Maltempo ed emergenza, domani a Catania il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino per un sopralluogo con i produttori nei territori colpiti dal nubifragio

Appuntamento  alle 9.30  all’altezza  del bivio di Scordia, km 54, sulla SS 417 per visitare le aziende adiacenti al torrente esondato Gornalunga

Alle  11, giunta straordinaria convocata dal presidente Cia Sicilia Orientale Pippo Di Silvestro

A seguire il direttore Graziano Scardino  consegnerà al presidente nazionale della confederazione

 

Il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino arriverà a Catania domani,  giovedì 8 novembre,per effettuare sopralluogo nei territori colpiti dal nubifragio dello scorso 18 ottobre, nei comuni tra Scordia, Francofonte, Lentini, Palagonia, Ramacca e Mineo. L’appuntamento è alle 9.30 all’altezza del bivio per Scordia, Km 54, sulla SS 417 (Catania-Gela).Il presidente Scanavino, accompagnato dal presidente CIA Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro e il direttore Graziano  Scardino, incontrerà  alcuni produttori della zona recandosi nelle aziende particolarmente danneggiate dal nubifragio, nei pressi del torrente esondato Gornalunga.

Alle 11 il presidente Scanavino parteciperà alla riunione di giunta straordinaria della Cia Sicilia Orientale convocata dal presidente Di Silvestro nella sede della Protezione civile  di Scordia( Viale Aldo Moro), allargata eccezionalmente ai sindaci e ai produttori. Nell’occasione i sindaci consegneranno il documento sottoscritto lunedì scorso a Lentini contenenti le richieste rivolte al Governo regionale e nazionale.

Nel documento si chiede con immediatezza la conta dei danni sia alla produzione che alle strutture, che vengano emanate misure straordinarie per il ristoro danni, che venga proclamato lo stato di calamità e di emergenza e che siattivino misure straordinarie finalizzate: ad interventi immediati di tipo infrastrutturale per il ripristino degli argini dei fiumi, per la pulizia degli alvei, e per la rimozione dei detriti accumulati negli anni nei letti dei fiumi ove necessario, per il riassetto e ripristino delle strade principali e secondarie;  al risarcimento  dei danni alle strutturedelle aziende agricole; al risarcimento dei danni alla produzioneattuale; al pagamento immediato dell’acconto da parte di AGEA dei premi PAC; all’esonero del pagamento degli oneri previdenziali tributari e fiscali per gli agricoltori i braccianti agricoli assunti; all’esonero dei tributi locali e del canone dei consorzi di bonifica;alla sospensione del pagamento di rate di mutui agrari e dei contenziosi con istituti di credito ed enti vari (ISMEA ecc).

Per avviare gli interventi richiesti è necessaria attivare alcune deroghe su quanto previsto dalla normativa nazionale ovvero dalla Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modifiche. Deroga per gli interventi risarcitori, a valere sul Fondo di solidarietà nazionale, anche per i danni assicurabili, in modo che le imprese agricole, che non hanno ancora sottoscritto polizze assicurative possano ricevere un indennizzo.

“Ringraziamo il presidente Scanavino per volere effettuare personalmente una ricognizione dei luoghi e  dei danni –anticipano il presidente Di Silvestro e il direttore Scardino –  gli mostreremo uno scenario desolante di quella che è la zona più agrumetata d’Italia. I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro”.

 

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Sanità: Anp-Cia, preoccupa l’isolamento degli anziani nelle aree rurali

Il sistema non regge e i servizi sono sempre più carenti nelle zone interne. L’allarme in un convegno organizzato a Roma dall’Associazione pensionati

 

Serve uno scatto in avanti nella qualità della relazione tra cittadini-utenti, operatori e servizi sanitari. Di fronte ai tagli di strutture e prestazioni, bisogna tornare a investire sulla sanità e sulla protezione sociale dell’anziano. Con servizi che devono rimanere pubblici, moderni e inclusivi, anche a livello territoriale. Questo l’appello di Anp-Cia, contenuto in un articolato documento di proposte realizzato dall’Associazione pensionati e illustrato nel corso di un convegno a Roma sul tema “Sanità e servizi sociali nelle aree rurali”.

In un quadro demografico in cui la domanda di cure mediche e di assistenza appaiono destinate a una crescita costante -si è detto durante i lavori- il progressivo definanziamentodel Servizio Sanitario Nazionale negli anni 2015-2018 sta generando preoccupazionidiffuse. Un taglio che ha già avuto ricadute dirette e negative sull’offerta garantita agli anziani, partendo proprio dalle aree interne, e ha portato a un aumento della spesa medica privata del 10%.

Ad oggi circa sette milioni di italiani si indebitano per pagare cure e servizi sanitari. Più in generale -ricorda l’Anp- quasi il 55% della popolazione pensa che i cittadini non abbiano più a disposizione le stesse opportunità di cura e la sanità viene ormai percepita come da migliorare in termini di efficienza e di equità.

Non si può rischiare che il rapporto tra spesa sanitaria e Pil scenda sotto quota 6,5%, soglia limite indicata dall’Omssotto cui non è più possibile garantire un’assistenza di qualità e neppure l’accesso alle cure -ha detto il presidente nazionale Anp, Alessandro Del Carlo-. È necessaria una politica di riorganizzazione strategica sulla sanità e risorse dedicatealla tutela della qualità della vita, cominciando proprio dalla terza età che rappresenta oggi un pilastro per la tenuta socio-economica del Paese. Nelle zone rurali, dove c’è una doppia difficoltà che coinvolge non solo i servizi ma anche le infrastrutture -ha aggiunto Del Carlo- bisogna costruire una rete assistenzialetra Ospedali, servizi distrettuali come Case della Salute e Poliambulatori e Medici di famiglia, con il coinvolgimento delle Associazioni presenti nella comunità locale”.

“Serve ridare alle aree interne la dignità che meritano-ha sottolineato il presidente nazionale Cia, Dino Scanavinonon solo dal punto di vista dei servizi socio-sanitari, ma anche a livello di opportunità, di accesso alle nuove tecnologie, di mobilità. Sono zone fondamentali per il governo idrogeologico del territorio e ci vivono 10 milioni di italiani, meritano di diventare una risorsa con un progetto-Paese che coinvolga le istituzioni a tutti i livelli”.

All’iniziativa hanno partecipato il vicesegretario della Federazione Italiana Medici di Famiglia Domenico Crisaràeil coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva Tonino Aceti.

Nubifragio devasta campagne della Piana di Catania “Straordinaria ondata di maltempo, ma ci sono carenze strutturali che moltiplicano i danni”.

Nelle Campagne della Piana di Catania la scorsa notte si sono abbattuti 25 centimetri di pioggia, creando una situazione surreale alimentata anche dall’esondazione di quattro fiumi che attraversano il territorio: il Gornalunga, Dittaino, Simeto e San Leonardo che hanno gettato sui terreni fango e detriti, non riuscendo a far confluire le acque a mare. I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro”.

Lo dichiarano il presidente Cia Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro  e il direttore Graziano Scardino, i quali sulla straordinarietà dell’evento atmosferico e i danni alle campagne colpite dal nubifragio della scorsa notte hanno già  inviato una lettera al Ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, al Direttore Generale Assessorato Agricoltura Carmelo Frittitta.

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“Quasi tutti gli agrumeti e i campi di ortaggi sono andati distrutti – aggiungono – anche i giovani  impianti di agrumi, realizzati con tecniche all’avanguardia, sono stati interamente sommersi dai detriti, sradicati e trascinati a valle, così come gli impianti irrigui e le recinzioni. È andata distrutta, inoltre, tutta la viabilità interaziendale di penetrazione all’interno delle aree rurali”. “Sollecitiamo la Protezione civile a proseguire l’attività di ricognizione per permettere il prima possibile la riapertura delle strade in modo che gli agricoltori possano effettuare i sopralluoghi all’interno delle proprie aziende e salvare il salvabile”.

“Anche se di fronte a una furia tale l’uomo non può fare tantissimo – sostengono Di Silvestro  e Scardino – un’analisi va comunque fatta perché, aldilà dell’emergenza, qualcosa poteva essere fatta prima: noi da sempre chiediamo una cabina regia  unica, dove Genio Civile, Consorzio di bonifica Esa, Protezione Civile, Assessorato all’Agricoltura, tutte le Organizzazioni Professionali Agricole,riescano insieme e senza rimpallo di responsabilità a monitorare i danni, concertare le misure future per la regimentazione delle acque, effettuare i sopralluoghi di rito per come prevede l’attuale normativa sui danni in agricoltura provocati da calamità naturali, intervenire tempestivamente in opere preventive, come per esempio, l’avvio di una seria e radicale  bonifica dei fiumi”.

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“Dal 13 agosto scorso assistiamo di fatto a piogge torrenziali, a un cambiamento delle condizioni climatiche con cui dobbiamo fare i conti – ricordano Di Silvestro e Scardino – l’unica azione che è stata fatta, e per altro  da noi Cia più volte sollecitata, è stata il taglio degli arbusti  e delle canne, ma tutto questo materiale è rimasto  depositato all’interno dell’alveo, che la scorsa notte, hanno creato un effetto tappo. La pulizia non è sufficiente. Un altro lavoro che andrebbe fatto, non è semplice ed oneroso, è l’abbassamento  dell’alveo dei fiumi, perché in alcuni punti sono più alti dei canali che gli agricoltori  hanno scavato per fare defluire le acque dai propri terreni con investimenti propri, che la scorsa notte, in poche ore,  sono stati totalmente vanificati, un  vero e proprio paradosso”. “Chiediamo anche che nei prossimi Piani di Sviluppo Rurale siano previste misure che contengano a monte i fenomeni erosivi per far fare fronte a queste calamità sempre più frequenti”.

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Agrumicoltura e rischio frodi alimentari. I presidenti delleorganizzazioni di categoria scrivono al ministro Centinaio e al Presidente Musumeci

 

I Presidenti di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi, della Cia Sicilia orientale Giuseppe Di Silvestro, Confcooperative Sicilia Gaetano Mancini e Distretto produttivo Agrumi di Sicilia Federica Argentati hanno scritto una lettera al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio,  presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e all’Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana Edgardo Bandiera esprimendo preoccupazione per le notizie che circolano circa la richiesta sui mercati agricoli di grandi quantità di arance bionde spagnole da parte di commercianti italiani.

“Dai mercati spagnoli ci giunge la notizia che in vista dell’apertura della campagna di raccolta del Navel nel paese iberico, sono giunte massicce prenotazioni dall’Italia di agrumi in foglia”. “La richiesta maggiore arriva dal Lazio, Sicilia e Campania e Calabria ma anche dalle regioni del nord vi sono numerose prenotazioni di arance estere. Tale massiccia e anomala richiesta ci allarma e ci auguriamo che questi agrumi non siano poi etichettati e venduti come prodotto italiano”,   si legge nella missiva.

Chiediamo dunque al Ministero e alla Regione Siciliana di intervenire con controlli a tappeto per evitare frodi, falsificazioni e imbrogli che danneggerebbero i produttori siciliani”, continuano Di Silvestro, Selvaggi, Mancini e Argentati. “Sottolineiamo, inoltre, che questo tipo di commercializzazione può creare seri problemi dal punto di vista fitosanitario con il timore che si possono introdurre parassiti che attaccano gli agrumeti. Si auspica che i controlli da parte degli enti preposti siano efficaci affinché sia scongiurato qualsiasi pericolo per gli agrumeti siciliani”.

 

ASSEMBLEA  PUBBLICA

 “Le filiere zootecniche dei Nebrodi”

“Problemi e prospettive”

Coordina:  

Rosa Giovanna CastagnaPresidente Regionale Cia Sicilia

Saluti:

Carla Conti CotugnoPresidente Cia Nebrodi

Interventi:

Graziano ScardinoResponsabile Regionale CAA-CIA Sicilia

Angela GarofaloResp. Zootecnia Dip. Sviluppo Agroalimentare Cia

Salvatore BottariDir. Capo Ispettorato Prov. Agricoltura Messina

Giuseppe FrusteriPresidente OP OPAN

 

Conclusioni:

 Giuseppe Di SilvestroPresidente Cia Sicilia Orientale

 

Venerdì 28 settembre 2018 ore 17,00

Hotel Residence Miljunka

Lungomare Villa Falcone-Borsellino

SANT’AGATA DI MILITELLO

 

AGRUMI, LA FILIERA INDICA AL GOVERNO NAZIONALE LE PRIORITÀ DA AFFRONTARE


conferenza stampa 

Giovedì 20 settembre, ore 10,30, Biblioteca Comunale, Paternò

  Le priorità da affrontare con urgenza per lo sviluppo dell’agrumicoltura siciliana saranno esposte dalla filiera agrumicola siciliana nel corso della conferenza stampa promossa da Distretto Agrumi di Sicilia, CIA Sicilia, Confcooperative Sicilia-Federagripesca Sicilia e Confagricoltura Catania che si terrà giovedì 20 settembre alle ore 10,30 nella Biblioteca Comunale di Paternò, città il cui territorio è altamente agrumetato.

Tali priorità saranno oggetto di un documento che la filiera agrumicola presenterà al ministro perle Politiche agricole Gian Marco Centinaio e al sottosegretario all’Agricoltura, Alessandra Pesce, facendo seguito all’incontro dello scorso 21 luglio a Catania a cui prese pare anche il vice premier Luigi Di Maio.

Alla conferenza stampa, dopo i saluti del sindaco di Paternò, Antonino Naso e dell’assessore Franco Pennisi, interverranno:
– Federica Argentati, Presidente del Distretto Agrumi di Sicilia
– Giuseppe Di Silvestro, Presidente CIA Sicilia Orientale
– Giovanni Selvaggi, Presidente Confagricoltura Catania
– Luciano Ventura, Segretario Gen. Confcooperative Sicilia e Nino Accetta, Pres. Confcooperative Fedagripesca Sicilia

Pac e Grano Duro tra passato e futuro

LOCANDINA CONVEGNO-2018 DEFINITIVA

CIBO E SPECIFICITA’ TERRITORIALI

“Caltagirone aderirà al percorso <Borghi Genius Loci De.Co>”: dal convegno

sulle specificità dell’agroalimentare spunti di riflessione e confronto

 

“Aderiremo al percorso <Borghi Genius Loci De.Co>  (con l’accreditamento delle produzioni d’eccellenza con la Denominazione comunale d’origine) per incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di <raccontare> la storia del nostro territorio, rafforzandone l’identità”.

Lo ha affermato l’assessore comunale allo Sviluppo economico, Francesco Caristia, intervenendo al convegno svoltosi ieri pomeriggio, nel salone “Silvio Milazzo” del palazzo municipale, su iniziativa della Cia (Confederazione italiana agricoltori) – Sicilia orientale e del Comune di Caltagirone, sul tema: “Anno del cibo italiano. Specificità territoriale nell’agroalimentare”.

I lavori, introdotti, moderati e conclusi dallo stesso assessore, sono stati caratterizzati dagli interventi di Calogero Giancona (dirigente comunale Cia), Maurizio Pedi (consigliere provinciale e responsabile per il Calatino dell’Onav – Organizzazione nazionale assaggiatori vino), Giosuè Catania (presidente dell’Associazione provinciale olivicoltori), Giuseppe Di Silvestro (presidente Cia – Sicilia orientale) e di Nino Sutera (funzionario direttivo della Regione siciliana). Contributi, durante il dibattito, dei docenti Nuccio Maccavino e Sebastiano Russo, della consulente a tutolo gratuito del sindaco per le attività artistico – teatrali e dello spettacolo, Maricò Pepi, del presidente dell’Ordine degli agronomi della provincia di Catania, Giuseppe Occhipinti, dell’avvocato Colomba Cicirata in rappresentanza dell’Accademia italiana della Cucina e degli imprenditori agricoli Giovanni Internullo e Riccardo Randello, quest’ultimo consigliere comunale a Licodia Eubea.

“In sinergia con operatori e associazioni – sottolinea il sindaco Ioppolo – lavoriamo per valorizzare i prodotti tipici, anche facendo leva su un cambio di abitudini personali e familiari che induca ciascuno a puntare sui prodotti a Km 0”.

Caltagirone, 5 settembre 2018

Pensioni: Anp-Cia, arriva quattordicesima. Ora stabilizzare aumenti

Torna a luglio la quattordicesima mensilità per quasi tre milioni e mezzo di pensionati italiani con trattamenti al minimo o inferiori a mille euro. Una boccata d’ossigeno e un risultato importante, frutto anche dell’impegno di Anp-Cia, in prima fila in questi anni con manifestazioni in tutt’Italia e una petizione popolare che ha raccolto oltre 100mila firme.

Secondo l’Associazione pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, è necessario però che la quattordicesima venga stabilizzata e diventi parte integrante della prestazione pensionistica in essere. Una richiesta che Anp rilancia adesso al nuovo Governo, assieme a una serie di istanze e proposte che hanno come obiettivo restituire dignità e giustizia sociale a tanti anziani nel nostro Paese.

L’Anp-Cia individua in particolare otto priorità da ridiscutere con istituzioni e politica: le pensioni minime dovranno raggiungere almeno il 40% del reddito medio nazionale come indicato dalla Carta Sociale Europea; si dovrà prevedere un ulteriore aumento della “No Tax Area”, ovvero niente tasse sulle pensioni fino al valore di tre volte le minime; serve modificare il meccanismo d’indicizzazione delle pensioni con un paniere pensato sui reali consumi degli anziani, cioè beni alimentari, trasporti, spese sanitarie e servizi. Inoltre, per l’Anp, bisogna inserire gli agricoltori tra le categorie di lavoratori impegnati in mansioni usuranti per usufruire dell’anticipo pensionistico senza penalizzazioni; occorre incrementare la dotazione finanziaria del Servizio sanitario nazionale e i fondi per la non autosufficienza; è necessario rendere attivi i servizi socio-sanitari nelle aree rurali e montane del Paese e realizzare una strategia di politica sociale volta alla valorizzazione del ruolo attivo dell’anziano nella società.

 

Pagamenti Agea, Cia Sicilia Orientale. Di Silvestro e Scardino “Spiraglio per il pagamento delle misure a superficie del PSR”

 

“Finalmente, dopo due mesi dalla richiesta ufficiale da parte della CIA – Agricoltori Italiani, è stato costituito il  tavolo  tecnico con i responsabili dei CAA delle Organizzazioni Professionali Agricole e i dirigenti dell’assessorato, aprendo uno spiraglio sull’intera vicenda dei mancati pagamenti AGEA”. Lo dichiarano Giuseppe Di Silvestro, presidente CIA Sicilia Orientale e Graziano  Scardino, responsabile regionale CAA-CIA, a margine dell’incontro che si è svolto a Palermo  che ha ufficializzato il tavolo tecnico con i responsabili dei Centri di Assistenza Agricola (CAA) delle Organizzazioni Professionali Agricole e i dirigenti dell’assessorato, alla presenza dell’assessore Edy Bandiera e del dirigente generale Carmelo Frittitta.

“La CIA, nel sottolineare, ancora una volta, come la situazione sia ormai diventata esplosiva con centinaia di produttori pronti a scendere in piazza sia a Catania che Palermo, perché non più in grado di sostenere economicamente i ritardi  dei pagamenti, e stanchi  di  assistere ad un rimpallo di responsabilità tra assessorato ed AGEA che va avanti da quattro anni – sottolineano Di Silvestro  e Scardino – plaude ad un primo parziale risultato del tavolo che ha affrontato le cosiddette anomalie bloccanti, entrando nel merito delle possibili soluzioni”.

Sono 2.500 le aziende bloccate per la Misura 11 (Biologico) sono bloccate ancora il 25% delle aziende che hanno aderito alla Misura 13 e sono bloccate tutte le aziende della Misura 12.

“Ci sono buone possibilità che le anomalie trovino soluzioni e si possa procedere con i pagamenti – precisa Graziano Scardino –  difatti la maggior parte delle anomalie sono causate da malfunzionamenti dei sistemi informatici o, ancora peggio da errate verifiche con le varie banche dati costituite informaticamente, tutte anomalie non riconducibili ad errori da parte delle aziende o dei CAA”. “Pur nella consapevolezza che AGEA ha enorme responsabilità in tutta la vicenda, abbiamo dato alcuni suggerimenti ai funzionari dell’assessorato, per sboccare alcuni ingranaggi burocratici che potranno, così auspichiamo, permettere già a partire dai prossimi  giorni procedere ai pagamenti delle aziende”.