Dl Rilancio: Anp-Cia, i 3,2 mld a sanità aprano nuova fase cura della persona

Tra le priorità, l’assistenza territoriale e una legge quadro sulla non autosufficienza

La fase 2 dell’emergenza Coronavirus decreti una positiva inversione di tendenza, risolvendo definitivamente il deficit nei servizi sanitari delle grandi città come delle aree interne del Paese. Così Anp, l’associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani che indica le priorità da affrontare con i 3,2 mld previsti nel Dl Rilancio per la sanità pubblica italiana.

Per Anp-Cia, occorre riprogettare il sistema sanitario nelle sue articolazioni regionali, partendo dal potenziamento delle strutture ospedaliere, secondo le esigenze che la pandemia ha reso evidenti. Servono percorsi di cura della persona dedicati e la riorganizzazione dei servizi sul territorio, rafforzando la dotazione di personale medico e infermieristico.

Secondo Anp-Cia va, infatti, implementato il sistema delle cure primarie, in particolare nelle zone rurali d’Italia con centri ospedalieri di prossimità e poliambulatoriali h24, come le case della salute, e rivisto completamente il sistema dell’assistenza domiciliare, in particolare alle disabilità e alla non autosufficienza, con l’introduzione per esempio della telemedicina o delle farmacie rurali. Occorre, inoltre, promuovere l’azione del volontariato e degli attori sociali del terzo settore. Queste, sono solo alcune delle priorità che, oggi, evidenzia Anp-Cia che ricorda, qualora ve ne fosse ancora bisogno, il valore del sistema sanitario nazionale, grande elemento di coesione sociale e di tutale della salute, primo diritto fondamentale per i cittadini.

Le politiche socio-sanitarie devono, quindi, per Anp-Cia, tornare a essere una priorità nell’agenda politica del governo, rappresentando anche la precondizione per la tenuta e lo sviluppo economico del Paese, nonché un elemento di competitività per i territori.

Inoltre, sottolinea Anp-Cia, alla luce di quanto drammaticamente accaduto con l’emergenza Coronavirus, è necessario introdurre una nuova legge quadro sulla non autosufficienza capace di garantire servizi, ausili, assistenza e sostegni alle famiglie, nell’obiettivo primario di mantenere l’anziano nel proprio ambiente familiare. Mentre per le RSA, il sistema pubblico torni a programmare e gestire le strutture, recuperando terreno nel rapporto con gli operatori privati, impegnati nel settore.

Infine, Anp-Cia ribadisce la proposta di una nuova legge quadro, anche sull’invecchiamento attivo, per la valorizzazione sociale degli anziani e necessaria a contrastarne gli stadi di disagio, attraverso un approccio multidisciplinare e integrato.

“Abbiamo apprezzato l’incremento delle risorse al servizio sanitario nazionale, previsto nella legge di bilancio 2020 -dichiara Alessandro Del Carlo, presidente nazionale Anp-Cia-. Consideriamo, adesso, l’impegno che il governo si è assunto per la sanità con il Dl Rilancio, un’opportunità improcrastinabile. Non consideriamo poi secondario -conclude Del Carlo- quanto i servizi sanitari possano fungere da collante sociale, nel rapporto fra aree metropolitane e interne, fra città e campagna. In questo momento storico, fondamentale a una reale ripresa del Paese”.

 

Dl Rilancio: Donne in Campo-Cia, riaprire le porte delle fattorie didattiche

In Italia quasi 3 mila strutture. I loro centri estivi, garanzia per le famiglie italiane durante la fase 2

Impastare formaggi e camminare in aperta campagna, sporcarsi le mani di terra e raccoglierne i frutti, dare da mangiare ai conigli e fare esperienza della vita in fattoria. Sono queste solo alcune delle attività, educative e didattiche, offerte dalle fattorie didattiche italiane che con l’arrivo dell’estate, ospitano, da sempre, migliaia di bambini e ragazzi, dando un supporto concreto a tante famiglie. A ricordarlo è Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani, in vista della riapertura dei centri estivi fissata per il 15 giugno.

Su tutto il territorio nazionale -spiega Donne in Campo- ci sono 3 mila strutture già pronte a rispondere, per loro stessa natura, alle esigenze di tanti genitori che per l’emergenza Coronavirus, devono far fronte alla chiusura delle scuole come, per via dello smartworking, a nuove esigenze organizzative della vita familiare.

“Si faccia presto, dunque -sottolinea la presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi- creando le condizioni per la riapertura delle fattorie didattiche, perché possano attivare i centri estivi per bambini e ragazzi, almeno nelle regioni in cui lo stato epidemiologico, lo consenta”.

“Il nostro appello, dà voce alle tante richieste che riceviamo anche dai più piccoli -spiega Terenzi- per i quali il centro estivo, in fattoria didattica, è un appuntamento immancabile d’estate. Inoltre -aggiunge Terenzi- non sono pochi i genitori preoccupati per gli effetti del lockdown sui loro figli. Occorre recuperare uno stato di salute pieno che, come dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tenga conto del benessere fisico, psichico e sociale”.

“Le fattorie didattiche del nostro Paese -precisa poi Terenzi- sono un’eccellenza dell’agricoltura al femminile e potrebbero agevolare da una parte, il rientro al lavoro di tante donne e dall’altra la tutela di molti nonni, tra i più esposti al contagio, che si prendono cura dei nipoti, soprattutto d’estate”.

“Positivo quanto previsto dal Dl Rilancio che dà la possibilità di utilizzare il bonus babysitting di 1.200 euro a famiglia, per i centri estivi -commenta Dino Scanavino, presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani-. Attenzione, ora, alla fase attuativa che deve, appunto, prevedere da parte del governo altrettanta attenzione al potenziale, già a disposizione, rappresentato dalle fattorie didattiche, già disponibili con i loro centri estivi. Ribadiamo poi -conclude Scanavino- la necessità di un protocollo di sicurezza che consenta, in modo chiaro e adeguato, la ripresa delle attività. Ancor più l’urgenza di semplificare e finalizzare al meglio gli aiuti economici alle imprese agricole e, quindi, anche alle fattorie didattiche”.

Fase 2: Cia, DL rilancio; dopo emergenza sostegno comparti più danneggiati

Estendere Superbonus energetico anche a settori produttivi

Dopo l’emergenza Coronavirus, il Dl Rilancio varato dal governo per la fase 2, è di estrema importanza per traghettare l’Italia fuori dal lockdown e dai suoi effetti negativi sull’economia. Per questo, Cia-Agricoltori italiani, che oggi è intervenuta in audizione in Commissione Agricoltura della Camera, ritiene fondamentale che le misure messe in campo per il settore produttivo e, in particolare, per l’agricoltura, trovino soluzione in tempi brevi.

‘’Ora, infatti, -secondo il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- per il settore agricolo e agroalimentare non è più il tempo delle attese. Dopo aver dimostrato grande tenuta durante il periodo emergenziale, garantendo cibo sano e di qualità agli italiani, occorre assicurargli, fattivamente, misure che sostengano i comparti più danneggiati ed esposti e che sappiano accompagnare le aziende in una fase inedita di consumi’’.

Cia sostiene, dunque, come adesso, sia cruciale il lavoro parlamentare di conversione in legge del Decreto. Ciò, per intervenire su una serie di elementi, sia nell’ambito del capitolo dedicato alle misure agricole, sia in quello trasversale applicabile a tutte le attività produttive.

‘’In quest’ottica -sottolinea Scanavino- è opportuno, in primo luogo, che il Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, possa essere gestito in maniera efficace, andando a risarcire le perdite dei comparti in sofferenza e sia, al tempo stesso, attuato in tempi rapidi’’.

Inoltre, guardando in prospettiva e al tema specifico della sostenibilità ambientale, resta auspicabile la possibilità di estendere alcune misure previste dal Superbonus energetico alle attività produttive. Tali misure, infatti, avrebbero un duplice effetto, potrebbero contribuire all’efficientamento energetico di molte aziende agricole, ma anche all’attivazione di un interessante indotto necessario alla relativa attuazione.

Cia richiama poi, l’attenzione del governo sul settore agrituristico che, per via dell’azzeramento delle entrate reddituali, merita tutti gli sforzi affinché le misure previste siano di semplice applicazione e realmente efficaci per gli operatori.

Si conferma necessario, per Cia, anche il sostegno al Made in Italy, attraverso strumenti orientati sia al consumatore sia al rilancio dei prodotti agricoli italiani, all’interno del canale commerciale Horeca che sta tentando di ripartire dopo la lunga chiusura.

Cia ricorda, infine, quanto sia importante per le aziende agricole poter usufruire degli aiuti previsti nelle misure orizzontali a fondo perduto, ma è necessario che vengano stabilite le risorse ad hoc per i vari comparti.

 

 

Coronavirus: Cia, urgente attivare bonus “donne in campo”

Fondo in legge di Bilancio 2020-2022 utile a oltre 200 mila aziende e a nuove attività

Il governo attivi il bonus “donne in campo”, misura prevista nella legge di bilancio 2020-2022 e annunciata, lo scorso novembre, dalla ministra per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova. A chiederlo e sottolinearne l’importanza, soprattutto in questa “fase 2” dell’emergenza Coronavirus, è Pina Terenzi, presidente di Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani.

“Sarebbe un’importante boccata d’ossigeno per oltre 200 mila aziende agricole al femminile, attive in Italia tra settore vitivinicolo, zootecnico e ortofrutticolo, ora ancor più in difficoltà a causa del lockdown” sottolinea Pina Terenzi, riferendosi a quanto stabilito dalla misura, un fondo rotativo da 15 milioni per garantire mutui a tasso zero, fino a 300 mila euro, alle imprenditrici agricole o a quelle che vogliano diventarlo.

“Quel 40% di forza lavoro rappresentato dalle donne in agricoltura -commenta Terenzi- potrebbe, finalmente, usufruire di un incoraggiamento, oggi più che mai, necessario”.

“Il bonus ‘donne in campo’ -aggiunge il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- può essere, infatti, un valido riconoscimento nei confronti dell’imprenditoria femminile che nel nostro Paese, ha avuto il merito di trasformare la creatività, in vera innovazione economica e sociale: dall’agriturismo alla vendita diretta, dall’agricoltura sociale alla tutela e commercializzazione della biodiversità, fino agli agri-asili e allo sviluppo degli agritessuti.

“Inoltre, supportare le donne con un aiuto concreto per investire nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e, quindi, anche in ricerca e innovazione -continua Scanavino- sarebbe, in questo momento, espressione di una reale visione strategica, capace di dare slancio alla ripresa economica, grazie all’apporto delle migliori energie del Paese. E’ per questo che il bonus ‘donne in campo’ -conclude Scanavino- deve avere urgente attivazione”.

Sicurezza campagne, chiesto nuovo incontro al prefetto di Catania

Il presidente Di Silvestro: “Gli agricoltori sono rimasti soli, da mesi chiediamo il presidio dell’Esercito”

Nuova riunione Giunta, all’Ordine del giorno l’emergenza Covid19: regge il settore della grande distribuzione  organizzata, mentre è paralisi per il settore Horeca, danni per oltre l’80% nel florovivaismo

Richieste al Governo: Sì all’emendamento Cia nella bozza di  conversione in legge del Decreto che include le aziende agricole garantite al 100% dallo Stato; lotta alle speculazioni, servono maggiori controlli nella formazione del prezzo lungo la filiera

 

“Sulla questione sicurezza nelle campagne, i nostri appelli sono rimasti inascoltati, tutto ciò è disarmante. Per mesi, abbiamo ribadito la necessità di schierare forze straordinarie di controllo del territorio, financo facendo ricorso all’Esercito, per non permettere azioni violente, siano esse puri e semplici atti vandalici  o, al contrario, mirate ritorsioni o intimidazioni rivolte ai produttori”. Lo dichiara Il presidente della Cia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro. Il presidente Di Silvestro nell’esprimere la solidarietà dell’organizzazione ai produttori della Piana di Mineo, vittime degli ultimi atti vandalici verificatesi nei  giorni scorsi, su circa sei ettari con 3 mila piantine distrutte, ha chiesto con urgenza un nuovo incontro al Prefetto di Catania.

“Gli agricoltori sono soli a far fronte ad attacchi che si  registrano quotidianamente – ha esordito –  subiscono ogni giorno vessazioni di ogni tipo da parte di chi tenta di appropriarsi del raccolto o di fare danni che sono  incalcolabili”. “Se necessario, ribadiamo l’appello: serve un presidio dell’Esercito”. “Alla Piana di Catania, ma anche a Siracusa ed Enna non si vedono tutori dell’Ordine e i proprietari delle aziende agricole sono costretti a ricorrere alla vigilanza privata, con conseguenze, a volte, nefaste sotto gli occhi di tutti”.

Nel corso della Giunta provinciale, poi, che si è svolta nei giorni scorsi, i rappresentanti degli agricoltori hanno fatto i conti con l’emergenza Covid19. “ Se da un lato dobbiamo rilevare come il settore della grande distribuzione di prodotti ortofrutticoli abbia retto bene all’ondata della pandemia – spiega Di Silvestro –  dall’altro, ci sono comparti  al collasso, fra questi il settore dell’industria alberghiera (Horeca)  e il florovivaismo. Pe quanto riguarda il primo, va da sé, che con la chiusura di hotel, bar, ristoranti e pasticcierie, i produttori sono rimasti completamente fermi. Per il secondo, i danni stimati vanno oltre l’80% per quanto riguarda il fiore reciso destinato al macero, ma versano in condizioni gravi anche le piante”.

“Per questo – conclude –  abbiamo ribadito con forza, come l’intervento del Governo nazionale debba essere più massiccio e, soprattutto, che tenga conto del comparto agricolo, e rimedi alla “svista” riscontrata nel decreto Salva Italia. Confidiamo nel fatto, dunque, che il nostro emendamento  presentato  a livello nazionale trovi ampia applicazione nella fase di conversione in legge del DPCM. Lanciamo, infine, l’appello alle banche affinché, nelle more dell’approvazione della legge, riservino per le aziende agricole, ad oggi garantite dall’ISMEA, lo stesso trattamento di valutazione  delle altre Pmi che ricadono sotto il mantello  delle garanzie dello Stato.  “Lotta alle speculazioni – infine, l’ultima richiesta del presidente Di Silvestro – servono maggiori controlli nella formazione del prezzo lungo la filiera, a tutela dei produttori e dei consumatori finali”.

 

Coronavirus: Cia, SOS lavoro, sanatoria per irregolari e immigrati, piattaforma per gestione stagionali e strumenti flessibili

Secondo stime, la regolarizzazione coinvolgerebbe 150mila persone e porterebbe 1,2 miliardi di euro nelle casse dello Stato

Una sanatoria per regolarizzare gli immigrati e gli irregolari che lavorano nei campi, una piattaforma per gestire i lavoratori stagionali nel settore agricolo sulla scia di quanto accade in Austria e Francia, strumenti flessibili per assumere in campagna pensionati, giovani, cassaintegrati e cittadini.

Sono queste le richieste di  Cia-Agricoltori Italiani al governo per provare a dare risposte immediate alla richiesta di manodopera che arriva dalle aziende agricole in tutta Italia per effetto dell’emergenza Coronavirus.

Secondo le stime di Cia, un provvedimento di regolarizzazione, che in Italia manca dal 2012, oltre a coinvolgere una platea di 150 mila persone e a inserire in una cornice di legalità i lavoratori già presenti nel nostro Paese, potrebbe portare nelle casse dello Stato anche nuove entrate per 1,2 miliardi di euro, tra Irpef e contributi previdenziali.

L’idea di Cia è quella di prevedere, alla stipula del contratto, il pagamento di un contributo forfettario da parte del datore di lavoro e il rilascio del permesso di soggiorno per il lavoratore.

La piattaforma, invece, servirebbe per incrociare domanda e offerta di lavoro in maniera trasparente, mappando i fabbisogni di lavoro agricoli per fronteggiare l’assenza di manodopera e prevenire così anche una possibile emergenza umanitaria che rischia di determinarsi negli insediamenti affollati di immigrati irregolari.

“I campi del Paese si stanno svuotando e, per evitare il rischio del blocco degli approvvigionamenti di cibo fresco a supermercati e negozi di beni alimentari, è necessario intervenire immediatamente -ha ribadito il Presidente di Cia Agricoltori Italiani, Dino Scanavino-. A causa delle restrizioni imposte dalle misure per il contenimento del Coronavirus, infatti, diversi prodotti rischiano di rimanere in campo e nelle serre perché non ci sono abbastanza operatori per la raccolta”.

“Già da qualche settimana registriamo queste richieste dai territori che si fanno, giorno dopo giorno, sempre più pressanti  -ha continuato Scanavino-. Servono interventi urgenti, non ci possiamo permettere di buttare cibo e occorre anche consentire la fluidità del lavoro agricolo. Sono necessari gli interventi da subito per continuare a rifornire gli scaffali di prodotti freschi e sani”.

 

Coronavirus: Anp-Cia, sistema sanitario nazionale torni una priorità

Grazie a chi sta lottando in prima linea per salvare il Paese e i suoi cittadini più fragili 

La sanità pubblica torni una priorità per il governo del Paese. A dirlo è Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia, nel ringraziare tutti gli operatori sanitari che da settimane nelle strutture di un’Italia intera, stanno lottando con abnegazione e ininterrottamente, per salvare vite umane dal Coronavirus e tutelare l’assistenza ai malati e agli anziani.

Questa terribile esperienza, sottolinea Anp-Cia, sta mettendo in luce all’estremo, la centralità del Sistema sanitario pubblico e universalista come grande patrimonio collettivo, simbolo di coesione e tutela sociale da mettere al centro del dibattito politico e delle azioni di governo, una volta per tutte e non appena l’emergenza sarà rientrata.

Come associazione nazionale dei pensionati di Cia, Anp chiede, inoltre, che non venga dimenticata, anche in questa fase, la fragilità delle aree interne e dei suoi piccoli centri, dove si trovano gran parte di quelle comunità territoriali tanto importanti per la quotidianità degli anziani e dei pensionati. Per loro restano fondamentali, pur nel rispetto dei decreti vigenti per impedire la diffusione del virus, le piccole attività produttive che tengono in piedi i servizi essenziali e l’agricoltura in ambito locale. E’ una proposta che -specifica Anp-Cia- risponde all’esigenza di dare utilità sociale agli anziani nella filosofia dell’invecchiamento attivo.

Per Anp che si associa ai tanti appelli di Cia, resta inteso che preservare il sistema produttivo agricolo italiano, voglia dire assicurare al Paese, il necessario apporto di beni alimentari sani e di qualità, tutelandone produzione, trasformazione e consumo lungo tutta la penisola. Ne è grande espressione l’iniziativa “I prodotti dal campo alla tavola” promossa da Cia per la consegna a domicilio di prodotti agroalimentari e florovivaistici, attività possibile grazie alla disponibilità degli agricoltori e realizzata con l’associazione dei giovani (Agia) e delle donne imprenditrici, (Donne in Campo), per la vendita diretta (Spesa in Campagna) e agrituristica (Turismo Verde).

“Come pensionati dobbiamo impegnarci su due fronti -interviene il presidente nazionale di Anp, Alessandro Del Carlo- da una parte nel rispettare le regole indicate da governo e organi sanitari, dall’altra attivandoci, dove possibile, in aiuto degli anziani più fragili e soli, tirando fuori un’ulteriore dose di sprint e dimostrandoci più virali e digital di quanto ci si possa aspettare. Protezione Civile, Forze dell’Ordine e associazioni di volontariato ci stanno dando una grande mano -conclude Del Carlo- soprattutto con i disabili e i ricoverati nelle residenze sociali, e di ciò siamo assai riconoscenti”

 

LA CIA-AGRICOLTORI ITALIANI É VICINA

Cia-Agricoltori Italiani si sta attivando per le richieste dei BENEFICI previsti dal Governo nel Decreto “CURA ITALIA” N. 18 del 17/3/2020 per aiutarti in questa delicata fase di crisi dovuta al CORONAVIRUS.

Schermata 2020-03-25 alle 15.25.30.pngINDENNITÀ LAVORATORI AUTONOMI COLTIVATORI DIRETTI, IAP, ISCRITTI ALLA GESTIONE AGRICOLA INPS

  1. REQUISITO: essere iscritti alla gestione obbligatoria di previdenza; non essere iscritti contemporaneamente ad un’altra gestione previdenziale; non essere titolari di pensio- ne; non percepire reddito di cittadinanza;
  2. IMPORTO DEL BENEFICIO: 600 euro una tantum;
  3. TIPO BONUS: Indennità esente da tassazione IRPEF;
  4. SCADENZA E MODALITÀ PER L’ISTANZA: Da definire dagli Enti preposti;

    INDENNITÀ A FAVORE DEI DIPENDENTI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO

  1. REQUISITO: Aver svolto almeno 50 giornate di lavoro agricolo OTD nell’anno 2019
  2. IMPORTO:600eurounatantum;
  3. TIPO BONUS: Indennità esente da tassazione IRPEF, da non indicare in dichiarazione

    dei redditi;

  4. SCADENZA E MODALITÀ PER L’ISTANZA: Da definire dagli Enti preposti;

    LA CIA-AGRICOLTORI ITALIANI TI É VICINA
    Contattaci nel tuo territorio e ricordati di portare un documento di identità

Manovra: Anp-Cia, zero misure per pensionati. Nostro pressing continua

Giunta nazionale esprime insoddisfazione e ribadisce a Governo priorità categoria: da aumento pensioni minime a riduzione carico fiscale

 

Non c’è risposta alle richieste dei pensionati nell’ultima legge di Bilancio: nessun aumento delle pensioni minime, marginale lo sblocco dell’indicizzazione, quattordicesima tuttora non stabilizzata. Rimane, anche, invariato il carico fiscale sulle pensioni, le più tassate d’Europa, mentre gli agricoltori restano fuori dall’Ape social. Così l’Anp,l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, torna sulla manovra del Governo, in occasione della sua Giunta, esprimendo tutta la propria insoddisfazione.

Va bene aver evitato l’aumento dell’Iva, che avrebbe provocato l’aumento dei prezzi di beni e servizi essenziali per i pensionati -sottolinea l’Anp-. Tuttavia, le politiche sociali sembrano restare ai margini delle politiche dell’esecutivo.

Per questo, l’Associazione nazionale pensionati di Cia ribadisce il proprio impegno nel continuare a sollecitare azioni e misure dedicate, coerentemente con la piattaforma programmatica presentata all’ultima Assemblea e portata all’attenzione dei Prefetti e dei Parlamentari su tutto il territorio nazionale, anche con la manifestazione nazionale del 26 novembre davanti la Camera dei deputati.

Il pressing di Anp proseguirà anche nei prossimi mesi -questo è il messaggio della Giunta nazionale dell’Associazione- con l’obiettivo di sensibilizzare le forze politiche sulle nostre principali rivendicazioni e priorità: aumento delle pensioni minime; stabilizzazione ed estensione della quattordicesima; modifica del sistema di indicizzazione; riduzione del carico fiscale sulle pensioni; Ape social per gli agricoltori; pensione base per i giovani agricoltori e non; sistema sanitario e servizi socio-sanitari nelle aree interne; legge sulla non autosufficienza; legge quadro sull’invecchiamento attivo.

Intanto, secondo Anp-Cia, sono da considerarsi importanti gli interventi a favore del Servizio Sanitario Nazionale, dove c’è un interessante aumento delle risorse a disposizione e l’abolizione del “super ticket”. Provvedimenti, dunque, che possono aprire ora una fase di maggiore attenzione e tutela del carattere pubblico e universalista del tema salute. Per i pensionati -osserva l’Associazione- può significare una prospettiva nuova di potenziamento dei servizi socio-sanitari, soprattutto nelle aree interne e ruraliparticolarmente vulnerabili al riguardo.

Prioritario, infine, l’impegno di Anp-Cia sulle politiche di invecchiamento attivo, per una legge quadro nazionale e per sollecitare tutte le Regioni a dotarsi di un provvedimento legislativo in merito.

Furti nelle campagne, il presidente Di Silvestro, “noi agricoltori prigionieri dei delinquenti”

Dopo l’incontro in Prefettura del Comitato dell’Ordine e della Sicurezza sull’emergenza furti nelle campagne. Dichiarazione del presidente Giuseppe Di Silvestro

Abbiamo chiesto di intervenire per arginare un fenomeno criminoso che non si arresta, quello dei furti continui nelle campagne di cui gli agricoltori sono vittime. I produttori sono prigionieri dei delinquenti perché, costretti a presidiare le proprie aziende di giorno e di notte per evitare le razzie in azienda, sono esposti non solo ai danneggiamenti materiali, con la perdita del prodotto migliore e del reddito, ma anche alle minacce fisiche. Chiediamo un intervento forte da parte dello Stato affinché faccia presidiare il territorio dalle Forze dell’Ordine”. Lo dichiara il presidente della Mia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro a margine dell’incontro del Comitato dell’Ordine e la Sicurezza, con i rappresentanti dei comuni e le organizzazioni di categoria, che si è tenuto questa mattina alla Prefettura di Catania per affrontare l’emergenza furti nelle campagne.