DIGA PIETRAROSSA

 

COMUNICATO STAMPA

 

Dopo lunghi anni di attesa e di sollecitazioni da parte della Confederazione Italiana agricoltori e del mondo agricolo ed istituzionale, il Governo Regionale finalmente ha deciso di dare il via libera al completamento della diga Pietrarossa .

Dopo la ritrovata condivisione tra i vari enti sulle soluzioni volte a garantire la tutela del sito archeologico con il principale interesse supremo dell’Agricoltura, ora bisogna imprimere un’accelerazione sulla tempistica progettuale e finanziaria per dare un seguito concreto alle decisioni politiche. E’ quanto dichiarano Giuseppe Di Silvestro Presidente CIA Sicilia Orientale e Giosuè Catania Vice presidente Vicario.

L’invaso Pietrarossa avrà una funzione di accumulo determinante nell’ambito del Sistema irriguo Salso/Simeto, un polmone importante di compensazione, utile per servire il territorio dell’intero bacino di utenza incrementando le superfici servite e permettere così un razionale utilizzo delle risorse idriche.

Bisogna comunque vigilare –  dichiarano Di Silvestro e Catania  – e mantenere l’attenzione alta affinché non solo il mondo agricolo ma anche il territorio con le sue varie espressioni (Consorzi di Bonifica, Sindaci Prefettura,ecc ) seguano con puntualità l’evolversi della situazione.

Inoltre seguiremo con attenzione lo stato dei finanziamenti e delle procedure amministrative affinché con celerità si proceda alla costruzione del Canale di quota cento crollato otto anni fa e che in piena funzionalità darebbe in gran parte soluzioni ad un territorio tra Palagonia – Scordia e Militello il cui disagio è notorio.

Proprio in questa fase di diffusa penuria di acqua e di prolungato clima torrido – Proseguono Di Silvestro e Catania – le imprese agricole soffrono una evidente difficoltà economica e finanziaria sulla quale i Governi Nazionale e Regionale devono escogitare interventi concreti nell’ambito della dichiarazione di Stato di Calamità e di esonero anche se in parte del ruolo consortile.

 

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Sicilia, “Rimpallo tra assessorato all’Agricoltura e Agea”: aziende attendono i contributi da tre anni

Sicilia, “Rimpallo tra assessorato all’Agricoltura e Agea”: aziende attendono i contributi da tre anni

“Il mancato pagamento delle Misure a superficie del PSR 2015-2020 sta penalizzando il comparto agricolo”. “Sono troppe le imprese agricole che non hanno percepito i contributi previsti nell’ambito delle Misure 11, 12 e 13 (Biologico, Indennità Compensativa e Natura 2000) del PSR relative agli anni 2015 e 2016”. Lo scrive Rosa Giovanna Castagna presidente regionale di Cia Sicilia, in una lettera inviata all’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.

“Ritengo sia preoccupante – continua Castagna – che dopo tre anni dalla pubblicazione dei bandi e presentazione delle domande, la maggior parte delle imprese che sono state inserite negli elenchi utili non abbia ancora percepito alcun contributo a causa di problematiche burocratiche e cavilli di natura informatica,con un continuo rimpallo di responsabilità tra l’amministrazione regionale e l’organismo pagatore AGEA (e oltre il danno la beffa di aver dovuto constatare la grande soddisfazione del Ministro sull’operato Agea)”. “Inoltre, le imprese agricole stanno attraversando un periodo di estrema difficoltà a causa della persistente siccità e delle altissime temperature; anche i ripetuti incendi stanno condizionando la vita di molte imprese agricole”.

 “Bisogna aggiungere che a queste calamità si assomma anche la cattiva amministrazione pubblica (in riferimento al mancato pagamento delle Misure a superficie del PSR 2015-2020) che dà il colpo di grazia al reddito delle imprese agricole”. 

“Gli imprenditori agricoli non solo sono ormai allo stremo – evidenzia Castagna – ma anche si vedono negato un diritto che gli spetta per legge”. “Alla luce di quanto esposto – conclude Castagna nella lettera inviata a Cracolici – chiedo di intervenire con urgenza presso gli uffici competenti dell’assessorato e presso AGEA affinché si proceda, entro il mese corrente, all’erogazione dei pagamenti delle suddette misure per tutte le imprese agricole ancora sospese”.

 

Campagne a secco e ritardi nella manutenzione e distribuzione dell’acqua Rischia di esplodere la rabbia degli agricoltori

 

Giuseppe Di Silvestro e Giosuè Catania: “All’assessore regionale Antonello Cracolici poniamo 5 questioni aperte nel sistema della bonifica Regionale che dovranno essere affrontate da questo Governo”

Catania 31 maggio 2017 – “Con l’arrivo delle calde temperature al di sopra della media stagionale, ogni anno nelle campagne catanesi, si consuma la stessa drammatica scena che fotografa tutta la inefficienza di Enti come i Consorzi di Bonifica, a cominciare dai disservizi nella manutenzione, per proseguire con i ritardi nei trasferimenti Regionali.La riforma di questi enti diventa quanto mai urgente e indispensabile”. Lo dichiarano Pippo Di Silvestro e Giosuè Catania, presidente e vicepresidente vicario della Confederazione Italiana Agricoltori della Sicilia Orientale eGiovanni Selvaggi presidente provinciale Confagricoltura.

“Si tratta di strutture consortili soffocate dai debiti, oltre 130 milioni di euro e tanti contenziosi– sottolineano – Oltre 2.100 dipendenti tra tempo indeterminato e stagionali con un costo che si aggira sui 50 milioni di euro, quando gli stipendi vengono erogati regolarmente, mentre in alcune realtà la regola è il ritardo nei pagamenti”.  A fronte di questi  numeri, i disservizi sono enormi.

I Consorzi di Bonifica se non procedono immediatamente ad immettere l’acqua nei Canali in tutte le aree servite, dovranno assumersi ogni responsabilità degli eventuali danni economici –  dicono Di Silvestro e Catania – che si registreranno nelle aziende agricole in una fase di estrema delicatezza per gli impianti arborei e per le produzioni agricole”.

Ma oltre ad una insufficiente riserva idrica in alcuni invasi che rende impossibile garantire il normale adacquamento su quasi tutto il territorio del Sistema Salso/Simeto – aggiungono –sulla stragrande maggioranza delle aziende agricole pesano anche reti fatiscenti, opere incompiute (in primis l’invaso Pietrarossa che rischia di essere una farsa se non fosse una cosa seria e importante per l’agricoltura) ruoli irrigui negli ultimi anni in continuo aumento”.

“La situazione è insostenibile – sostengono i rappresentanti di categoria– l’assessore regionale Antonello Cracolici ponga rimedio a tutte le questioni aperte nel sistema della bonifica Regionale: 1) acceleri sulla legge Regionale che riduce da 11 a 2  i Consorzi di Bonifica, in modo da superare l’attuale stato di commissariamento che dura da oltre 20 anni; 2) predisponga il percorso di netta separazione della vecchia gestione con la nuova ed evitare che i debiti del passato pesino come un macigno sul futuro; 3) garantisca il trasferimento delle risorse al fine di migliorare i servizi e garantire l’acqua agli agricoltori; 4) affronti in un’ottica di bacino gli aspetti relativi al personale, alle opere infrastrutturali, alla distribuzione e al pagamento dei servizi in virtù dei benefici ricevuti, diversificando la base impositiva proprio per i nuovi compiti che gli Enti di bonifica dovranno assolvere; 5) avvii una iniziativa straordinaria di verifica delle opere irrigue e dei progetti in essere per finanziare intanto il rifacimento del canale di quota 100 (ponte monaci) crollato circa 7 anni fa e il completamento ormai inderogabile dell’invaso Pietrarossa”

 

 

Agricoltura, aiuti comunitari negati.

 

 

 

 

  Di Silvestro e Scardino “Vergognoso il livello di qualità dei sistemi informatici AGEA: è una macchina da riformare in una ottica di efficienza e trasparenza”          

 

“Centinaia di aziende agricole catanesi attendono ancora i pagamenti dal  2010: disarmante il  rimbalzo di responsabilità tra Regione ed AGEA”

Catania, 30 maggio  2017 – “E’ vergognoso il livello di  qualità dei sistemi informatici AGEA per la predisposizione delle domande uniche e domande PSR. Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e indignazione”. E’ lo sfogo del presidente Giuseppe Di Silvestro nei confronti di AGEA (agenzia erogazione agricoltura) che impedisce di adempiere in modo adeguato alle esigenze degli  agricoltori, al fine di consentire loro di percepire gli aiuti comunitari. Nel  solo territorio  etneo  ci sono centinaia di aziende in difficolta.  Quattro mila in Italia.
“Le organizzazioni agricole sono da anni l’interfaccia tra gli agricoltori associati e l’AGEA attraverso i propri Centri di Assistenza Agricola che sono strumenti tecnici per presentare, gestire, correggere tutte le domande di contributo previste dai regolamenti comunitari. “Purtroppo questi processi amministrativi – stigmatizza il Direttore Cia Graziano Scardino – sono molto spesso caratterizzati da malfunzionamenti, da inadeguatezze tecniche e normative, da scelte opportunistiche, da scarsa efficienza, da ingiustizie palesi, da alti costi di gestione, da una assoluta mancanza di capacità per un rinnovamento che consenta agli  agricoltori, di percepire quanto dovuto senza rischi di perdere risorse economiche che in molti casi risultano essenziali per la loro sopravvivenza”.
“La misura è colma, poiché oltre il malfunzionamento dei sistemi informati vi è un problema nei pagamenti, difatti siamo ancora lontani dal completare il pagamento 2016 delle domande uniche, si parla di valori statistici dell’83% del budget erogato, ma in realtà ci sono ancora aziende che non hanno percepito nulla del 2016 e nulla per il 2015 – sottolinea il presidente Di Silvestro – Questa non è solo inefficienza ma a nostro avviso è una assurda mancanza di rispetto per gli agricoltori”.
“Abbiamo chiesto con forza, come Cia nazionale, al Direttore di AGEA di dare giustizia alle oltre 4.000 aziende agricole che non sono state pagate a partire dal 2010 fino al 2015. Si uniscono anche le inefficienze della regione sui PSR, sia sulla pubblicazione dei vari bandi che sull’istruttoria delle domande già presentate per il 2015 e 2016. La maggior parte dei produttori che hanno presentato domande di contributo per le misure PSR a superficie non sono state ancora pagate con un rimbalzo di responsabilità tra Regione ed AGEA che è disarmante ed i nostri uffici sono presi d’assalto dagli agricoltori che temono di non vedere il proprio diritto rispettato”.
“La macchina AGEA è snervante – conclude Di Silvestro – dalla gestione del pregresso, alla riserva nazionale, alle questioni PSR, sia per le misure a superficie che per le misure d’investimento. E’ indispensabile individuare una strategia politica che sia caratterizzata da un pressing su tutti i livelli amministrativi pubblici, con mobilitazioni puntuali e dobbiamo pretendere maggiore efficienza e professionalità, risorse adeguate e sistemi efficienti. AGEA va riformata. I sistemi informativi vanno definiti in una ottica di efficienza e trasparenza dei costi, il Ministero deve acquisire una capacità di governo del processo con uomini e mezzi adeguati. Le politiche anche se buone nella loro impostazione generale e nella visione che le ispira, trovano molto spesso negli apparati burocratici che le applicano, il primo vero nemico”.

AGRUMI: CATANIA OSPITA IL CONVEGNO NAZIONALE

CIA – Agricoltori Italiani                                           Confagricoltura                                                                         Copagri

ANALISI DEL SETTORE E STRATEGIE FUTURE

 “IN ATTESA DEL PIANO NAZIONALE”

Conferenza Stampa di presentazione

Martedì 21 febbraio, ore 10  

 Romano Palace hotel  – viale Kennedy, 29 Catania

Affrontare la situazione del comparto agrumicolo, verificare le esigenze della filiera e stabilire le direttrici future. Questi temi che verranno affrontati nel corso del convegno nazionale, in programma venerdì prossimo, 24 febbraio, organizzato dalla Cia assieme a Confagricoltura e Copagri.

Gli ospiti, gli interventi, le relazioni e le scelte che hanno portato i vertici nazionali a scegliere Catania per fare ripartire il confronto con il Ministero delle Politiche Agricole, verranno anticipati nel corso della conferenza stampa che si terrà martedì 21 febbraio, ore 10, all’hotel Romano Palace di viale Kennedy.

Alle criticità strutturali del settore espresse al tavolo ministeriale dello scorso novembre a esito del quale si attende ancora il Piano nazionale che individui precise azioni e adeguate risorse da destinarvi, si sono aggiunte gravi problematiche connesse al drammatico andamento climatico che ha interessato, in particolare, le regioni del sud Italia.

Sono stati invitati a intervenire al convegno gli assessori e consiglieri delegati di Sicilia, Puglia, Basilicata e Calabria. Parteciperà anche il Sottosegretario di Stato Giuseppe Castiglione.

 

Maltempo, danni in agricoltura a Catania: riunito tavolo tecnico al Dipartimento regionale per il monitoraggio e la verifica dell’entità

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Il responsabile Giovanni Sotera: “La Regione vincolata al risarcimento dei danni da norme di legge nazionali, è fondamentale che i produttori avviino le segnalazioni agli enti locali”. “Partita lo scorso dicembre la procedura per partecipare al bando per l’assicurazione agevolata”

Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia di Catania: “Oltre al danno la beffa, lo Stato taglia i fondi, noi chiediamo al Governo di attivare tutti gli strumenti necessari per cambiare questo stato di cose”

Catania, 25 gennaio 2017Oltre al danno la beffa per gli agricoltori siciliani colpiti in queste ultime settimane da un’ondata di maltempo che ha distrutto raccolti e strutture. Da anni ormai, lo Stato ha tagliato i fondi per il sostegno e ha demandato alle assicurazioni private, con il decreto legislativo 102 del 2004, l’eventuale risarcimento del danno.

“La Regione è vincolata al risarcimento dei danni da norme di legge nazionali che non consentono di compensare il danno, laddove le produzioni e le aziende sono assicurabili”, ha dichiarato il responsabile del Dipartimento regionale dell’Agricoltura, Giovanni Sotera, che questa mattina ha incontrato le organizzazioni di categoria, l’Ordine degli agronomi e i Collegi professionali per monitorare e quantificare le conseguenze da maltempo nella provincia di Catania. I maggiori danni si sono riscontrati sia nella Piana di Catania che a Nord, nella zona di Randazzo, Bronte e Maniace. 

“Un danno enorme che si ripercuote anche sul reddito e sulla possibilità di avere disponibilità economiche immediate da investire per l’anno successivo”, ha commentato il presidente Cia di Catania Giuseppe di Silvestro, a margine della riunione, cui ha partecipato anche il direttore Cia Graziano Scardino.

 “Qui nella provincia di Catania i danni non sono stati ancora quantificati –  ha aggiunto Di Silvestro – ma sappiamo che per quanto riguarda gli allevamenti, sono andate distrutte anche le strutture, mentre per quanto riguarda il settore orticolo, le produzioni più colpite dalle nevicate e dalle gelate sono quelle di carciofi: è andata perduta la produzione di almeno un mese”. “Questa mattina l’ispettorato regionale ha ribadito che non ci sono fondi per risarcire i produttori – ha aggiunto Di Silvestro –noi chiediamo al Governo regionale di attivare tutti gli strumenti necessari per cambiare questo stato di cose”.

 “La Regione consiglia di avviare ogni segnalazione utile, agli uffici preposti, dagli enti locali al Genio Civile, oltre che all’assessorato al fine di fare scattare le ordinanze di Protezione civile– ha sottolineato Sotera – noi la nostra parte la stiamo facendo”.

 “Per il futuro, i produttori potranno presentare una manifestazione di interesse per partecipare al bando per le assicurazioni agevolate – ha aggiunto il direttore Sotera– che verranno risarcite da parte dell’agenzia AGEA, così come prevede la misura 17.1 nell’ambito del Piano di Sviluppo Nazionale che ha pubblicato il bando con decorrenza 7 dicembre 2016”.

Non se la passano meglio neppure i produttori che sono coperti da assicurazione perché vanno incontro a un iter burocratico difficilissimo, in questo senso l’aiuto che si chiede alle Istituzioni è una maggiore facilità negli adempimenti normativi. “Per i danni alle strutture ci auguriamo che possano sbloccarsi presto i bandi nazionali – ha concluso Di Silvestro – ma nel frattempo ci auguriamo che si possano aprirsi strade alternative con la Protezione civile”.

 

 

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SEMINARIO

PSR E FATTORIE DIDATTICHE

Opportunità per le donne in agricoltura

 

Presiede:       Rosa Giovanna Castagna – Presidente reg.le CIA

 Saluti:           Giuseppe Di Silvestro – Presidente CIA CT-ME

 Relazioni:     Nicolò Amoroso – Resp. Uff. Tecnico CIA

                         Antonino Sirna – Dirigente USA CT

 

Interventi:     Gea Turco – Presidente Donne in Campo Sicilia

Antonella Greco – Pres. Donne in Campo Calabria

Laura Bargione – Premio De@Terra  

Daniela Di Garbo – Premio De@Terra  

 

Conclusioni:   Cinzia Pagni – Vice Presidente Vicario CIA

 

Martedì 29 novembre 2016 ore 10,00

Borghetto Europa

Piazza Europa

CATANIA

La Cia di Catania interviene sulla questione dell’IMU agricola relativa all’anno 2014.

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Chiediamo ai sindaci dei comuni di sospendere immediatamente l’emissione degli avvisi agli agricoltori contribuenti.

“Gli imprenditori agricoli non possono essere considerate un bancomat” – stigmatizza il presidente CIA Catania Giuseppe Di Silvestro  “per risolvere i problemi finanziari dei comuni e fare cassa sulle spalle degli agricoltori.”

L’IMU è una tassa iniqua ed inaccettabile, così come è stata abolita per il 2016 e gli anni a seguire, dovrà essere cancellata anche per gli anni pregressi. Non è pensabile richiedere un’imposta con effetto retroattivo. Chiediamo alle istituzioni di sospendere la notifica di avviso di pagamento in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci; difatti il TAR del Lazio ha rimesso gli atti dei ricorsi dell’ANCI, di alcune regioni,  di vari agricoltori e della Confederazione Italiana Agricoltori “disponendo la sospensione del giudizio e ordinando l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale” , per evidenti violazioni dei principi costituzionali.

Il presidente Di Silvestro, sottolinea che vi sono diverse sentenze di commissioni tributarie, in particolare quella di Grosseto, che danno ragione ai contribuenti dichiarando l’illegittimità dell’atto impositivo. Difatti l’art. 3 dello statuto del contribuente stabilisce che ”le disposizioni tributarie non possono avere efficacia retroattiva e le modificazioni introdotte devono applicarsi a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso”.

E’ un’ulteriore colpo alle aziende agricole già duramente provate da gravi crisi di mercato che hanno messo in ginocchio i più importanti comparti della nostra provincia quale il cerealicolo e l’agrumicolo.

 

Catania 31/10/2016

 

       Il Presidente

                                                                                                 Di Silvestro Giuseppe

 

Chiediamo ai sindaci dei comuni di sospendere immediatamente l’emissione degli avvisi agli agricoltori contribuenti.

Gli imprenditori agricoli non possono essere considerate un bancomat, stigmatizza il presidente CIA Catania Giuseppe Di Silvestro, per risolvere i problemi finanziari dei comuni e fare cassa sulle spalle degli agricoltori. L’IMU è una tassa iniqua ed inaccettabile, così come è stata abolita per il 2016 e gli anni a seguire, dovrà essere cancellata anche per gli anni pregressi. Non è pensabile richiedere un’imposta con effetto retroattivo. Chiediamo alle istituzioni di sospendere la notifica di avviso di pagamento in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci; difatti il TAR del Lazio ha rimesso gli atti dei ricorsi dell’ANCI, di alcune regioni,  di vari agricoltori e della Confederazione Italiana Agricoltori “disponendo la sospensione del giudizio e ordinando l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale” , per evidenti violazioni dei principi costituzionali.

Il presidente Di Silvestro, sottolinea che vi sono diverse sentenze di commissioni tributarie, in particolare quella di Grosseto, che danno ragione ai contribuenti dichiarando l’illegittimità dell’atto impositivo. Difatti l’art. 3 dello statuto del contribuente stabilisce che ”le disposizioni tributarie non possono avere efficacia retroattiva e le modificazioni introdotte devono applicarsi a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso”.

E’ un’ulteriore colpo alle aziende agricole già duramente provate da gravi crisi di mercato che hanno messo in ginocchio i più importanti comparti della nostra provincia quale il cerealicolo e l’agrumicolo.

 

Catania 31/10/2016

 

Il Presidente

                                                                                                 Di Silvestro Giuseppe

AGRUMICOLTURA, LA CIA DI CATANIA “BENE TAVOLO TECNICO NAZIONALE: SIAMO RIUSCITI A RICHIAMARE L’ATTENZIONE DEL GOVERNO NAZIONALE SU UNA QUESTIONE CHE DA ANNI SOLLECITIAMO” “ORA PROSEGUIAMO NEL PERCORSO PER INDIVIDUARE CON CHIAREZZA I TEMPI DI INTERVENTO E I CANALI PER REPERIRE I FINANZIAMENTI NECESSARI”

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“Molto positivo il tavolo tecnico nazionale riunitosi per la prima volta ieri mattina a Roma:  siamo riusciti a richiamare l’attenzione del Governo nazionale su una questione che da anni sollecitiamo”. A dichiararlo è il presidente provinciale di Cia Catania Giuseppe Di Silvestro, ricordando come il ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina abbia raccolto l’appello lanciato dalla Cia Catania nel corso di un’assemblea, svoltasi lo scorso settembre nel capoluogo etneo. Era presente all’incontro di ieri, in rappresentanza della Cia etnea, il vicepresidente Giosuè Catania.

“Primo fatto positivo, l’essere arrivati al tavolo ministeriale con una proposta unitaria, supportata dall’assessorato regionale – commenta il vicepresidente Catania – ora proseguiamo nel percorso per individuare con chiarezza i tempi di intervento e i canali per reperire i finanziamenti necessari. Dal Ministero alle Politiche Agricole hanno assicurato come i fondi ci siano, è questo ci rassicura e conforta”.

“Siamo soddisfatti anche di come sia stata accolta la nostra proposta, risalente a ben tre anni fa – prosegue Giosuè Catania –di utilizzare 50 milioni di euro ogni anno per cinque anni, in modo da poter riconvertire ogni anno 5 mila ettari di terreno coltivato ad agrumi”.

“Altra proposta suggerita e accolta a Roma –  riferisce il vicepresidente provinciale – è quella di mettere l’istituto Crea di Acireale nelle condizioni di disporre di materiale vegetale di propagazione risanato, in modo che i vivaisti abbiamo portainnesti in quantità sufficiente per soddisfare i bisogni dell’agrumicoltura siciliana”.

“Il Governo nazionale deve puntare sul rilancio dell’agrumicoltura siciliana perché torni ad essere fiore all’occhiello italiano e dell’area mediterranea – commenta il presidente Giuseppe Di Silvestro – e affiancare le aziende nel complesso processo di innovazione, necessario e non più rinviabile, con finanziamenti e seria programmazione, affinché possano esse competere nei nuovi mercati internazionali”.

“La nostra Regione, e Catania in particolare, è per la maggior parte caratterizzata da estese coltivazioni di agrumi, e deve fare i conti non soltanto con  il virus della tristezza che di fatto ha già distrutto decine di migliaia di ettari, ma anche con i nuovi viroidi in arrivo, come il Citrus blackspot, il huanglongbing, i ceppi resistance breaking down del virus, per i quali è necessario innovare gli agrumeti con portainnesti tolleranti alla ‘tristeza’ e  intensificare i controlli alle frontiere del materiale vegetale e dei frutti provenienti da altri Paesi che vengono introdotti in Italia”.

“Alla Regione, chiediamo di fare la propria parte – conclude Di Silvestro – attivando immediatamente quella parte del PSR che si occupa delle fitopatie”.  

 

Catania 21 ottobre 2016                                                                                                                                                           Cia Provinciale

LEGGE SUL CAPORALATO, LA CIA DI CATANIA ACCOGLIE CON FAVORE L’APPROVAZIONE IERI SERA ALLA CAMERA “UNA NORMA CHE TUTELA LE MIGLIAIA DI AZIENDE ‘IN REGOLA’ E AGRICOLTORI ONESTI”

lavoroDi Silvestro, presidente CIA Catania “restiamo perplessi sulla individuazione della fattispecie criminosa e degli indici di sfruttamento: non vorremmo che diventassero reati penali dei semplici illeciti ammnistrativi” “Sarà fondamentale, nella fase applicativa della norma, la formazione degli ispettori e di tutti coloro che dovranno far rispettare la futura norma”

 Catania, 19 ottobre 2016 – “Accogliamo con favore l’approvazione ieri sera alla Camera della Legge contro il Caporalato perché consegna uno strumento di tutela fondamentale alle imprese in regola e agli agricoltori onesti e che affianca anche la nostra attività e il nostro impegno quotidiano: le organizzazioni di categoria da tempo hanno, infatti, introdotto codici etici che impongono agli associati il rispetto delle norme sul lavoro, pena l’esclusione dalla base associativa”. Lo dichiara il presidente della Cia Catania, la Confederazione Italiana Agricoltori, Giuseppe Di Silvestro.

“Per quanto riguarda i contenuti della Legge riteniamo che le modifiche apportate al testo originario del provvedimento, sono in gran parte condivisibili – commenta Di Silvestro – ma si sarebbe resa necessaria la modifica dell’art. 1 del provvedimento, che modifica l’art. 603-bis del codice penale, nella parte in cui individua la fattispecie criminosa dello sfruttamento del lavoro in modo del tutto indipendente rispetto all’intermediazione illecita e gli indici di sfruttamento non sempre idonei a definire correttamente l’ipotesi di reato (sfruttamento del lavoro)”. “Non vorremmo – aggiunge –che diventassero reati semplici illeciti ammnistrativi”.

“Gli indici di sfruttamento, in particolare, che sono alternativi tra loro (basta che ne ricorra uno solo), sono focalizzati – fa rilevare il presidente provinciale CIA – anche su violazioni lievi e meramente formali di normative legali e contrattuali in materia di igiene e sicurezza, orario di lavoro e retribuzione”.

“Ad esempio, paradossalmente, si potrebbe configurare il reato di sfruttamento del lavoro, con le pesanti conseguenze sanzionatorie previste (reclusione da uno a sei anni, arresto obbligatorio in flagranza, confisca dei beni anche per equivalente e controllo giudiziario dell’azienda) –sottolinea Di Silvestro  – anche per i datori di lavoro che, pur assumendo regolarmente i propri dipendenti, in modo occasionale o addirittura una volta sola, incorrono nella violazione di una qualunque disposizione, anche la più lieve e meramente formale, delle numerose, complesse e stratificate disposizioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro e nella stessa condizione si potrebbero trovare i datori di lavoro che, per un paio di volte, incorrono in una qualche disattenzione nella gestione dell’orario di lavoro (straordinari, pause, etc.)”. “In definitiva, è necessario che le norme penali siano equilibrate e vadano a colpire i veri criminali, ossia coloro che organizzano l’attività di intermediazione illecita e se ne avvantaggiano economicamente, e non anche i datori di lavoro che occupano regolarmente i propri dipendenti ed incorrono in violazioni lievi e veramente formali”. “Sarà pertanto fondamentale, nella fase applicativa della norma, la formazione degli ispettori e di tutti coloro che dovranno far rispettare la futura norma – conclude Di Silvestro –Sarà necessario individuare bene ciò che è semplice violazione di norma da ciò che si può configurare come caporalato”.