Pensioni: Anp-Cia, arriva quattordicesima. Ora stabilizzare aumenti

Torna a luglio la quattordicesima mensilità per quasi tre milioni e mezzo di pensionati italiani con trattamenti al minimo o inferiori a mille euro. Una boccata d’ossigeno e un risultato importante, frutto anche dell’impegno di Anp-Cia, in prima fila in questi anni con manifestazioni in tutt’Italia e una petizione popolare che ha raccolto oltre 100mila firme.

Secondo l’Associazione pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, è necessario però che la quattordicesima venga stabilizzata e diventi parte integrante della prestazione pensionistica in essere. Una richiesta che Anp rilancia adesso al nuovo Governo, assieme a una serie di istanze e proposte che hanno come obiettivo restituire dignità e giustizia sociale a tanti anziani nel nostro Paese.

L’Anp-Cia individua in particolare otto priorità da ridiscutere con istituzioni e politica: le pensioni minime dovranno raggiungere almeno il 40% del reddito medio nazionale come indicato dalla Carta Sociale Europea; si dovrà prevedere un ulteriore aumento della “No Tax Area”, ovvero niente tasse sulle pensioni fino al valore di tre volte le minime; serve modificare il meccanismo d’indicizzazione delle pensioni con un paniere pensato sui reali consumi degli anziani, cioè beni alimentari, trasporti, spese sanitarie e servizi. Inoltre, per l’Anp, bisogna inserire gli agricoltori tra le categorie di lavoratori impegnati in mansioni usuranti per usufruire dell’anticipo pensionistico senza penalizzazioni; occorre incrementare la dotazione finanziaria del Servizio sanitario nazionale e i fondi per la non autosufficienza; è necessario rendere attivi i servizi socio-sanitari nelle aree rurali e montane del Paese e realizzare una strategia di politica sociale volta alla valorizzazione del ruolo attivo dell’anziano nella società.

 

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Pagamenti Agea, Cia Sicilia Orientale. Di Silvestro e Scardino “Spiraglio per il pagamento delle misure a superficie del PSR”

 

“Finalmente, dopo due mesi dalla richiesta ufficiale da parte della CIA – Agricoltori Italiani, è stato costituito il  tavolo  tecnico con i responsabili dei CAA delle Organizzazioni Professionali Agricole e i dirigenti dell’assessorato, aprendo uno spiraglio sull’intera vicenda dei mancati pagamenti AGEA”. Lo dichiarano Giuseppe Di Silvestro, presidente CIA Sicilia Orientale e Graziano  Scardino, responsabile regionale CAA-CIA, a margine dell’incontro che si è svolto a Palermo  che ha ufficializzato il tavolo tecnico con i responsabili dei Centri di Assistenza Agricola (CAA) delle Organizzazioni Professionali Agricole e i dirigenti dell’assessorato, alla presenza dell’assessore Edy Bandiera e del dirigente generale Carmelo Frittitta.

“La CIA, nel sottolineare, ancora una volta, come la situazione sia ormai diventata esplosiva con centinaia di produttori pronti a scendere in piazza sia a Catania che Palermo, perché non più in grado di sostenere economicamente i ritardi  dei pagamenti, e stanchi  di  assistere ad un rimpallo di responsabilità tra assessorato ed AGEA che va avanti da quattro anni – sottolineano Di Silvestro  e Scardino – plaude ad un primo parziale risultato del tavolo che ha affrontato le cosiddette anomalie bloccanti, entrando nel merito delle possibili soluzioni”.

Sono 2.500 le aziende bloccate per la Misura 11 (Biologico) sono bloccate ancora il 25% delle aziende che hanno aderito alla Misura 13 e sono bloccate tutte le aziende della Misura 12.

“Ci sono buone possibilità che le anomalie trovino soluzioni e si possa procedere con i pagamenti – precisa Graziano Scardino –  difatti la maggior parte delle anomalie sono causate da malfunzionamenti dei sistemi informatici o, ancora peggio da errate verifiche con le varie banche dati costituite informaticamente, tutte anomalie non riconducibili ad errori da parte delle aziende o dei CAA”. “Pur nella consapevolezza che AGEA ha enorme responsabilità in tutta la vicenda, abbiamo dato alcuni suggerimenti ai funzionari dell’assessorato, per sboccare alcuni ingranaggi burocratici che potranno, così auspichiamo, permettere già a partire dai prossimi  giorni procedere ai pagamenti delle aziende”.

La Direzione nazionale Anp-Cia nomina la Giunta e approva le linee d’indirizzo

Priorità pensioni, servizi socio-sanitari nelle aree rurali e rafforzamento associativo

Azioni per il rafforzamento organizzativo e il radicamento sociale dell’Anp, che prevedono attività integrate con il Patronato Inac e il Centro di Assistenza Fiscale di Cia-Agricoltori Italiani. Sono queste le linee d’indirizzo adottate dall’associazione nazionale pensionati nel corso della direzione, a Roma, per lo sviluppo delle iniziative politico-sindacali dell’Anp anche a livello territoriale con l’obiettivo di offrire servizi di qualità ai pensionati, anticipando bisogni e rispondendo più velocemente e su più larga scala alle esigenze delle famiglie.

La Direzione nazionale ha confermato l’impegno sull’aumento delle pensioni, con le minime almeno al 40% del reddito medio nazionale, come indica la Carta Sociale Europea, per una sanità pubblica capace di garantire servizi e assistenza socio-sanitaria in tutte le realtà, senza discriminazioni sociali e territoriali, proponendo politiche tese a favorire il ruolo sociale dell’anziano nella società.

Il rafforzamento organizzativo e un più forte radicamento sociale sono gli ulteriori impegnicontenuti nell’atto d’indirizzo -ribadisce l’Anp- ovvero un’implementazione delle attività ricreative e sociali attraverso la diffusione sul territorio degli “Sportelli Pensionati”, punti di riferimento per l’assistenza agli anziani.

La Direzione, infine, dopo aver espresso apprezzamento per la formazione del nuovoGoverno, scongiurando un ulteriore allungamento della crisi politica e l’ipotesi di nuove elezioni, auspica una collaborazione proficua con l’esecutivo in relazione ai temi cari ad Anp, perinterventi coerenti con le istanze degli associati.

L’Associazione pensionati di Cia, quindi, ha nominato la nuova Giunta nazionale, cosìformata: Alessandro Del Carlo; Franco Fiori; Giovanna Gazzetta; Anna Graglia; Franco Tinelli; Dino Bruno; Domenico Guaragna; Domenico Petrolo; Mario Martone; Pierino Liverani; Maria Zanin; Michele Verro; Benito Lagorio; Paola Bruschi; Ugo Moauro; Giovanni Maria Canu; Carmelo Travaglia; Giuseppe Scaboro.

La Cia, alla Green Week a Paternò: azione congiunta per la tutela del verde

Una settimana intensissima dove il verde  è stato protagonista nell’ambito “Green week”, l’evento europeo sposato in Sicilia dalle città di Paternò e Catania. La Cia Sicilia Orientale non ha mancato l’appuntamento, allestendo un proprio gazebo  in piazza, a disposizione dei visitatori.  “Green week” non è stato un semplice calendario  di iniziative tra arte, cultura, lettura, musica, dibattiti, visite guidate, passeggiate in bici, escursioni, workshop, teatro, proiezioni, esposizioni, spettacoli e flash mob, ma una vera presa di coscienza rispetto alle tematiche ambientali. presente dil  direttore della Cia Graziano  Scardino “La tutela del verde non più opera di pochi ma azione congiunta di un’intera comunità, perché il verde è vita”. Non a caso lo slogan scelto per l’evento è “rinverdiamo la città, rinfreschiamo il clima”.
L’evento è stato suddiviso in quattro  azioni: “clean your city” (per la pulizia di porzioni di territorio), “green installations” , “event” e”tutela della natura”.
La Cia ha partecipato, in particolare, assieme ad altre associazioni alla seconda azione, “green installations”  che ha previsto  12 appuntamenti per la cura e installazioni di piante e verde.

Decreto Agea,  Cia Sicilia Orientale. Giuseppe Di Silvestro e Graziano  Scardino “Ultimo decreto del Governo nazionale uscente, ennesimo scacco alla categoria”

“L’ultimo atto del Governo nazionale uscente che partorisce un mortificante decreto sulla riorganizzazione dell’Ente pagatore Agea, è l’ennesimo scacco alla categoria. Una norma inopportuna nei tempi di approvazione e inefficace in termini di effetti reali sul settore”. Lo dichiarano Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale e Graziano  Scardino, responsabile regionale dei rapporti con l’agenzia Agea.

“La Conferenza Stato Regioni non aveva licenziato il testo proprio perché non tutte le rappresentanze regionali erano d’accordo – aggiungono –  ci sorprendiamo  di questo straordinario provvedimento. Per questo chiediamo con forza al Parlamento e al prossimo Governo di fare il possibile per rivedere radicalmente i contenuti del decreto ed introdurre, al più presto, una normativa seria e coerente con le istanze delle imprese agricole”

“Occorre una riforma radicale e orientata a ridefinire in modo organico i ruoli gestionali e di controllo di Agea. Anche attraverso investimenti nel capitale umano e nella riorganizzazione strutturale di funzioni e procedure. Una riforma ambiziosa, insomma, dove i sistemi regionali possano essere integrati in un’unica vera ed efficace rete nazionale. In un’ottica di competitività delle imprese agricole, l’efficienza e l’efficacia del sistema dei pagamenti occupano un ruolo decisivo, le dinamiche di crescita del sistema agricolo. Invece, la burocrazia diviene una tortura per gli imprenditori agricoli, una deriva– sottolineano Di Silvestro e Scardino – ricordiamo che gli agricoltori  stanno ancora aspettando i pagamenti  della PAC e del PSR nonostante nel corso dell’ultima riunione romana a marzo scorso, il direttore Agea aveva annunciato un decreto di pagamento relativo al 2016 imminente di 10 milioni di euro per sistemare una parte delle posizioni sospese ed entro giugno la copertura del 100% delle domande evase per l’ultima campagna. È rimasto e rimarrà l’ennesimo annuncio”.

 

ANP CIA, Alessandro De Carlo alla guida dell’Associazione nazionale pensionati

A Ravenna 164 delegati provenienti da tutta Italia in rappresentanza dei 400 mila iscritti

Alessandro Del Carlo è stato eletto presidente nazionale dell’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani. 65 anni, originario di Viareggio e con esperienza trentennale nella Confederazione, è stato scelto oggi dalla VII Assemblea elettiva “Presente e futuro della filiera del Welfare”, riunita a Ravenna e composta da 164 delegati, in rappresentanza dei 400 mila iscritti dell’organizzazione in tutta Italia.

Il toscano Alessandro Del Carlo che prende il posto del presidente uscente Vincenzo Brocco, alla guida di Anp per due mandati; ha iniziato il suo percorso confederale con Cia-Agricoltori Italiani in Versilia nell’86. Dal ’92 al ’98 è stato vicepresidente Cia Lucca di cui è stato presidente dal ’98 al 2005. I cinque anni successivi lo hanno visto attivo all’interno della Cia Toscana. Arriva ora alla nomina più alta, dopo essere stato a capo di Anp Toscana e già vicepresidente nazionale dell’Associazione.

“Sono profondamente onorato dell’incarico assegnato –ha commentato il neo presidente Alessandro Del Carlo-. Affronterò questo ruolo con responsabilità e voglia di fare nell’interesse dei nostri associati, appartenenti al sistema confederale. Al centro di questo mandato porrò, con attenzione particolare alla aree rurali, tre ambiti fondamentali: pensioni, sanità e servizi. Ciò confermando l’impegno di Anp-Cia a tutela di valori quali la dignità e l’uguaglianza, i diritti e il ruolo sociale dell’anziano.

Per quanto riguarda le pensioni -ha spiegato nel dettaglio Del Carlo- centrale è la conferma della piattaforma di rivendicazione: minime a 650 euro; stabilizzazione della 14esima per i pensionati sotto i 1.000 euro; un meccanismo di indicizzazione capace di tutelare le pensioni più basse e l’inclusione degli agricoltori fra le categorie dei lavori usuranti per l’utilizzo dell’Ape sociale senza penalizzazioni. Sarà alta l’attenzione nella difesa del carattere pubblico e universalista del sistema sanitario, oggi obiettivamente in pericolo a causa del cattivo funzionamento dei alcuni sistemi sanitari regionali e di una privatizzazione che ha raggiunto punti allarmanti. Difenderemo gli ospedali di prossimità e i servizi relativi. I servizi sociali -ha concluso il presidente Anp-Cia Alessandro Del Carlo- restano fondamentali ancor più nelle aree rurali, in quanto utili alle persone e alle imprese nel rianimare l’economia, lo sviluppo e il progresso sociale”.

A chiudere l’Assemblea, l’intervento del presidente nazionale Cia, Dino Scanavino che ha richiamato l’attenzione sul ruolo e l’importanza di Anp e di tutte le associazioni di persone legate a Cia, quali rappresentanti di rilievo della Confederazione anche nei tavoli di confronto istituzionali e politici. “Sulle aree rurali -è entrato nel merito Scanavino- servono concrete politiche di rilancio, necessarie anche a valorizzare le persone che ne rappresentano i custodi dal punto di vista sociale, ambientale e paesaggistico. Occorre -ha concluso-una battaglia comune, giovani e anziani, Agia-Cia e Anp-Cia, perché si favorisca la crescita e il rilancio della dorsale appenninica”.

Assemblea Elettiva AGIA-CIA Sicilia Orientale: Carmelo Allegra, il nuovo coordinatore provinciale, i componenti Valeria Grimaldi, Riccardo Randello , Mario Costanzo, Michele Aliotta

 

 

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I giovani non guardano all’agricoltura 4.0: la Sicilia resta legata a una ruralità bucolica: Solo 52 domande sui progetti innovativi a Catania, 450 in Sicilia

Nei prossimi mesi nuovo bando di 25 milioni di euro per l’inserimento di 600 giovani, non basta convergere l’attenzione di anche su altri programmi e fondi nazionali

 

Sono state oltre 3700 le domande presentate per il primo bando della misura del PSR dedicata alle start up di giovani imprenditori (mis. 6.1) pari a circa 4500 lavoratori da poter inserire nel sistema produttivo, ma di questi, solo un migliaio potranno goderne concretamente, poiché il plafond è di 40 milioni di euro, cioè 40 mila euro a persona di premio.  Viceversa, la seconda misura dedicata ai giovani (6.2) relativa alla presentazione di progetti innovativi ha visto la presentazione di sole 450 domande in tutto il territorio siciliano e appena 52 a Catania.

Questo il quadro fornito nel corso della riunione dei giovani imprenditori agricoli di AGIA-CIA Sicilia Orientale nel corso della quale si è svolta l’assemblea elettiva che ha portato alla nascita del nuovo coordinamento provinciale, presieduto da Carmelo Allegra, imprenditore di Raddusa, assieme a Valeria Grimaldi di Adrano, Riccardo Randello di Licodia Eubea, Mario Costanzo di Messina, Michele Aliotta di Grammichele.

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Erano presenti, Matteo Ansanelli, segretario Nazionale AGIA, Stefano Cannistrà, vice presidente AGIA Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale, e il direttore Graziano Scardino.

“Questi numeri danno il polso di quanto consenso sul territorio possa avere l’opportunità Psr, ma anche di quanto lo strumento sia di per sé insufficiente a coprire il bisogno – ha commentato Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale – nei fatti molti questi ragazzi resteranno fuori”.

“D’altro canto – ha spiegato Giovanni Sutera, dell’ispettorato Agricoltura di Catania – significa anche i giovani non guardano all’agricoltura 4.0 che altrove è la chiave dello sviluppo, la Sicilia resta ancora legata a una ruralità bucolica che non ha quelle aspettative innovative e tecnologiche che invece dovrebbe promuovere e comunicare”. Nei prossimi mesi, ha annunciato Sutera, verrà preparato un secondo bando di 25 milioni di euro per l’inserimento di altri 600 giovani. “Serve convergere l’attenzione – ha aggiunto– anche su altri programmi e fondi nazionali come ISMEA, con un bando che scade a giorni di 70 milioni di euro, di cui 35 riservati Sud”.

“L’associazione AGIA ha lo scopo di fare crescere la cultura d’impresa, non solo il concetto di terra e capitale ma anche di conoscenza, per questo nel corso del convegno nazionale che si terrà a Roma il 17 maggio prossimo cambieremo il nostro statuto – ha dichiaratoMatteo Ansanelli, segretario Nazionale AGIA – la conoscenza come elemento strategico, immaginando un modello eco-sistemico che metta insieme tanti soggetti tra università, impresa, industria e agricoltura”. “Le aziende di successo – ha proseguito – sono caratterizzate da un elevato grado di conoscenza che sviluppi il sistema produttivo. Ai giovani siciliani, il consiglio è quello di fare rete d’impresa, muoversi sui mercati internazionali attraverso progetti che abbiamo visioni strategiche di lungo periodo strategiche”.

“Il futuro dell’agricoltura è formazione e guardare lontani – ha concluso Sutera – bisogna scegliere una programmazione vera e credibile che si basi su cinque punti fondamentali, come le vocali: Acqua, Energia, Innovazione, Onestà, Unione”.

 

Emergenza siccità, dall’incontro di Agrinsieme l’appello alla Regione: urge una Cabina di Regia che affronti la crisi

Superare la crisi per il  Bacino Idrografico Sicilia Orientale; attuare la Riforma Regionale in Sicilia, rimasta una delle ultime in Italia; affrontare  i disagi degli agricoltori

Per il responsabile regionale Acque irrigue Cia, Giosuè Catania: “Assurdo parlare di ruoli consortili quando siamo alle porte di una stagione irrigua drammatica”

 Questo l’appello alla Regione dalle Organizzazioni Professionali e Cooperative aderenti ad Agrinsieme della Sicilia Orientale, dai sindaci dei comuni di Scordia, Militello, Palagonia e Lentini riuniti nei giorni scorsi alla presenza del direttore del Consorzio di Bonifica della Sicilia Orientale e dei dirigenti e tecnici del Consorzio di bonifica di Siracusa pe affrontare la difficile situazione che si vive in agricoltura a causa della scarsa piovosità soprattutto nelle zone servite dai tre consorzi di Catania, Lentini e Caltagirone.

“Oltre a denunciare lo stato in cui versa la bonifica in Sicilia ed i ritardi accumulati nel tempo sui necessari lavori strutturali e di mantenimento delle dighe, degli interventi di grandi manutenzioni e ripristino di opere irrigue e di completamento delle interconnessioni tra invasi – ha dichiarato Giosuè Catania, responsabile regionale acque irrigue della Cia –  riteniamo opportuno rivendicare interventi urgenti ed indifferibili”.

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Nel documento preparato da Agrinsieme emergono alcune priorità: di potenziare il sistema di sollevamento dell’invaso di Lentini utilizzando le risorse disponibili per distribuire acqua nella Piana di Catania; verificare la connessione tra le reti consortili procedendo a lavori urgenti e straordinari di ripristino; utilizzare l’acqua disponibile nell’invaso Nicoletti (Enna) da immettere con un sistema di adduzione nello schema Ogliastro/Pozzillo verificando con urgenza i lavori da compiere.

Serve, inoltre, la verifica delle opere irrigue e dei progetti relativi al rifacimento del canale di quota 100 (ponte monaci) crollato circa 9 anni fa; il completamento già definito e ormai inderogabile dell’invaso Pietrarossa semplificando le procedure amministrative ed individuando il percorso finanziario; affrontare lo stato strutturale delle dighe, i collegamenti tra invasi, lo stato di salute delle reti scolanti e delle condotte idriche, lo stato dell’arte delle centrali di sollevamento e la loro funzionalità.

“Si rende improcrastinabile la verifica periodica dello stato di avanzamento degli interventi preposti – ha aggiunto Catania –per alleviare concretamente i disagi degli agricoltori nella imminente stagione irrigua ed è assurdo parlare di ruoli consortili quando siamo alle porte di una stagione irrigua drammatica”.

Dai dati emessi dall’Osservatorio del Dipartimento Regionale dell’acqua e dei rifiuti all’1 aprile 2018 lo stato di invasamento del territorio non registra quantitativi incoraggianti. Difatti i due tra più importanti invasi, la don Sturzo/Ogliastro ha una disponibilità irrilevante e la Pozzillo dispone di un quantitativo pari a circa 30 giorni di irrigazione; La diga Nicoletti dispone di 13 milioni di metri cubi e l’invaso di Lentini circa 95 milioni di metri cubi paradossalmente la gran parte non utilizzabile per problemi di sollevamento e strutturali.

“Quanto alla lunga e media programmazione – conclude Catania – riteniamo che tutto il sistema dei Consorzi di Bonifica della Sicilia rischi di implodere, oberati dai debiti sempre più crescenti, senza risorse necessarie a garantire la normale attività di manutenzione in forte ritardo, subendo continui tagli dei trasferimenti delle risorse e soggetti da tempo ad affrontare innumerevoli contenziosi su diversi fronti, per questo è necessario intervenire con urgenza per mettere ordine al sistema della Bonifica accelerando l’attuazione della Riforma Regionale in Sicilia, rimasta una delle ultime in Italia”.

Assemblea Elettiva AGIA-CIA Sicilia Orientale: Giovani agricoltori, tra realtà e speranza per il futuro

Vi  aspettiamo oggi pomeriggio, lunedì 7 maggio, alle 16, all’ hotel Parco degli Aragonesi (Viale Kennedy) all’assemblea elettiva dei giovani imprenditori agricoli di AGIA-CIA Sicilia Orientale il cui dibattito ruoterà attorno al tema “Giovani agricoltori,tra realtà e speranza per il futuro”.

Saranno presenti Matteo Ansanelli, segretario Nazionale AGIA, Stefano Cannistrà, vice presidente AGIA Sicilia Orientale, Giovanni Sutera, ispettorato Agricoltura di Catania e Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale.

Le imprese agricole condotte dai giovani agricoltori hanno una superficie agricola utilizzabile  maggiore della superficie media aziendale, nonostante ciò molto spesso i giovani conduttori   non riescono a raggiungere livelli  reddito equivalenti a quelli di altri settori produttivi.
La presenza di mercati sempre più globali e talvolta l’assenza di un adeguata mentalità imprenditoriale, impone ai giovani titolari di ripensare la loro attività puntando su servizi innovativi. I giovani agricoltori si mostrano, rispetto alla media, quasi sempre in grado di introdurre e governare le innovazioni che il mondo della ricerca produce anche perché in possesso di buone competenze sul piano delle conoscenze teoriche e in merito alla capacità di comunicazione.

Tra le priorità dei giovani agricoltori c’è certamente centrare gli obiettivi di Europa 2020, per una società intelligente, sostenibile e inclusiva; costruire l’Agricoltura strategica, capace di attivare di fare recuperare “reddito d’impresa” oltre che garantire sviluppo  sociale, ambientale e culturale; mettere al centro un nuovo modello di sviluppo che superi il vecchio, basato su “consumo-rendita-debito pubblico” e si incentri sul paradigma “valore-investimenti-reddito-lavoro”; definire in accordo e sinergia con la Cia una propria  strategia rispetto alla produzione agricola e alimentare,  in senso evolutivo mostrando una capacità del settore agro-alimentare di adattarsi alle esigenze del consumo dell’uomo (tra naturalità e tradizione, funzionalità e convenienza), oltre a fornire maggiori garanzie di sicurezza dell’alimento; operare per  accrescere la produttività dell’agricoltura italiana  con un minore utilizzo delle risorse idriche, minore impiego di energia, meno fertilizzanti, minori pesticidi e un migliore stato dei suoli, risorsa essenziale per la produzione agricola e ciò richiede importanti innovazioni di processo e di prodotto; difendere e promuovere la professionalità dei giovani imprenditori agricoli, mettendo a loro disposizione la miglior  “consulenza” attraverso i sistemi della conoscenza.

 

Ritardati contributi Agea, Di Silvestro e Scardino “Aspettiamo incontro con l’assessore Bandiera, bisogna riunire allo stesso tavolo l’Agenzia con la Regione

“Un sesto delle 30 mila aziende agricole italiane che non ricevono quanto determinato, sono siciliane, circa 5 mila appunto che sono “bloccate”, e questo genera difficoltà tali che in molti casi si traduce nell’insostenibilità economica di un’impresa. Dalle due riunioni che si sono svolte sia Roma che a Palermo, emergono posizioni divergenti dell’agenzia Agea.  Attendiamo  con ansia l’incontro  con l’assessore regionale Edgardo Bandiera”. A dichiararlo sono Giuseppe Di Silvestro e Graziano Scardino, rispettivamente presidente e direttore di Cia Sicilia Orientale, quest’ultimo anche responsabile regionale del Centro di Assistenza Agricola (CAA) che cura i rapporti con l’agenzia Agea.

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“La lista delle criticità è lunga, dalle campagne pregresse ancora non pagate, alla eccessiva complessità dei Psr, non ultima la vicenda legata alla richiesta dei certificati antimafia – sottolinea Giuseppe Di Silvestro –  che ci preoccupa moltissimo non vorremo che anche Sicilia si verificasse quanto già accaduto nelle altre regioni, dove è stato chiesto alle aziende agricole di produrre un antimafia per ogni singola domanda presentata”.

“A volte, la burocrazia diviene una tortura per gli imprenditori agricoli, una deriva che non ha nulla a che vedere con lo spirito della Pac che nasce per favorire la collettività, su cibo, ambiente e innovazione – dichiara Graziano Scardino – Nel corso della riunione romana il direttore Agea ha annunciato un decreto di pagamento relativo al 2016 nei prossimi giorni che conterrà 10 milioni di euro per sistemare una parte delle posizioni sospese ed entro giugno, si dovrebbe arrivare al 100% delle domande evase per l’ultima campagna: un annuncio che non ci rassicura per niente, considerato  che a Palermo invece non pare ci siano spiragli. Non solo,  anche l’1% del non  pagato per molte aziende corrisponde al 100% che porta alla chiusura”.

Sulla questione è intervenuta anche la presidente regionale Cia Rosa Giovanna Castagna. “Ci sono tremila aziende che oggi rischiano di chiudere – sostiene – le aziende devono essere pagate. Se poi qualcuna non è meritevole del contributo la si depenni, ma chi ha legittimamente prodotto dei redditi deve essere pagato, noi rischiamo di lasciare fuori centinaia di aziende per sciocchezze”.

“Siamo consapevoli del complicatissimo iter burocratico che avvilisce l’espletamento della procedura  e delle difficoltà  affrontate dagli uffici della Regione siciliana – conclude Scardino –  ma se non riusciamo a far sedere allo stesso tavolo Agea e Regioni non porremo fine a questo rimpallo di  responsabilità”.