollari (rappresentando il 24% delle importazioni russe di questo prodotto). Negli anni successivi ha incrementato sostanzialmente le esportazioni, consolidandosi ancor più su questo mercato.
L’immissione sul mercato comunitario di agrumi turchi è solo l’ultimo, in ordine di tempo, problema che i produttori siciliani si trovano a fronteggiare – sottolineano da Agrinsieme Catania – gli agrumi siciliani, infatti, sono già fortemente penalizzati dal prodotto dei paesi dell’altra sponda del Mediterraneo che arrivano sul mercato senza i requisiti di etichettatura e tracciabilità” – “Adesso ci troviamo – continuano da Agrinsieme davanti ad un’enorme massa di agrumi che si sta riversando su altri mercati, ed in particolare su quelli europei (e italiani) deprimendo ancor più le nostre quotazioni che sono già in ribasso.”  Tra i problemi che allarmano i rappresentanti di Agrinsieme Catania anche quelli delle gravissime fitopatie come la ” tristeza” per la quale abbiamo chiesto un forte sostegno finanziario pubblico per agevolare la ristrutturazione dell’agrumicoltura Siciliana, Citrus black spot e Citrus greening che si registrano in alcune realtà produttive all’estero. Per questo motivo chiediamo che siano stabilite rigorose barriere fitosanitarie capaci di prevenire l’ingresso di nuove pericolose fitopatie”, spiegano i rappresentanti di Agrisieme Catania”

Inoltre è necessario sostenere con adeguate campagne promozionali il consumo di arance. La campagna dovrà promuovere sia il prodotto da tavola, sia, in particolare il prodotto da spremuta (arance di pezzatura piccola).
Agrinsieme Catania – sollecita con forza l’applicazione della clausola di salvaguardia per bloccare le importazioni extracomunitarie e rilanciare così la commercializzazione dei prodotti agrumicoli del nostro territorio,
La richiesta di un incontro urgente con il Governo Regionale ed il suo Assessore all’Agricoltura che , attraverso la convocazione delle parti in causa, individui tutti gli interventi possibili e necessari per dare risposte immediate alla crisi e limitare gli eccessivi costi di produzione.

AGRINSIEME CATANIA ( C.I.A. – CONFAGRICOLTURA – ALLEANZA DELLE COOPERATIVE AGROALIMENTARI E COPAGRI )

C.I.A. Agricoltori Italiani- Diamo valore alla terra

INCONTRO DIVULGATIVO

L’Ocm Vino dopo la riforma della PAC

 

Saluti:   Rosa Maria Vecchio  

                Sindaco di Linguaglossa

Relazione: Domenico Mastrogiovanni

Dipartimento Sviluppo Agroalimentare e Territorio – Cia Roma

Interventi programmati:

– Sindaci del comprensorio

– Ispettorato Prov.le Agricoltura – Catania

– IRVOS – Palermo

– Consorzio per la tutela dei vini Etna Doc

– Associazione Strada del vino dell’Etna

Conclusioni: Giuseppe Di Silvestro  Presidente Cia Catania-Messina

Martedì 2 febbraio 2016 ore 10,30

Aula consiliare Piazza Municipio

LINGUAGLOSSA

 

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