La Cia, alla Green Week a Paternò: azione congiunta per la tutela del verde

Una settimana intensissima dove il verde  è stato protagonista nell’ambito “Green week”, l’evento europeo sposato in Sicilia dalle città di Paternò e Catania. La Cia Sicilia Orientale non ha mancato l’appuntamento, allestendo un proprio gazebo  in piazza, a disposizione dei visitatori.  “Green week” non è stato un semplice calendario  di iniziative tra arte, cultura, lettura, musica, dibattiti, visite guidate, passeggiate in bici, escursioni, workshop, teatro, proiezioni, esposizioni, spettacoli e flash mob, ma una vera presa di coscienza rispetto alle tematiche ambientali. presente dil  direttore della Cia Graziano  Scardino “La tutela del verde non più opera di pochi ma azione congiunta di un’intera comunità, perché il verde è vita”. Non a caso lo slogan scelto per l’evento è “rinverdiamo la città, rinfreschiamo il clima”.
L’evento è stato suddiviso in quattro  azioni: “clean your city” (per la pulizia di porzioni di territorio), “green installations” , “event” e”tutela della natura”.
La Cia ha partecipato, in particolare, assieme ad altre associazioni alla seconda azione, “green installations”  che ha previsto  12 appuntamenti per la cura e installazioni di piante e verde.
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Decreto Agea,  Cia Sicilia Orientale. Giuseppe Di Silvestro e Graziano  Scardino “Ultimo decreto del Governo nazionale uscente, ennesimo scacco alla categoria”

“L’ultimo atto del Governo nazionale uscente che partorisce un mortificante decreto sulla riorganizzazione dell’Ente pagatore Agea, è l’ennesimo scacco alla categoria. Una norma inopportuna nei tempi di approvazione e inefficace in termini di effetti reali sul settore”. Lo dichiarano Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale e Graziano  Scardino, responsabile regionale dei rapporti con l’agenzia Agea.

“La Conferenza Stato Regioni non aveva licenziato il testo proprio perché non tutte le rappresentanze regionali erano d’accordo – aggiungono –  ci sorprendiamo  di questo straordinario provvedimento. Per questo chiediamo con forza al Parlamento e al prossimo Governo di fare il possibile per rivedere radicalmente i contenuti del decreto ed introdurre, al più presto, una normativa seria e coerente con le istanze delle imprese agricole”

“Occorre una riforma radicale e orientata a ridefinire in modo organico i ruoli gestionali e di controllo di Agea. Anche attraverso investimenti nel capitale umano e nella riorganizzazione strutturale di funzioni e procedure. Una riforma ambiziosa, insomma, dove i sistemi regionali possano essere integrati in un’unica vera ed efficace rete nazionale. In un’ottica di competitività delle imprese agricole, l’efficienza e l’efficacia del sistema dei pagamenti occupano un ruolo decisivo, le dinamiche di crescita del sistema agricolo. Invece, la burocrazia diviene una tortura per gli imprenditori agricoli, una deriva– sottolineano Di Silvestro e Scardino – ricordiamo che gli agricoltori  stanno ancora aspettando i pagamenti  della PAC e del PSR nonostante nel corso dell’ultima riunione romana a marzo scorso, il direttore Agea aveva annunciato un decreto di pagamento relativo al 2016 imminente di 10 milioni di euro per sistemare una parte delle posizioni sospese ed entro giugno la copertura del 100% delle domande evase per l’ultima campagna. È rimasto e rimarrà l’ennesimo annuncio”.

 

ANP CIA, Alessandro De Carlo alla guida dell’Associazione nazionale pensionati

A Ravenna 164 delegati provenienti da tutta Italia in rappresentanza dei 400 mila iscritti

Alessandro Del Carlo è stato eletto presidente nazionale dell’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani. 65 anni, originario di Viareggio e con esperienza trentennale nella Confederazione, è stato scelto oggi dalla VII Assemblea elettiva “Presente e futuro della filiera del Welfare”, riunita a Ravenna e composta da 164 delegati, in rappresentanza dei 400 mila iscritti dell’organizzazione in tutta Italia.

Il toscano Alessandro Del Carlo che prende il posto del presidente uscente Vincenzo Brocco, alla guida di Anp per due mandati; ha iniziato il suo percorso confederale con Cia-Agricoltori Italiani in Versilia nell’86. Dal ’92 al ’98 è stato vicepresidente Cia Lucca di cui è stato presidente dal ’98 al 2005. I cinque anni successivi lo hanno visto attivo all’interno della Cia Toscana. Arriva ora alla nomina più alta, dopo essere stato a capo di Anp Toscana e già vicepresidente nazionale dell’Associazione.

“Sono profondamente onorato dell’incarico assegnato –ha commentato il neo presidente Alessandro Del Carlo-. Affronterò questo ruolo con responsabilità e voglia di fare nell’interesse dei nostri associati, appartenenti al sistema confederale. Al centro di questo mandato porrò, con attenzione particolare alla aree rurali, tre ambiti fondamentali: pensioni, sanità e servizi. Ciò confermando l’impegno di Anp-Cia a tutela di valori quali la dignità e l’uguaglianza, i diritti e il ruolo sociale dell’anziano.

Per quanto riguarda le pensioni -ha spiegato nel dettaglio Del Carlo- centrale è la conferma della piattaforma di rivendicazione: minime a 650 euro; stabilizzazione della 14esima per i pensionati sotto i 1.000 euro; un meccanismo di indicizzazione capace di tutelare le pensioni più basse e l’inclusione degli agricoltori fra le categorie dei lavori usuranti per l’utilizzo dell’Ape sociale senza penalizzazioni. Sarà alta l’attenzione nella difesa del carattere pubblico e universalista del sistema sanitario, oggi obiettivamente in pericolo a causa del cattivo funzionamento dei alcuni sistemi sanitari regionali e di una privatizzazione che ha raggiunto punti allarmanti. Difenderemo gli ospedali di prossimità e i servizi relativi. I servizi sociali -ha concluso il presidente Anp-Cia Alessandro Del Carlo- restano fondamentali ancor più nelle aree rurali, in quanto utili alle persone e alle imprese nel rianimare l’economia, lo sviluppo e il progresso sociale”.

A chiudere l’Assemblea, l’intervento del presidente nazionale Cia, Dino Scanavino che ha richiamato l’attenzione sul ruolo e l’importanza di Anp e di tutte le associazioni di persone legate a Cia, quali rappresentanti di rilievo della Confederazione anche nei tavoli di confronto istituzionali e politici. “Sulle aree rurali -è entrato nel merito Scanavino- servono concrete politiche di rilancio, necessarie anche a valorizzare le persone che ne rappresentano i custodi dal punto di vista sociale, ambientale e paesaggistico. Occorre -ha concluso-una battaglia comune, giovani e anziani, Agia-Cia e Anp-Cia, perché si favorisca la crescita e il rilancio della dorsale appenninica”.

Assemblea Elettiva AGIA-CIA Sicilia Orientale: Carmelo Allegra, il nuovo coordinatore provinciale, i componenti Valeria Grimaldi, Riccardo Randello , Mario Costanzo, Michele Aliotta

 

 

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I giovani non guardano all’agricoltura 4.0: la Sicilia resta legata a una ruralità bucolica: Solo 52 domande sui progetti innovativi a Catania, 450 in Sicilia

Nei prossimi mesi nuovo bando di 25 milioni di euro per l’inserimento di 600 giovani, non basta convergere l’attenzione di anche su altri programmi e fondi nazionali

 

Sono state oltre 3700 le domande presentate per il primo bando della misura del PSR dedicata alle start up di giovani imprenditori (mis. 6.1) pari a circa 4500 lavoratori da poter inserire nel sistema produttivo, ma di questi, solo un migliaio potranno goderne concretamente, poiché il plafond è di 40 milioni di euro, cioè 40 mila euro a persona di premio.  Viceversa, la seconda misura dedicata ai giovani (6.2) relativa alla presentazione di progetti innovativi ha visto la presentazione di sole 450 domande in tutto il territorio siciliano e appena 52 a Catania.

Questo il quadro fornito nel corso della riunione dei giovani imprenditori agricoli di AGIA-CIA Sicilia Orientale nel corso della quale si è svolta l’assemblea elettiva che ha portato alla nascita del nuovo coordinamento provinciale, presieduto da Carmelo Allegra, imprenditore di Raddusa, assieme a Valeria Grimaldi di Adrano, Riccardo Randello di Licodia Eubea, Mario Costanzo di Messina, Michele Aliotta di Grammichele.

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Erano presenti, Matteo Ansanelli, segretario Nazionale AGIA, Stefano Cannistrà, vice presidente AGIA Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale, e il direttore Graziano Scardino.

“Questi numeri danno il polso di quanto consenso sul territorio possa avere l’opportunità Psr, ma anche di quanto lo strumento sia di per sé insufficiente a coprire il bisogno – ha commentato Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale – nei fatti molti questi ragazzi resteranno fuori”.

“D’altro canto – ha spiegato Giovanni Sutera, dell’ispettorato Agricoltura di Catania – significa anche i giovani non guardano all’agricoltura 4.0 che altrove è la chiave dello sviluppo, la Sicilia resta ancora legata a una ruralità bucolica che non ha quelle aspettative innovative e tecnologiche che invece dovrebbe promuovere e comunicare”. Nei prossimi mesi, ha annunciato Sutera, verrà preparato un secondo bando di 25 milioni di euro per l’inserimento di altri 600 giovani. “Serve convergere l’attenzione – ha aggiunto– anche su altri programmi e fondi nazionali come ISMEA, con un bando che scade a giorni di 70 milioni di euro, di cui 35 riservati Sud”.

“L’associazione AGIA ha lo scopo di fare crescere la cultura d’impresa, non solo il concetto di terra e capitale ma anche di conoscenza, per questo nel corso del convegno nazionale che si terrà a Roma il 17 maggio prossimo cambieremo il nostro statuto – ha dichiaratoMatteo Ansanelli, segretario Nazionale AGIA – la conoscenza come elemento strategico, immaginando un modello eco-sistemico che metta insieme tanti soggetti tra università, impresa, industria e agricoltura”. “Le aziende di successo – ha proseguito – sono caratterizzate da un elevato grado di conoscenza che sviluppi il sistema produttivo. Ai giovani siciliani, il consiglio è quello di fare rete d’impresa, muoversi sui mercati internazionali attraverso progetti che abbiamo visioni strategiche di lungo periodo strategiche”.

“Il futuro dell’agricoltura è formazione e guardare lontani – ha concluso Sutera – bisogna scegliere una programmazione vera e credibile che si basi su cinque punti fondamentali, come le vocali: Acqua, Energia, Innovazione, Onestà, Unione”.

 

Emergenza siccità, dall’incontro di Agrinsieme l’appello alla Regione: urge una Cabina di Regia che affronti la crisi

Superare la crisi per il  Bacino Idrografico Sicilia Orientale; attuare la Riforma Regionale in Sicilia, rimasta una delle ultime in Italia; affrontare  i disagi degli agricoltori

Per il responsabile regionale Acque irrigue Cia, Giosuè Catania: “Assurdo parlare di ruoli consortili quando siamo alle porte di una stagione irrigua drammatica”

 Questo l’appello alla Regione dalle Organizzazioni Professionali e Cooperative aderenti ad Agrinsieme della Sicilia Orientale, dai sindaci dei comuni di Scordia, Militello, Palagonia e Lentini riuniti nei giorni scorsi alla presenza del direttore del Consorzio di Bonifica della Sicilia Orientale e dei dirigenti e tecnici del Consorzio di bonifica di Siracusa pe affrontare la difficile situazione che si vive in agricoltura a causa della scarsa piovosità soprattutto nelle zone servite dai tre consorzi di Catania, Lentini e Caltagirone.

“Oltre a denunciare lo stato in cui versa la bonifica in Sicilia ed i ritardi accumulati nel tempo sui necessari lavori strutturali e di mantenimento delle dighe, degli interventi di grandi manutenzioni e ripristino di opere irrigue e di completamento delle interconnessioni tra invasi – ha dichiarato Giosuè Catania, responsabile regionale acque irrigue della Cia –  riteniamo opportuno rivendicare interventi urgenti ed indifferibili”.

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Nel documento preparato da Agrinsieme emergono alcune priorità: di potenziare il sistema di sollevamento dell’invaso di Lentini utilizzando le risorse disponibili per distribuire acqua nella Piana di Catania; verificare la connessione tra le reti consortili procedendo a lavori urgenti e straordinari di ripristino; utilizzare l’acqua disponibile nell’invaso Nicoletti (Enna) da immettere con un sistema di adduzione nello schema Ogliastro/Pozzillo verificando con urgenza i lavori da compiere.

Serve, inoltre, la verifica delle opere irrigue e dei progetti relativi al rifacimento del canale di quota 100 (ponte monaci) crollato circa 9 anni fa; il completamento già definito e ormai inderogabile dell’invaso Pietrarossa semplificando le procedure amministrative ed individuando il percorso finanziario; affrontare lo stato strutturale delle dighe, i collegamenti tra invasi, lo stato di salute delle reti scolanti e delle condotte idriche, lo stato dell’arte delle centrali di sollevamento e la loro funzionalità.

“Si rende improcrastinabile la verifica periodica dello stato di avanzamento degli interventi preposti – ha aggiunto Catania –per alleviare concretamente i disagi degli agricoltori nella imminente stagione irrigua ed è assurdo parlare di ruoli consortili quando siamo alle porte di una stagione irrigua drammatica”.

Dai dati emessi dall’Osservatorio del Dipartimento Regionale dell’acqua e dei rifiuti all’1 aprile 2018 lo stato di invasamento del territorio non registra quantitativi incoraggianti. Difatti i due tra più importanti invasi, la don Sturzo/Ogliastro ha una disponibilità irrilevante e la Pozzillo dispone di un quantitativo pari a circa 30 giorni di irrigazione; La diga Nicoletti dispone di 13 milioni di metri cubi e l’invaso di Lentini circa 95 milioni di metri cubi paradossalmente la gran parte non utilizzabile per problemi di sollevamento e strutturali.

“Quanto alla lunga e media programmazione – conclude Catania – riteniamo che tutto il sistema dei Consorzi di Bonifica della Sicilia rischi di implodere, oberati dai debiti sempre più crescenti, senza risorse necessarie a garantire la normale attività di manutenzione in forte ritardo, subendo continui tagli dei trasferimenti delle risorse e soggetti da tempo ad affrontare innumerevoli contenziosi su diversi fronti, per questo è necessario intervenire con urgenza per mettere ordine al sistema della Bonifica accelerando l’attuazione della Riforma Regionale in Sicilia, rimasta una delle ultime in Italia”.

Assemblea Elettiva AGIA-CIA Sicilia Orientale: Giovani agricoltori, tra realtà e speranza per il futuro

Vi  aspettiamo oggi pomeriggio, lunedì 7 maggio, alle 16, all’ hotel Parco degli Aragonesi (Viale Kennedy) all’assemblea elettiva dei giovani imprenditori agricoli di AGIA-CIA Sicilia Orientale il cui dibattito ruoterà attorno al tema “Giovani agricoltori,tra realtà e speranza per il futuro”.

Saranno presenti Matteo Ansanelli, segretario Nazionale AGIA, Stefano Cannistrà, vice presidente AGIA Sicilia Orientale, Giovanni Sutera, ispettorato Agricoltura di Catania e Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale.

Le imprese agricole condotte dai giovani agricoltori hanno una superficie agricola utilizzabile  maggiore della superficie media aziendale, nonostante ciò molto spesso i giovani conduttori   non riescono a raggiungere livelli  reddito equivalenti a quelli di altri settori produttivi.
La presenza di mercati sempre più globali e talvolta l’assenza di un adeguata mentalità imprenditoriale, impone ai giovani titolari di ripensare la loro attività puntando su servizi innovativi. I giovani agricoltori si mostrano, rispetto alla media, quasi sempre in grado di introdurre e governare le innovazioni che il mondo della ricerca produce anche perché in possesso di buone competenze sul piano delle conoscenze teoriche e in merito alla capacità di comunicazione.

Tra le priorità dei giovani agricoltori c’è certamente centrare gli obiettivi di Europa 2020, per una società intelligente, sostenibile e inclusiva; costruire l’Agricoltura strategica, capace di attivare di fare recuperare “reddito d’impresa” oltre che garantire sviluppo  sociale, ambientale e culturale; mettere al centro un nuovo modello di sviluppo che superi il vecchio, basato su “consumo-rendita-debito pubblico” e si incentri sul paradigma “valore-investimenti-reddito-lavoro”; definire in accordo e sinergia con la Cia una propria  strategia rispetto alla produzione agricola e alimentare,  in senso evolutivo mostrando una capacità del settore agro-alimentare di adattarsi alle esigenze del consumo dell’uomo (tra naturalità e tradizione, funzionalità e convenienza), oltre a fornire maggiori garanzie di sicurezza dell’alimento; operare per  accrescere la produttività dell’agricoltura italiana  con un minore utilizzo delle risorse idriche, minore impiego di energia, meno fertilizzanti, minori pesticidi e un migliore stato dei suoli, risorsa essenziale per la produzione agricola e ciò richiede importanti innovazioni di processo e di prodotto; difendere e promuovere la professionalità dei giovani imprenditori agricoli, mettendo a loro disposizione la miglior  “consulenza” attraverso i sistemi della conoscenza.

 

Ritardati contributi Agea, Di Silvestro e Scardino “Aspettiamo incontro con l’assessore Bandiera, bisogna riunire allo stesso tavolo l’Agenzia con la Regione

“Un sesto delle 30 mila aziende agricole italiane che non ricevono quanto determinato, sono siciliane, circa 5 mila appunto che sono “bloccate”, e questo genera difficoltà tali che in molti casi si traduce nell’insostenibilità economica di un’impresa. Dalle due riunioni che si sono svolte sia Roma che a Palermo, emergono posizioni divergenti dell’agenzia Agea.  Attendiamo  con ansia l’incontro  con l’assessore regionale Edgardo Bandiera”. A dichiararlo sono Giuseppe Di Silvestro e Graziano Scardino, rispettivamente presidente e direttore di Cia Sicilia Orientale, quest’ultimo anche responsabile regionale del Centro di Assistenza Agricola (CAA) che cura i rapporti con l’agenzia Agea.

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“La lista delle criticità è lunga, dalle campagne pregresse ancora non pagate, alla eccessiva complessità dei Psr, non ultima la vicenda legata alla richiesta dei certificati antimafia – sottolinea Giuseppe Di Silvestro –  che ci preoccupa moltissimo non vorremo che anche Sicilia si verificasse quanto già accaduto nelle altre regioni, dove è stato chiesto alle aziende agricole di produrre un antimafia per ogni singola domanda presentata”.

“A volte, la burocrazia diviene una tortura per gli imprenditori agricoli, una deriva che non ha nulla a che vedere con lo spirito della Pac che nasce per favorire la collettività, su cibo, ambiente e innovazione – dichiara Graziano Scardino – Nel corso della riunione romana il direttore Agea ha annunciato un decreto di pagamento relativo al 2016 nei prossimi giorni che conterrà 10 milioni di euro per sistemare una parte delle posizioni sospese ed entro giugno, si dovrebbe arrivare al 100% delle domande evase per l’ultima campagna: un annuncio che non ci rassicura per niente, considerato  che a Palermo invece non pare ci siano spiragli. Non solo,  anche l’1% del non  pagato per molte aziende corrisponde al 100% che porta alla chiusura”.

Sulla questione è intervenuta anche la presidente regionale Cia Rosa Giovanna Castagna. “Ci sono tremila aziende che oggi rischiano di chiudere – sostiene – le aziende devono essere pagate. Se poi qualcuna non è meritevole del contributo la si depenni, ma chi ha legittimamente prodotto dei redditi deve essere pagato, noi rischiamo di lasciare fuori centinaia di aziende per sciocchezze”.

“Siamo consapevoli del complicatissimo iter burocratico che avvilisce l’espletamento della procedura  e delle difficoltà  affrontate dagli uffici della Regione siciliana – conclude Scardino –  ma se non riusciamo a far sedere allo stesso tavolo Agea e Regioni non porremo fine a questo rimpallo di  responsabilità”.

 

Ortofrutta, confronto a Catania con Anna Rufolo, responsabile nazionale

Stamattina abbiamo incontrato a Catania la responsabile nazionale del Dipartimento Sviluppo Agroalimentare e Territorio, Anna Rufolo

Interessanti gli argomenti affrontati per superare la crisi di settore: tavolo agrumicoltura, piano di settore a livello nazionale, accordi commerciali a livello internazionale…cominciamo da qui

 

Agrinsieme, ripartiamo con la cooperazione per affrontare i nodi del settore

Agrumicultura, emergenza idrica, consorzi di bonifica, Imu agricola. Riparte da questi temi l’azione di Agrinsieme che questa mattina ha riunito in una conferenza programmatica il coordinamento costituito dalle Organizzazioni professionali e dalle centrali cooperative di CIA, Confagricoltura, Alleanza Nazionale delle Cooperative (Legacoop, Confcooperative e AGCI), Copagri.  sul tema “La scommessa del comparto agroalimentare per il futuro della Sicilia e delle imprese “.

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Al tavolo, coordinato da Giosuè Catania, Cia, Giuseppe Di Silvestro, CIA Sicilia Orientale, Giovanni Selvaggi, Confagricoltura, il portavoce di Alleanza nazionale Cooperative, Gaetano Mancini e presidente Confcooperative,  Giuseppe Giansracusa  Legacoop , Salvatore Falletta, legacooperative settore agroalimentare, Salvino Russo AGCI.

L’ammodernamento degli impianti produttivi per dare valore alla qualità, alla competitività nei mercati al consumo e garantire un adeguato sostegno alle politiche di filiera salvaguardando i redditi e l’occupazione deve essere il filo conduttore di politiche governative che nell’ambito di una non più rinviabile attuazione del riconoscimento delle condizioni di Insularità della Sicilia, determini scelte di vantaggio sulle politiche fiscali, sui costi di trasporto, sul lavoro, sulla logistica e sulle infrastrutture. È notorio che servono interventi robusti ed efficaci per superare l’emergenza ed una lungimirante programmazione per far fronte sul piano strutturale alle necessità del sistema Agroalimentare del nostro territorio.

Attualmente la grave crisi non risparmia alcun settore: lo stato di siccità ha di fatto contribuito a rendere sofferente la produzione agricola che peraltro subisce una concorrenza spesso sleale dell’importazione di prodotti dall’estero a basso prezzo e di dubbia qualità, tale da rendere insostenibile la conduzione dell’azienda agricola costretta a vendere a prezzi che non compensano neanche i costi di produzione. E’ il caso delle produzioni in serra, dei prodotti orticoli a pieno campo, del comparto zootecnico privo di foraggio, delle superfici a grano duro in forte ritardo di crescita, del comparto agrumicolo caratterizzato da ingenti quantitativi di piccolo calibro, poco graditi al mercato del fresco e pagati poco dall’industria di trasformazione.  Lo stato di emergenza nel settore idrico e le gravi responsabilità storiche sia nella gestione della bonifica in Sicilia che nei mancati interventi strutturali e di manutenzione degli impianti irrigui assieme alla quasi inesistente disponibilità di acqua negli invasi, conferma lo stato di calamità del settore e la necessità di interventi concreti ed indifferibili che allo stato attuale risultano insufficienti e tardivi. E’ necessario quindi un impegno comune affinché si dichiari lo stato di Calamità Naturale individuando le risorse finanziarie utili a tenere in vita le aziende agricole sia dal punto di vista fiscale, tributario e delle imposte che dal punto di vista finanziario per la ripresa economica delle aziende.

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Agrumicoltura:

  • fondamentale riproporre l’urgenza della realizzazione del catasto agrumicolo per avere un quadro di certezze in merito a dove, cosa,  quanto e come si produce nel settore e in base a questo disegnare le opportune strategie di programmazione aderenti alle esigenze del mercato.
  • Ribadire con forza un piano di rilancio dell’agrumicoltura Siciliana e Nazionale, che valorizzi le opportunità offerte dal riconoscimento comunitario IGP, punti alla diffusione del prodotto biologico, aiuti la diversificazione produttiva e l’allargamento del calendario produttivo, affermi la validità dell’innovazione e della ricerca finalizzata al miglioramento delle cultivar e alla conquista dei mercati sia per il prodotto fresco che per il trasformato.
  • Una cabina di regia Nazionale per programmare gli interventi necessari finalizzati all’ammodernamento dell’agrumicoltura, oggi fortemente frammentata nelle dimensioni aziendali, con età media elevata degli impianti ed età media elevata degli addetti.
  • L’industria di trasformazione dovrebbe impegnarsi ad assorbire notevoli quantitativi di prodotto, anche al fine di creare scorte. Garantire la produzione di succhi Siciliani tracciando la filiera in modo da verificare la rispondenza tra produzioni agrumicole Siciliane contrattate e consegnate e quantitativi di succo prodotto.  Bisogna garantire ai produttori un congruo incentivo finanziario rispetto agli attuali prezzi di riferimento industriale e sollecitare il Governo Regionale a garantire il rispetto degli impegni tra le parti, favorendo anche la stipula di accordi interprofessionale e piani di conferimento pluriennale non più rinviabili..
  • Intervento finanziario nel corso dei prossimi 5/6 anni tale da favorire una vera e diffusa ristrutturazione dell’agrumicoltura Siciliana sia dal punto di vista della difesa contro le fitopatie conosciute  (tristeza )che nuove ( citrus black spot e greenin ).

 

Acque Irrigue

  • superare l’attuale stato di commissariamento che dura da oltre 20 anni riducendo i Consorzi di Bonifica da 11 a 2., affrontare in un’ottica di bacino gli aspetti relativi al personale, alle opere infrastrutturali, alla distribuzione e al pagamento dei servizi in virtù dei benefici ricevuti, diversificando la base impositiva proprio per i nuovi compiti che gli Enti di bonifica dovranno assolvere;, predisporre il percorso di netta separazione della vecchia gestione con la nuova ed evitare che i debiti del passato pesino come un macigno sul futuro, garantisca il trasferimento delle risorse al fine di migliorare i servizi e garantire l’acqua agli agricoltori; procedure elettorali per CDA di agricoltori utenti.
  • sull’emergenza dettata dal persistente stato di Siccità e dalla carenza di acqua invasata che desta forti preoccupazioni per la prossima stagione irrigua urge un Incontro per il Bacino idrografico Sicilia Orientale per verificare e/o definire un piano straordinario di interventi che affronti la evidente crisi idrica.
  • Potenziare il sistema di sollevamento dell’invaso di Lentini utilizzando le risorse disponibili per distribuire acqua nella Piana di Catania. Verificare la connessione tra le reti consortili procedendo a lavori urgenti e straordinari di ripristino. Utilizzo dell’acqua disponibile nell’invaso Nicoletti (Enna ) da immettere con un sistema di adduzione nello schema Ogliastro/Pozzillo verificando con urgenza i lavori da compiere
  • Verifica delle opere irrigue e dei progetti in essere relativi al rifacimento del canale di quota 100 (ponte monaci) crollato circa 9 anni fa e il completamento già definito e ormai inderogabile dell’invaso Pietrarossa.
  • Si decida in merito alle priorità sui grandi interventi relativi allo stato strutturale delle dighe con problemi di interramento e limiti di invasamento, i collegamenti tra invasi, lo stato di salute delle reti scolanti e delle condotte idriche nonché lo stato dell’arte delle centrali di sollevamento e la loro funzionalità.
  • Affrontare in un’ottica di programmazione dei grandi interventi, lo stato strutturale delle dighe compresi i limiti di invasamento imposti dal Servizio Regionale Dighe, i collegamenti tra invasi, lo stato di salute delle reti scolanti e delle condotte idriche nonché lo stato dell’arte delle centrali di sollevamento e la loro funzionalità.
  • attivare una serie di misure finanziarie che il Governo Regionale e Nazionale devono mettere a disposizione al di là delle buone intenzioni e dei programmi a lungo termine. Lo stesso suggerimento di alcuni rispetto all’utilizzo dei dissalatori nel breve periodo risulta fuorviante e privo di reale utilità almeno in Sicilia. Argomento da verificare dal punto di vista tecnico, finanziari e dalla adattabilità logistica.
  • Cosi come sul’’utilizzo delle acque reflue, sulla conservazione delle acque piovane e di scorrimento e sulla lotta agli sprechi, va affermata una cultura diversa di efficienza, trasparenza e di obiettivi comuni nel supremo interesse delle comunità e del territorio.

 

IMU sui Terreni Agricoli

 

  • Ancora oggi nonostante l’abolizione dell’IMU dal 2016 – ritenuta ingiusta dal Governo Nazionale –, pende il peso dell’imposta per il 2014 e 2015. Una battaglia vinta a metà che chiama il Governo ad un atto di grossa responsabilità per venire incontro alle esigenze finanziarie dei Comuni e garantire le aziende agricole da un’ingiustizia subita e insostenibile.
  • La Corte Costituzionale in ultimo, limitatamente alle questioni sollevate dal TAR del Lazio, le ha ritenute non fondate affermando che non sia stata violata la riserva di legge con l’utilizzazione dell’elenco ISTAT così come predisposto.
  • Il giudizio dovrà comunque proseguire davanti al TAR del Lazio che superata ora la questione di illegittimità costituzionale, dovrà decidere se il provvedimento come formulato sia legittimo, atteso che la questione sottoposta alla Consulta non costituiva l’unico motivo di impugnazione.
  • Bisogna rivedere gli estimi catastali aumentati a dismisura e non rispondenti ai valori reali degli immobili, ridefinire le rendite perché non si può chiedere agli agricoltori di versare allo Stato una tassa che, nella migliore delle ipotesi, equivale al reddito prodotto.”
  • Mettere mano alla riforma del Catasto per essere più vicina alle condizioni reali del mercato, a vantaggio di tutti e nel rispetto della massima trasparenza. Le nostre aziende sopportano un carico fiscale e burocratico insostenibile. Sarebbe una stangata senza precedenti per l’agricoltura già penalizzata dai costi crescenti, dall’aggravio dei trasporti, dall’importazione sleale dei prodotti dall’estero, dalle continue avversità atmosferiche degli ultimi quattro anni  dalle carenze infrastrutturali e alla contrazione del credito.

 

 

 

 

Assemblea CIA Sicilia Orientale, alla guida resta Di Silvestro

Cariche riconfermate Giuseppe Di Silvestro presidente, Stefano Cannistrà vicepresidente, Graziano Scardino, direttore

Componenti di giunta:  Giosuè Catania, Francesco Favata, Nicolò Lo Piccolo, Salvatore Grosso,  Carla Conti Cutugno, Ruggero Pardo, Michelangelo Arena, Donatella Vanadia Bartolo, Vincenzo Grassia

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Una lunga giornata di lavori  per la prima assemblea elettiva congressuale CIA Sicilia Orientale, dopo l’accorpamento delle province di Catania e Messina, nel corso della quale sono stati eletti i nuovi vertici che guideranno la confederazione per i prossimi quattro anni. La nuova giunta Cia Sicilia Orientale è dunque composta da Giuseppe Di Silvestro presidente, Stefano Cannistrà vicepresidente, Graziano Scardino, direttore, componenti: Giosuè Catania, Francesco Favata, Nicolò Lo Piccolo, Salvatore Grosso, Carla Conti Cutugno, Ruggero Pardo, Michelangelo Arena, Donatella Vanadia Bartolo, Vincenzo Grassia. Al dibattito, moderato da Giosuè Catania, presenti, tra gli altri, Il presidente nazionale Dino Scanavino, il presidente regionale Rosa Giovanna Castagna e il direttore Francesco  Costanzo.

L’assemblea è stata l’occasione per fare il bilancio dell’attività passata alle prese con enormi problemi strutturali di un settore che stenta ad innovarsi, a fare filiera produttiva,  ad essere incisiva nei tavoli politici comunitari e nazionali laddove l‘alternanza degli interlocutori istituzionali non  ha giocato  a favore di una partita rimasta spesso aperta sui tavoli di concertazione.  Un settore stretto nella morsa di eventi climatici, come la perdurante siccità, e l’ emergenza del virus Tristeza, che ha distrutto centinaia di ettari  coltivati ad agrumi, per affrontare la quale è rimasta inevasa la richiesta di fondi per 50 milioni di euro per tre anni avanzata anche dalla Cia al Governo nazionale.

“Rispetto a quello che rappresenta l’agricoltura nel nostro territorio – ha esordito il riconfermato presidente Giuseppe Di Silvestro – chiediamo  che ci sia una interlocuzione forte con i governi sia regionale che nazionale. L’agricoltura deve assumere quel ruolo centrale che non ha avuto fino a questo momento. Dobbiamo utilizzare meglio il  trend positivo dalle tante eccellenze che il nostro territorio sa esprimere, ma dobbiamo risolvere i problemi storici  legati ai costi,  alla logistica e ai mancati investimenti finalizzati all’innovazione delle aziende”. Un’innovazione che guardi al legame con il territorio, alle filiere, al nuovo rapporto con il mercato delle imprese che puntano sempre più su qualità e “made agroalimentare in Italy”.

Ma anche le questioni  più  cogenti  a livello  locale hanno tenuto banco: dalla tanto attesa riforma dell’agenzia Agea, alla riforma del consorzi di bonifica per una migliore gestione dell’emergenza idrica, una maggiore programmazione e minori pastoie burocratiche, supporto alle giovani aziende e il Psr.

“Stiamo affrontando tante situazioni in emergenza e rimproveriamo la politica che meglio avrebbe potuto e dovuto programmare e affrontare i problemi per dare maggiore tranquillità alle aziende che subiscono  anche condizionamenti climatici penalizzanti, come la siccità a causa della quale sono andati perduti ettari di seminato – ha commentato la presidente regionale Cia, Rosa Giovanna Castagna – Certo, facciamo i conti con una rete di irrigazione inadeguata e i consorzi di bonifica che andrebbero riformati e costituiscono un serio problema. Bisogna avere molti più fondi a disposizione se si vuole salvare un’agricoltura di eccellenza”.

L’assemblea precede di un mese il congresso nazionale che si svolgerà a febbraio. “I due temi che affronteremo nella campagna congressuale sono le linee direttrici della nuova politica agricola comunitaria: innovazione e sostenibilità – ha spiegato  Dino  Scanavino, presidente nazionale Cia–   sulle questioni da affrontare noi ci rivolgiamo alle Regioni, perché in un momento in cui il Governo nazionale  è vacante ci sono altre istituzioni  che possono fare la loro parte. Le nostre istanze restano le stesse: la tutela delle produzioni di agrumi, olive, la necessità di  valorizzare il made in Italy  e, in special modo, le colture mediterranee dalle caratteristiche particolari, troppo spesso disperse  e confuse nel mare magnum del mercato globale”.  E poi, è stato affrontato il ruolo della rappresentanza sindacale, dal rapporto con il mondo agricolo al dialogo con la società  civile e istituzionale. E il capitolo della Politica Agricola Comunitaria (PAC)  con i collegamenti alle politiche del credito, sul lavoro, per il welfare. “Prima esigenza è la semplificazione – ha illustrato il direttore Graziano Scardino – c’è una oggettiva difficoltà all’accesso dei contributi, pagamenti diretti (Pilastro Uno) e il PSR (pilastro due) molti agricoltori vantano crediti da una pubblica amministrazione che è inefficiente; la Pac si muove ancora su valori di natura storica che si riferiscono agli anni 1999-2001 quando, cioè, gli  assetti aziendali erano profondamente diversi da quelli attuali; c’è poi la questione del  greening che, vissuto così, non è utile né per l’ambiente né per l’agricoltore; e infine, la questione del nostro organismo  pagatore che è la AGEA, ovvero un carrozzone che non è più sostenibile, che riesce a distruggere le imprese agricole”.