Coronavirus: Cia, urgente attivare bonus “donne in campo”

Fondo in legge di Bilancio 2020-2022 utile a oltre 200 mila aziende e a nuove attività

Il governo attivi il bonus “donne in campo”, misura prevista nella legge di bilancio 2020-2022 e annunciata, lo scorso novembre, dalla ministra per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova. A chiederlo e sottolinearne l’importanza, soprattutto in questa “fase 2” dell’emergenza Coronavirus, è Pina Terenzi, presidente di Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani.

“Sarebbe un’importante boccata d’ossigeno per oltre 200 mila aziende agricole al femminile, attive in Italia tra settore vitivinicolo, zootecnico e ortofrutticolo, ora ancor più in difficoltà a causa del lockdown” sottolinea Pina Terenzi, riferendosi a quanto stabilito dalla misura, un fondo rotativo da 15 milioni per garantire mutui a tasso zero, fino a 300 mila euro, alle imprenditrici agricole o a quelle che vogliano diventarlo.

“Quel 40% di forza lavoro rappresentato dalle donne in agricoltura -commenta Terenzi- potrebbe, finalmente, usufruire di un incoraggiamento, oggi più che mai, necessario”.

“Il bonus ‘donne in campo’ -aggiunge il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- può essere, infatti, un valido riconoscimento nei confronti dell’imprenditoria femminile che nel nostro Paese, ha avuto il merito di trasformare la creatività, in vera innovazione economica e sociale: dall’agriturismo alla vendita diretta, dall’agricoltura sociale alla tutela e commercializzazione della biodiversità, fino agli agri-asili e allo sviluppo degli agritessuti.

“Inoltre, supportare le donne con un aiuto concreto per investire nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e, quindi, anche in ricerca e innovazione -continua Scanavino- sarebbe, in questo momento, espressione di una reale visione strategica, capace di dare slancio alla ripresa economica, grazie all’apporto delle migliori energie del Paese. E’ per questo che il bonus ‘donne in campo’ -conclude Scanavino- deve avere urgente attivazione”.

Sicurezza campagne, chiesto nuovo incontro al prefetto di Catania

Il presidente Di Silvestro: “Gli agricoltori sono rimasti soli, da mesi chiediamo il presidio dell’Esercito”

Nuova riunione Giunta, all’Ordine del giorno l’emergenza Covid19: regge il settore della grande distribuzione  organizzata, mentre è paralisi per il settore Horeca, danni per oltre l’80% nel florovivaismo

Richieste al Governo: Sì all’emendamento Cia nella bozza di  conversione in legge del Decreto che include le aziende agricole garantite al 100% dallo Stato; lotta alle speculazioni, servono maggiori controlli nella formazione del prezzo lungo la filiera

 

“Sulla questione sicurezza nelle campagne, i nostri appelli sono rimasti inascoltati, tutto ciò è disarmante. Per mesi, abbiamo ribadito la necessità di schierare forze straordinarie di controllo del territorio, financo facendo ricorso all’Esercito, per non permettere azioni violente, siano esse puri e semplici atti vandalici  o, al contrario, mirate ritorsioni o intimidazioni rivolte ai produttori”. Lo dichiara Il presidente della Cia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro. Il presidente Di Silvestro nell’esprimere la solidarietà dell’organizzazione ai produttori della Piana di Mineo, vittime degli ultimi atti vandalici verificatesi nei  giorni scorsi, su circa sei ettari con 3 mila piantine distrutte, ha chiesto con urgenza un nuovo incontro al Prefetto di Catania.

“Gli agricoltori sono soli a far fronte ad attacchi che si  registrano quotidianamente – ha esordito –  subiscono ogni giorno vessazioni di ogni tipo da parte di chi tenta di appropriarsi del raccolto o di fare danni che sono  incalcolabili”. “Se necessario, ribadiamo l’appello: serve un presidio dell’Esercito”. “Alla Piana di Catania, ma anche a Siracusa ed Enna non si vedono tutori dell’Ordine e i proprietari delle aziende agricole sono costretti a ricorrere alla vigilanza privata, con conseguenze, a volte, nefaste sotto gli occhi di tutti”.

Nel corso della Giunta provinciale, poi, che si è svolta nei giorni scorsi, i rappresentanti degli agricoltori hanno fatto i conti con l’emergenza Covid19. “ Se da un lato dobbiamo rilevare come il settore della grande distribuzione di prodotti ortofrutticoli abbia retto bene all’ondata della pandemia – spiega Di Silvestro –  dall’altro, ci sono comparti  al collasso, fra questi il settore dell’industria alberghiera (Horeca)  e il florovivaismo. Pe quanto riguarda il primo, va da sé, che con la chiusura di hotel, bar, ristoranti e pasticcierie, i produttori sono rimasti completamente fermi. Per il secondo, i danni stimati vanno oltre l’80% per quanto riguarda il fiore reciso destinato al macero, ma versano in condizioni gravi anche le piante”.

“Per questo – conclude –  abbiamo ribadito con forza, come l’intervento del Governo nazionale debba essere più massiccio e, soprattutto, che tenga conto del comparto agricolo, e rimedi alla “svista” riscontrata nel decreto Salva Italia. Confidiamo nel fatto, dunque, che il nostro emendamento  presentato  a livello nazionale trovi ampia applicazione nella fase di conversione in legge del DPCM. Lanciamo, infine, l’appello alle banche affinché, nelle more dell’approvazione della legge, riservino per le aziende agricole, ad oggi garantite dall’ISMEA, lo stesso trattamento di valutazione  delle altre Pmi che ricadono sotto il mantello  delle garanzie dello Stato.  “Lotta alle speculazioni – infine, l’ultima richiesta del presidente Di Silvestro – servono maggiori controlli nella formazione del prezzo lungo la filiera, a tutela dei produttori e dei consumatori finali”.

 

Coronavirus: Cia, SOS lavoro, sanatoria per irregolari e immigrati, piattaforma per gestione stagionali e strumenti flessibili

Secondo stime, la regolarizzazione coinvolgerebbe 150mila persone e porterebbe 1,2 miliardi di euro nelle casse dello Stato

Una sanatoria per regolarizzare gli immigrati e gli irregolari che lavorano nei campi, una piattaforma per gestire i lavoratori stagionali nel settore agricolo sulla scia di quanto accade in Austria e Francia, strumenti flessibili per assumere in campagna pensionati, giovani, cassaintegrati e cittadini.

Sono queste le richieste di  Cia-Agricoltori Italiani al governo per provare a dare risposte immediate alla richiesta di manodopera che arriva dalle aziende agricole in tutta Italia per effetto dell’emergenza Coronavirus.

Secondo le stime di Cia, un provvedimento di regolarizzazione, che in Italia manca dal 2012, oltre a coinvolgere una platea di 150 mila persone e a inserire in una cornice di legalità i lavoratori già presenti nel nostro Paese, potrebbe portare nelle casse dello Stato anche nuove entrate per 1,2 miliardi di euro, tra Irpef e contributi previdenziali.

L’idea di Cia è quella di prevedere, alla stipula del contratto, il pagamento di un contributo forfettario da parte del datore di lavoro e il rilascio del permesso di soggiorno per il lavoratore.

La piattaforma, invece, servirebbe per incrociare domanda e offerta di lavoro in maniera trasparente, mappando i fabbisogni di lavoro agricoli per fronteggiare l’assenza di manodopera e prevenire così anche una possibile emergenza umanitaria che rischia di determinarsi negli insediamenti affollati di immigrati irregolari.

“I campi del Paese si stanno svuotando e, per evitare il rischio del blocco degli approvvigionamenti di cibo fresco a supermercati e negozi di beni alimentari, è necessario intervenire immediatamente -ha ribadito il Presidente di Cia Agricoltori Italiani, Dino Scanavino-. A causa delle restrizioni imposte dalle misure per il contenimento del Coronavirus, infatti, diversi prodotti rischiano di rimanere in campo e nelle serre perché non ci sono abbastanza operatori per la raccolta”.

“Già da qualche settimana registriamo queste richieste dai territori che si fanno, giorno dopo giorno, sempre più pressanti  -ha continuato Scanavino-. Servono interventi urgenti, non ci possiamo permettere di buttare cibo e occorre anche consentire la fluidità del lavoro agricolo. Sono necessari gli interventi da subito per continuare a rifornire gli scaffali di prodotti freschi e sani”.

 

Coronavirus: Anp-Cia, sistema sanitario nazionale torni una priorità

Grazie a chi sta lottando in prima linea per salvare il Paese e i suoi cittadini più fragili 

La sanità pubblica torni una priorità per il governo del Paese. A dirlo è Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia, nel ringraziare tutti gli operatori sanitari che da settimane nelle strutture di un’Italia intera, stanno lottando con abnegazione e ininterrottamente, per salvare vite umane dal Coronavirus e tutelare l’assistenza ai malati e agli anziani.

Questa terribile esperienza, sottolinea Anp-Cia, sta mettendo in luce all’estremo, la centralità del Sistema sanitario pubblico e universalista come grande patrimonio collettivo, simbolo di coesione e tutela sociale da mettere al centro del dibattito politico e delle azioni di governo, una volta per tutte e non appena l’emergenza sarà rientrata.

Come associazione nazionale dei pensionati di Cia, Anp chiede, inoltre, che non venga dimenticata, anche in questa fase, la fragilità delle aree interne e dei suoi piccoli centri, dove si trovano gran parte di quelle comunità territoriali tanto importanti per la quotidianità degli anziani e dei pensionati. Per loro restano fondamentali, pur nel rispetto dei decreti vigenti per impedire la diffusione del virus, le piccole attività produttive che tengono in piedi i servizi essenziali e l’agricoltura in ambito locale. E’ una proposta che -specifica Anp-Cia- risponde all’esigenza di dare utilità sociale agli anziani nella filosofia dell’invecchiamento attivo.

Per Anp che si associa ai tanti appelli di Cia, resta inteso che preservare il sistema produttivo agricolo italiano, voglia dire assicurare al Paese, il necessario apporto di beni alimentari sani e di qualità, tutelandone produzione, trasformazione e consumo lungo tutta la penisola. Ne è grande espressione l’iniziativa “I prodotti dal campo alla tavola” promossa da Cia per la consegna a domicilio di prodotti agroalimentari e florovivaistici, attività possibile grazie alla disponibilità degli agricoltori e realizzata con l’associazione dei giovani (Agia) e delle donne imprenditrici, (Donne in Campo), per la vendita diretta (Spesa in Campagna) e agrituristica (Turismo Verde).

“Come pensionati dobbiamo impegnarci su due fronti -interviene il presidente nazionale di Anp, Alessandro Del Carlo- da una parte nel rispettare le regole indicate da governo e organi sanitari, dall’altra attivandoci, dove possibile, in aiuto degli anziani più fragili e soli, tirando fuori un’ulteriore dose di sprint e dimostrandoci più virali e digital di quanto ci si possa aspettare. Protezione Civile, Forze dell’Ordine e associazioni di volontariato ci stanno dando una grande mano -conclude Del Carlo- soprattutto con i disabili e i ricoverati nelle residenze sociali, e di ciò siamo assai riconoscenti”

 

LA CIA-AGRICOLTORI ITALIANI É VICINA

Cia-Agricoltori Italiani si sta attivando per le richieste dei BENEFICI previsti dal Governo nel Decreto “CURA ITALIA” N. 18 del 17/3/2020 per aiutarti in questa delicata fase di crisi dovuta al CORONAVIRUS.

Schermata 2020-03-25 alle 15.25.30.pngINDENNITÀ LAVORATORI AUTONOMI COLTIVATORI DIRETTI, IAP, ISCRITTI ALLA GESTIONE AGRICOLA INPS

  1. REQUISITO: essere iscritti alla gestione obbligatoria di previdenza; non essere iscritti contemporaneamente ad un’altra gestione previdenziale; non essere titolari di pensio- ne; non percepire reddito di cittadinanza;
  2. IMPORTO DEL BENEFICIO: 600 euro una tantum;
  3. TIPO BONUS: Indennità esente da tassazione IRPEF;
  4. SCADENZA E MODALITÀ PER L’ISTANZA: Da definire dagli Enti preposti;

    INDENNITÀ A FAVORE DEI DIPENDENTI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO

  1. REQUISITO: Aver svolto almeno 50 giornate di lavoro agricolo OTD nell’anno 2019
  2. IMPORTO:600eurounatantum;
  3. TIPO BONUS: Indennità esente da tassazione IRPEF, da non indicare in dichiarazione

    dei redditi;

  4. SCADENZA E MODALITÀ PER L’ISTANZA: Da definire dagli Enti preposti;

    LA CIA-AGRICOLTORI ITALIANI TI É VICINA
    Contattaci nel tuo territorio e ricordati di portare un documento di identità

Manovra: Anp-Cia, zero misure per pensionati. Nostro pressing continua

Giunta nazionale esprime insoddisfazione e ribadisce a Governo priorità categoria: da aumento pensioni minime a riduzione carico fiscale

 

Non c’è risposta alle richieste dei pensionati nell’ultima legge di Bilancio: nessun aumento delle pensioni minime, marginale lo sblocco dell’indicizzazione, quattordicesima tuttora non stabilizzata. Rimane, anche, invariato il carico fiscale sulle pensioni, le più tassate d’Europa, mentre gli agricoltori restano fuori dall’Ape social. Così l’Anp,l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, torna sulla manovra del Governo, in occasione della sua Giunta, esprimendo tutta la propria insoddisfazione.

Va bene aver evitato l’aumento dell’Iva, che avrebbe provocato l’aumento dei prezzi di beni e servizi essenziali per i pensionati -sottolinea l’Anp-. Tuttavia, le politiche sociali sembrano restare ai margini delle politiche dell’esecutivo.

Per questo, l’Associazione nazionale pensionati di Cia ribadisce il proprio impegno nel continuare a sollecitare azioni e misure dedicate, coerentemente con la piattaforma programmatica presentata all’ultima Assemblea e portata all’attenzione dei Prefetti e dei Parlamentari su tutto il territorio nazionale, anche con la manifestazione nazionale del 26 novembre davanti la Camera dei deputati.

Il pressing di Anp proseguirà anche nei prossimi mesi -questo è il messaggio della Giunta nazionale dell’Associazione- con l’obiettivo di sensibilizzare le forze politiche sulle nostre principali rivendicazioni e priorità: aumento delle pensioni minime; stabilizzazione ed estensione della quattordicesima; modifica del sistema di indicizzazione; riduzione del carico fiscale sulle pensioni; Ape social per gli agricoltori; pensione base per i giovani agricoltori e non; sistema sanitario e servizi socio-sanitari nelle aree interne; legge sulla non autosufficienza; legge quadro sull’invecchiamento attivo.

Intanto, secondo Anp-Cia, sono da considerarsi importanti gli interventi a favore del Servizio Sanitario Nazionale, dove c’è un interessante aumento delle risorse a disposizione e l’abolizione del “super ticket”. Provvedimenti, dunque, che possono aprire ora una fase di maggiore attenzione e tutela del carattere pubblico e universalista del tema salute. Per i pensionati -osserva l’Associazione- può significare una prospettiva nuova di potenziamento dei servizi socio-sanitari, soprattutto nelle aree interne e ruraliparticolarmente vulnerabili al riguardo.

Prioritario, infine, l’impegno di Anp-Cia sulle politiche di invecchiamento attivo, per una legge quadro nazionale e per sollecitare tutte le Regioni a dotarsi di un provvedimento legislativo in merito.

Furti nelle campagne, il presidente Di Silvestro, “noi agricoltori prigionieri dei delinquenti”

Dopo l’incontro in Prefettura del Comitato dell’Ordine e della Sicurezza sull’emergenza furti nelle campagne. Dichiarazione del presidente Giuseppe Di Silvestro

Abbiamo chiesto di intervenire per arginare un fenomeno criminoso che non si arresta, quello dei furti continui nelle campagne di cui gli agricoltori sono vittime. I produttori sono prigionieri dei delinquenti perché, costretti a presidiare le proprie aziende di giorno e di notte per evitare le razzie in azienda, sono esposti non solo ai danneggiamenti materiali, con la perdita del prodotto migliore e del reddito, ma anche alle minacce fisiche. Chiediamo un intervento forte da parte dello Stato affinché faccia presidiare il territorio dalle Forze dell’Ordine”. Lo dichiara il presidente della Mia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro a margine dell’incontro del Comitato dell’Ordine e la Sicurezza, con i rappresentanti dei comuni e le organizzazioni di categoria, che si è tenuto questa mattina alla Prefettura di Catania per affrontare l’emergenza furti nelle campagne.

Manovra: Donne in Campo-Cia, sfida chiave il bonus al femminile

Per la presidente Pina Terenzi, in gioco reale sviluppo di oltre 200 mila aziende agricole

pina terenzi cia donne in campo

Siamo pronte alla nuova sfida che ci vede chiamate in causa dal bonus “donna in campo” previsto nella legge di bilancio 2020-2022 e annunciato dalla Ministra per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova. A dichiararlo, esprimendo piena soddisfazione per il passo che sarà cruciale per lo sviluppo del settore, è Pina Terenzi, presidente nazionale di Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani.

Per la Terenzi, infatti, la misura che prevede un fondo rotativo da 15 milioni per garantire mutui a tasso zero, fino a 300 mila euro, alle imprenditrici agricole o a quelle che lo vorranno diventare, rappresenta un’opportunità importante e una boccata d’ossigeno per le oltre 200 mila aziende agricole al femminile, attive oggi in Italia, tra settore vitivinicolo, zootecnico e ortofrutticolo. Quel 40% di forza lavoro rappresentato dalle donne in agricoltura, potrà così, secondo la presidente di Donne in Campo-Cia, usufruire di un chiaro incoraggiamento a investire anche nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, quindi in ricerca e innovazione. Senza escludere, la spinta al ricambio generazionale.

“Le donne del settore -ha evidenziato Terenzi- elaborano una visione di genere dell’agricoltura italiana. Sono innovatrici instancabili, capaci di coniugare crescita produttiva a tutela di biodiversità e tradizione. La multifunzionalità, si conferma alleata di un’imprenditorialità al femminile che crede nel valore culturale e sociale del cibo, nella tutela del suolo e del paesaggio. Per questo, in particolare -ha evidenziato Terenzi- crediamo nel nostro ruolo attivo nella definizione di strategie di mitigazione e adattamento al clima, così come chiesto nel corso dell’ultima Assemblea elettiva di Donne in Campo.

Attendiamo, dunque, con fiducia -ha concluso Terenzi- l’entrata in vigore della legge di bilancio e quindi, per quanto riguarda il bonus, del decreto ministeriale attuativo, disponibili a lavorare con la Ministra per affiancare al meglio le imprenditrici, nelle fasi successive. Dalla nostra abbiamo questa volta, anche l’orgoglio di un bonus che richiama il nome della nostra ventennale Associazione”.

Manovra: Anp-Cia, la protesta a Montecitorio dei pensionati agricoli. In centinaia al flash mob

Nella legge di bilancio, misure per anziani e incentivi ricambio generazionale

Aumento delle pensioni minime a 650 euro mensili, il 40% del reddito medio nazionale, come previsto dalla carta sociale europea; estensione e stabilizzazione della quattordicesima; rivalutazione piena delle pensioni al costo della vita; riforma di “Opzione Donna”; istituzione della pensione di garanzia per i giovani; riconoscimento del lavoro usurante per gli agricoltori, estromessi dall’Ape Social; sostegno e aiuto agli incapienti; sanità pubblica per tutti e conferma dell’abolizione del superticket. Queste alcune delle richieste messe nero su bianco e portate in piazza davanti a Montecitorio da centinaia di persone che hanno aderito al flash mob di Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani.

In attesa dei provvedimenti attuativi della legge di bilancio, Anp-Cia torna a chiede al governo, come più volte sollecitato anche negli incontri con i prefetti, che si faccia chiarezza e si torni a dialogare con le organizzazioni di categoria e le parti sociali per assicurare a tanti anziani e giovani, che hanno dedicato la loro vita all’agricoltura del Paese o che vogliano poterlo fare, trattamenti previdenziali dignitosi.

Nella finanziaria, infatti, segnala da mesi Anp, non sembrano ancora presenti, sia nelle intenzioni che nelle azioni del governo, elementi tali da modificare lo stato di preoccupazione per le condizioni dei pensionati e degli anziani. Per Anp si è, dunque, resa urgente una mobilitazione forte e di piazza, davanti a Palazzo Montecitorio. Obiettivo: mettere fine alle discriminazioni sociali e territoriali, soprattutto nell’accesso ai servizi sanitari e valorizzare il ruolo degli anziani con una legge sull’invecchiamento attivo.

Anp-Cia ancora non riscontra, inoltre, alcuna previsione di interventi migliorativi delle pensioni minime. Non si riconosce l’indicizzazione per l’adeguamento del potere d’acquisto delle pensioni al costo della vita. In balia d’incertezza anche il tema quattordicesima. Viene confermata Quota 100, ma si continua a escludere gli agricoltori, dai lavori gravosi e usuranti. Non c’è traccia, neanche della riduzione della tassazione sulle pensioni, al momento prevista solo per i lavoratori dipendenti. Non si prevede nulla, ancora una volta, per i cosiddetti incapienti che la pensione di cittadinanza con i relativi paletti, ha costretto all’emarginazione.

“Il nostro flash mob vuole essere l’ennesima, ma se vogliamo più determinata, richiesta di ascolto ha dichiarato Alessandro Del Carlo, presidente nazionale Anp-Cia.- Stiamo incontrando con grande piacere, i rappresentanti di governo che si sono mostrati disponibili al dialogo e ai quali confermiamo piena collaborazione”.

“Alla fine, anche su questi temi, conteranno solo i risultati -è intervenuto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino– e saranno fondamentali per lo sviluppo socio-economico dell’Italia, così come sosteniamo nel progetto ‘Il Paese che Vogliamo’, che presto ci porterà a presentare un dossier dettagliato al governo. Tra le urgenze, dunque, con attenzione alle aree interne, anche tutele per gli anziani e incentivi per il ricambio generazionale in agricoltura”.

Consorzi di Bonifica: a Catania e Palermo la protesta degli agricoltori “Vogliamo l’annullamento dei ruoli, noi non paghiamo per servizi inesistenti”

I rappresentanti di categoria “le colpe della mala gestione non ricadano sui produttori”

I sindaci al fianco dei lavoratori “nei nostri territori, l’agricoltura sta morendo”

Il commissario Nicodemo “La Regione verso la sospensione delle cartelle, per il momento è un segnale

 

“Chiediamo l’annullamento dei ruoli consortili perché gli agricoltori non possono più sopportare costi esorbitanti a fronte di servizi inefficienti, il Governo e, soprattutto l’Ars, prendano una decisione netta”. Questa la richiesta incassata oggi dal Commissario del Consorzio di bonifica 9, Francesco Nicodemo, che questa mattina ha ricevuto una delegazione di Agrinsieme Catania, di produttori e di sindaci in protesta, a Catania, come in tutta la Sicilia, contro il pagamento delle cartelle arrivate in queste ultime settimane, relative al conguaglio degli anni passati.

“Non vorremmo prendere decisioni più drastiche – ha avvertito Giuseppe Di Silvestro, presidente della CIA Sicilia Orientale e di Agrinsieme Catania –noi vogliamo discutere del futuro dei Consorzi. Ancora oggi torniamo a ribadire la necessità che il Governo regionale si attivi con azioni non più procrastinabili: dall’immediato annullamento dei ruoli consortili e all’apertura di un tavolo tecnico regionale in cui, da una parte si discuta dell’aumento sconsiderato della tariffa 2019 e del conguaglio 2018, maggiorato rispetto alla previsione di spesa del 40%, e dall’altra si affrontino le questioni legate ai disservizi e alle reti fatiscenti”.  “Un messaggio deve essere chiaro – ha aggiunto Giovanni Selvaggi Confagricoltura – gli agricoltori non possono farsi carico di somme di cui non hanno né contezza né disponibilità. Siamo consapevoli di dover stare al fianco della politica per definire una volta per tutte la riforma dei Consorzi”.

Dal canto suo, il commissario Nicodemo ha rilanciato la soluzione, “sebbene transitoria– ha specificato – di sospendere nell’immediato le cartelle per capire come affrontare il problema”. “Dopo un incontro intercorso lo scorso 6 novembre tra il presidente Nello Musumeci, gli assessori Edy Bandiera e Gaetano Armano e i commissari e direttori dei Consorzi di Sicilia Orientale e Occidentale, è maturata la decisione di prevedere un contributo tecnico che possa essere approvato immediatamente dall’Assemblea. “Non è la definizione del problema – ha ammesso Nicodemo – ma certamente è un segnale forte che si vuole dare ai produttori”.

“La procedura amministrativa della sospensione deve essere ancora definita – ha sottolineato Giosuè Catania, responsabile regionale CIA per i Consorzi di Bonifica –  ma non possiamo che considerarlo solo un primo step, noi miriamo all’annullamento dei ruoli, chiedendo alla Regione di recuperare le risorse con cui coprire i debiti che stanno determinando questi ultimi aumenti spropositati”.

Al loro fianco anche i sindaci del comprensorio. “Apprezziamo la presa di posizione del Presidente della Regione di fare sospendere i ruoli – ha commentato Giovanni Burtone, sindaco di Militello –ma da un punto di vista anche tecnico non basta: i ruoli vanno annullati perché Riscossione Sicilia ha già emesso le cartelle”. Stesso tenore anche il commento di Daniele Lentini, di Francofonte, e Francesco Favata, vice del comune di Palagonia. “Le richieste alla Regione sono due: l’annullamento delle cartelle e la Riforma dei Consorzi. A rischio c’è la sopravvivenza dell’agricoltura di interi territori”.

Il commissario Nicodemo, nel frattempo, con al fianco il direttore Fabio Bizzini, lavora “nella direzione di alleviare il costo dei canoni – ha affermato – A Catania e a Caltagirone, grazie ad alcune economie di gestione, siamo riusciti a tagliare il conguaglio 2019 uno sforzo enorme, considerate le poche risorse disponibili”.

Alleggerimento dovuto a più finanziamenti arrivati dalla Protezione Civile e destinati alla manutenzione, circa 500 mila euro, in particolare per la sistemazione dei canali Cavazzini quota Cento e Magazinazzo”. “Abbiamo richiesto ulteriori interventi per quanto riguarda gli ultimi danni alluvionali, non solo quelli del 2018”.

Un sospiro di sollievo, dunque, ma solo per alcuni produttori. Altri, invece, delle zone di contrada Ramone agro di Ramacca, per esempio, serviti dal Canale Sbarda L’Asino, non possono fare lo stesso. “Da venti anni nessuna manutenzione, con un rimpallo di competenze tra il Consorzio e il Demanio, nessuno si è presentato a fare la pulizia – denunciano Antonio Sambataro e Letizia di Cifalù –  Nel nostro territorio non esistono le condotte, sono solo fittizie per questo noi non pagheremo i costi di servizi, mentre chiediamo una riduzione dei canoni fissi, perché ci sobbarchiamo già i costi per fare arrivare l’acqua nei nostri terreni, pagando anche le servitù di passaggio. Nelle nostre condizioni di sono molti agricoltori. Noi ci rifiutiamo di pagare i canoni per un servizio che non esiste”. “Quando sono intervenuto personalmente con i miei mezzi per rimuovere le canne nel canale – ha raccontato Antonio Sambataro che con la moglie gestisce due aziende agricole –  ho subito diverse denunce da parte della Forestale e del Centro Faunistico per disturbo alla fauna”.