Anp-Cia: quattro misure per tutelare reddito pensionati

Dall’aumento delle pensioni minime all’inserimento degli agricoltori tra categorie che svolgono mansioni gravose, le proposte al Governo dell’Associazione nazionale pensionati: tutelare il reddito dei pensionati, farlo in fretta e in modo efficace.

L’ANP, l’Associazione nazionale dei pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, lancia il suo appello al Governo presentando la sua proposta di azioni concrete e indispensabili.

L’Anp-Cia torna a ribadire la sua richiesta di adeguamento nell’arco di tre anni, delle pensioni minime a 650 euro (oggi 513,01) come previsto dalla Carta sociale Europea. Del resto, in agricoltura -spiega, infatti, Anp- sono circa 700 mila i pensionati interessati che, pur avendo superato i 70 anni, continuano a lavorare nei campi per avere un reddito dignitoso, ma non favorendo in questo modo il ricambio generazionale (il 41% degli imprenditori agricoli ha un’età superiore a 65 anni).

Inoltre, si fa stringente l’urgenza di inserire gli agricoltori (Coltivatori diretti e Iap), tra le categorie dei lavori usuranti, affinché usufruiscano di anticipi pensionistici senza penalizzazioni (APE Sociale).

Secondo l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, serve rivedere anche, edefinitivamente, dopo oltre 20 anni di interventi contraddittori, l’impianto normativo di indicizzazione delle pensioni al fine di giungere ad un sistema di perequazione certo e rispondente alle concrete necessità di spesa derivanti dalle dinamiche inflattive. Ciò adottando anche il sistema IPCA (l’indice dei prezzi armonizzato per tutti i Paesi dell’Unione europea) anziché il FOI (l’indice dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati), con un paniere che tenga conto dei reali consumi degli anziani, ovvero, beni alimentari, trasporti.

Infine, Anp-Cia chiede la riduzione del carico fiscale sui pensionati tra gli 8 ed i 28 mila euro annui, armonizzandolo con quello del lavoro dipendente. Oggi il pensionato con un reddito intorno ai 15.000 euro paga, una imposta pari a 2.153 euro, mentre l’IRPEF dovuta sullo stipendio è pari a 1.886 euro, con una differenza di 267 euro a causa di detrazioni inferiori rispetto al lavoro dipendente.

Questi i punti al centro della recente riunione di Giunta Anp-Cia che aveva all’ordine del giorno l’urgente riflessione sull’annosa questione legata al reddito dei pensionati, anche alla luce dell’ultimoprovvedimento del Governo in materia di “pensioni di cittadinanza” e “Quota 100”.

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Olivicoltura. A Catania la selezione dei migliori oli per il premio La Sirena D’oro di Sorrento. Aperte le iscrizioni fino al 4 marzo

Farà tappa a Catania la diciassettesima edizione del premio internazionale “La Sirena D’oro” di Sorrento, la rassegna dedicata agli oli extravergini di oliva Dop, Igp e Bio italiani, con la selezione dei migliori oli siciliani, i prossimi 15 e 16 marzo, nei saloni della Camera di Commercio etnea.

Una finestra tutta siciliana, dunque, che verrà presentatavenerdì 15 marzo, alle 11, nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti nel corso di una conferenza stampa alla quale parteciperanno, tra gli altri, il sindaco di Catania Salvo Pogliese, l’assessore Regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, il presidente della Camera di Commercio Sicilia Sud/Est Pietro Agen, il sindaco di Sorrento GiuseppeCuomo, e Giosuè Catania, presidente del Consorzio di Tutela Per l’olio extravergine di oliva DOP Monte Etna.

La selezione sarà sottoposta ad analisi sensoriale da parte di un panel di assaggio, che valuterà e classificherà secondo i metodi del Coi, il Consiglio oleicolo internazionale e dell’Unione Europea.

La diciassettesima edizione riserva alla Sicilia una sorpresa importante, l’istituzione del “Premio speciale Sicilia”, grazie all’importante affermazione del prodotto nostrano, in particolare la DOP Monte Etna e la DOP Monti Iblei, nelle ultime edizioni.

“Un grande riconoscimento – spiega Giosuè Catania, presidente del Consorzio di Tutela Per l’olio extravergine di oliva DOP Monte Etna – per una regione come la Sicilia che vanta l’eccellenza della produzione e che si afferma sul mercato con il suo patrimonio di biodiversità e con le 6 DOP e una IGP di recente istituzione che caratterizzano le qualità di un prodotto di forte identità territoriale”.

La manifestazione nazionale, che si terrà a Sorrento dal 29 al 31 marzo, sarà l’occasione per affrontare il dibattito nazionale e internazionale sulle produzioni olivicole, con l’obiettivo di promuovere l’olio italiano, sia sui mercati italiani che su quelli stranieri, con grandi possibilità di espansione.

All’interno del ricco programma della kermesse è statadedicata una sezione all’olio del Giappone ed sarà ospite della rassegna anche un paese produttore, il Portogallo, mentre un’ulteriore finestra speciale sarà rivolta alla produzione cinese.

 

Cia Sicilia Orientale alla Regione: gelate 2008, cracking, alluvioni, misure Psr su investimenti e giovani, Consorzi di Bonifica, questioni non più rinviabili

Alla riunione presenti Giuseppe Di Silvestro, Graziano Scardino e Francesco Favata “Abbiamo riscontrato massima  disponibilità e risposte concrete che ci lasciano  ben sperare per il futuro”. Soddisfazione anche sull’accordo  per il completamento della Diga Pietrarossa, Giosue Catania “ Dopo lunghi anni di battaglie, si mette fine ad una telenovela”

“Abbiamo incontrato l’assessore regionale Edy Bandiera e il dirigente generale Carmelo Frittitta per fare una ricognizione delle tante questioni ancora aperte, vecchie e nuove, a partire dal mancato pagamento dei danni relativi alle gelate dell’anno 2008 alle più recenti calamità naturali: il cracking che ha danneggiato le produzioni di uva da tavola di Mazzarrone, l’alluvione dello ottobre scorso che ha creato ingentissimi danni a produzioni e aziende private della Piana di Catania, a strade e condotte idriche, e ultimo il terremoto di dicembre che ha colpito di territori da Zafferana ad Acireale, la cui incidenza economica è ancora in fase di valutazione. Abbiamo voluto verificare anche lo stato dell’arte dei bandi del PSR in particolare le misure 4.1 e 6.1, cioè investimenti delle aziende agricole e ricambio generazionale”. Lo rendono noto il presidente della Cia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro, il direttore Graziano Scardino, il componente di Giunta Francesco Favata, ricevuti ieri a Palermo dall’assessore Edy Bandiera e dal dirigente Generale Carmelo Frittitta.

“Nel corso dell’incontro da noi fortemente voluto e ottenuto nel giro di poche settimane – sottolineano i rappresentanti della Cia Sicilia Orientale –  durante il quale abbiamo rappresentato le nostre richieste non più rinviabili, abbiamo riscontrato non solo la massima disponibilità all’ascolto e uno spirito di collaborazione costruttivo da parte dell’assessore e del dirigente generale, ma ottenuto risposte concrete che ci hanno soddisfatto e che ci lasciano ben sperare per il futuro. Rileviamo, inoltre, l’aumentata capacità di spesa dell’assessorato negli ultimi mesi del 2018 in particolare sulle misure a superficie, quali il biologico e l’indennità compensativa”.

E intanto, la Cia Sicilia Orientale esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto tra il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Siciliana annunciato dal presidente Nello Musumeci per il completamento  della diga Pietrarossa grazie al trasferimento di 60 milioni di euro. “Dopo lunghi anni di battaglie, si mette fine ad una telenovela– commenta Giosue Catania, già vice presidente vicario Cia Sicilia Orientale –finalmente il completamento della diga Pietrarossa per fini irrigui sarà essere un obiettivo concreto. Un’opera indispensabile che consentirà  un maggiore accumulo di acqua da immettere nelle condotte idriche e dare una risposta, tanto attesa, al comparto agricolo ed economico di una vasta area già duramente provata da una prolungata siccità ancora in atto”:

“Sulle singole questioni sollevate nel corso della riunione palermitana– spiegano D9 Silvestro, Scardino e Favata– l’assessore ha dato concrete rassicurazioni: 1) Sui danni in agricoltura provocati dalle gelate del 2008 relativamente alle 270 pratiche rimaste ancora inevase, l’assessorato preparerà un decreto di riassegnazione delle somme per circa un milione di euro; 2) Sui danni alle produzioni di uva da tavola di Mazzarrone, provocati dal cd cracking, e sui danni da alluvione si attende il completando delle delimitazioni e l’attivazione di un fondo di solidarietà europeo; 3) Si sta procedendo, intanto, ad una pulizia dei fiumi, alla manutenzione dei canali, molti dei quali trascinati via dalla furia dell’acqua o invase dai detriti, e al collaudo delle dighe; 4) Sulla misura 4.1 del Psr, al netto di eventuali ricorsi, sono pronti i decreti delle prime 50 pratiche in graduatoria; 5) sulla misura 6.1 del Psr sarà pronta entro febbraio la graduatoria definitiva per 1.600 tra soggetti; 6) Per quanto riguarda i prossimi interventi alle misure del Psr, l’assessore si è impegnato a una nuova 4.1 con investimenti più abbordabili con una massimale di spesa da fino a 350/ 500 mila euro, e a un bando sulle misure a superficie per le zone montane; 7) Affrontato anche il tema dei Consorzi di bonifica prevedendo interventi alle dighe e ai canali di adduzione con l’impegno di una riorganizzazione generale perché si arrivi preparati a ridosso dei mesi estivi con volumi di acqua sufficienti a coprire il fabbisogno di tutte le imprese agricole”.

Decretone: Cia, in attesa del testo c’è preoccupazione per le pensioni minime degli agricoltori

Secondo l’analisi di ANP Associazione Nazionale Pensionati e del Patronato-Inac, l’agricoltore che ha versato contributi prenderebbe meno di chi non ha versato nulla.

In attesa della pubblicazione del testo ufficiale Cia–Agricoltori italiani lancia un messaggio di allarme sul possibile effetto di alcune misure sulle pensioni minime agricole e sulla platea dei destinatari di quota 100.  Auspichiamo –sottolinea Cia- che in sede parlamentare vengano apportati i dovuti correttivi al provvedimento legislativo e confidiamo in un intervento del Ministro Gian Marco Centinaio, attento alle problematiche del settore.

Da un’analisi del Centro studi diANP Associazione Nazionale Pensionati di Cia e del Patronato Inac,la questione che maggiormente preoccupa è riferita alla pensione di cittadinanza che parrebbe escludere i pensionati agricoltori, molti dei quali percepiscono appena il trattamento minimo di 513 euro,garantendo, invece, a coloro che non hanno versato contributi, assegni di importi superiori. Chi ha lavorato una vita in agricoltura, versando i contributi regolarmente, rimarrebbe con una pensione ben al di sotto della soglia indicata dalla Carta sociale europeaovvero 650 euro/mese, che corrispondono al 40% cento del reddito medio nazionale. 

A questa penalizzazione -segnalano CIA, ANP e Inac- si sommerebbe l’impossibilità per gli agricoltori di accedere all’Ape social, ovvero andare in pensione a 63 anni di età con 36 anni di contributi, perché anche con questo Decreto l’agricoltura non verrebbe riconosciuta tra i lavori gravosi e usuranti. Mantenere le pensioni basse in agricoltura impedisce oggi il ricambio generazione e favorisce lo spopolamento delle aree interne. Infatti, non è raro che gli agricoltori anche ultra settantenni continuino l’attività in azienda per raggiungere un reddito appena dignitoso. Questo scenario se confermato-rilanciano Cia, Anp e Inac- dimostrerebbe la validità della proposta che portiamo avanti da tempo, puntando a determinare criteri di equità tra i pensionati. La Cia propone, infatti, di istituire una pensione base per tutti a cui va aggiunta la quota ottenuta con il calcolo dei contributi versati.

Secondo l’analisi infine l’introduzione di quota100 e di Opzione Donna fanno vedere un cambio necessario di tendenza, rispetto alla legge Fornero, anche se in mancanza di una visione organica del sistema pensionistico.

 

 

 

 

Pensioni: Anp-Cia, si faccia più chiarezza sulla manovra di bilancio

Alla Camera l’incontro tra una delegazione, guidata dal presidente nazionale Alessandro Del Carlo e l’On. Andrea Giaccone, presidente Commissione XI Lavoro

La tutela sociale degli associatie l’aumento delle pensioni basse, prima della definizione dei provvedimenti collegati alla proposta di Legge di Bilancio. Sono queste le prioritàsulle quali non intende soprassedere l’Associazione nazionale dei pensionati di Cia-Agricoltori Italianiche, al fine di verificare che non vengano escluse le categorie dei pensionati al minimo, come gli agricoltori, ha incontrato alla Camera l’On. Andrea Giaccone, presidente della Commissione XI Lavoro.

Il testo approdato a Montecitorio, infatti, -commenta Anp- contiene unicamente le indicazioni di carattere generale, le risorse stanziate per la revisione del sistema pensionistico e per le pensioni di cittadinanza. Ad oggi -aggiunge- ancora non si conoscono le modalità e le regole che disciplineranno le due misure. In particolare, tra l’altro, i requisiti per l’integrazione delle pensioni più basse sono, di fatto, ancora allo studio dei tecnici dell’esecutivo.

Il trattamento pensionistico minimo è stabilito nella misura di 507 euro, in un contesto nel quale la crisi economica ha prodotto disagi enormi, aumentando le diseguaglianze sociali e la povertà. Questa è l’unica certezza-. Precisa l’Associazione nazionale dei pensionati di Cia.

Sono oltre 5 milioni le persone in condizioni di povertà assolutae più di 9 milioni quelle in povertà relativa, che non sono in grado di soddisfare le più elementari esigenze di vita, dall’alimentazione adeguata alle cure mediche essenziali. È, dunque, urgente-conclude l’Associazione nazionale dei pensionati di Cia- che i provvedimenti attuativi delle misure contenute nella manovra di bilancio, siano definiti con chiarezza, per ridare certezze ai tanti anziani, valorizzandone il ruolo che, nel corso degli anni, hanno ricoperto in termini di crescita e tenuta sociale del Paese.

 

 

 

 

 

Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale, gli auguri di buon lavoro della Cia al neo Commissario Francesco Nicodemo

Formuliamo i migliori auguri  per un proficuo lavoro a Francesco Nicodemo, nominato Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica della Sicilia Orientale”. E’ quanto dichiarano in una nota Giosuè Catania, coordinatore di Giunta, e Giuseppe Di Silvestro presidente della CIA Sicilia Orientale.

“In un momento difficile come quello che sta attraversando il mondo agricolo – sottolineano – è opportuno dotare la Sicilia di strumenti snelli ed efficienti che oltre alla distribuzione delle risorse irrigue, possano garantire la salvaguardia del territorio e la sua manutenzione nell’ambito di una politica di programmazione che abbia alla base una strategia condivisa e unitaria”.

“Un ruolo importante lo possono svolgere i Consorzi di Bonifica – affermano  Giosuè Catania   e Giuseppe Di Silvestro la cui gestione deve essere inquadrata necessariamente e con urgenza nell’applicazione della  legge di riforma, superando quasi 25 anni di commissariamenti  e cedere il passo ad organismi democratici di  agricoltori”.

“Siamo convinti di poter operare e collaborare in modo positivo con il neo Commissario Francesco Nicodemo,peraltro già conoscitore del territorio e lo invitiamo appena possibile, ad  incontrare le Organizzazioni Professionali Agricole per verificare sullo stato dell’arte e definire i programmi futuri relativi al bacino di utenza della Sicilia Orientale”.

 

 

 

Maltempo ed emergenza, la giornata catanese del presidente nazionale Cia, Dino Scanavino nei territori colpiti dal nubifragio

“Porteremo al  Governo nazionale la cronaca di un altro disastro annunciato”. Così, ha esordito il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino atterrato ieri a Catania,per effettuare un sopralluogo nei territori colpiti dal nubifragio dello scorso 18 ottobre, tra Scordia, Francofonte, Lentini, Carlentini, Palagonia, Ramacca e Mineo. “Con un cambiamento delle condizioni meteorologiche ormai note il territorio non riceve una manutenzione adeguata”, ha aggiunto il rappresentante nazionale degli agricoltori Cia con al fianco il presidente Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro, il direttore Graziano Scardino e alcuni produttori della zona del torrente esondato Gornalunga, che hanno subito i danni maggiori.

“Danni per decine di milioni di euro – dice Giuseppe Auteri che ha un terreno di agrumeto a nuovo impianto, totalmente travolto dalla piena del fiume – i danni strutturali sono del 100%”. “Stessi danni anche per i carciofeti – dicono  Vincenzo Nigido e Antonio Sambataro –  non riusciremo a raccogliere nulla, al danno la beffa di dover fare fronte adesso a tutti pagamenti di mutui, tasse e Imu agricola, cui avremmo provveduto con la vendita dei prodotti”. “Ci riteniamo comunque fortunati, perché siamo scampati ad una tragedia immane, se, infatti, l’esondazione del fiume fosse avvenuta qualche ora più tardi – dicono – ci sarebbero state decine di vittime, perché avremmo avuto i collaboratori  al lavoro, oltre agli automobilisti che percorrono la SS417, attraversata dalla piena”. “Ringraziamo il presidente Scanavino – afferma il presidente Giuseppe Di Silvestro – La Cia è vigile a tutti i livelli per fare intervenire le istituzioni. Bisogna tamponare le emergenze, con il non pagamento di oneri e tributi, di regolare i rapporti con banche e Ismea”.

 

Il presidente nazionale Dino Scanavino  ha fatto tappa a Scordia in Oranfrizer,  ha attraversato la linea di produzione della leader siciliana degli agrumi in piena attività di confezionamento accompagnato da Salvo Laudani, marketing manager dell’azienda e da Alessandro Alba, responsabile dell’approvvigionamento di Oranfrizer.

“Abbiamo accolto Scanavino e i rappresentanti della CIA in Oranfrizer apprezzando la loro visita perché venendo qui hanno allungato lo sguardo sull’intera filiera degli agrumi, constatando quante persone insieme ai produttori danneggiati sono coinvolte in questo comparto economico. I nostri impianti non si fermeranno, con noi lavorano 400 dipendenti e 120 produttori, con la loro collaborazione stiamo già distribuendo le arance bionde e i limoni raccolti in Sicilia, e continueremo senza tregua. Intendiamo soddisfare tutte le richieste dei mercati italiani ed esteri. Gli agrumeti che hanno già subito i danni dell’alluvione dovranno assolutamente essere tutelati e sorvegliati dallo Stato, e non si aggiunga alla calamità l’illegalità, bisognerà proteggere il raccolto che c’è e che non potrà essere ulteriormente decimato dai furti ben organizzati” afferma Nello Alba, CEO di Oranfrizer.

Si sono poi aggiunte le sollecitazioni dei sindaci invitati a Scordia a partecipare alla giunta Cia  convocata eccezionalmente nella sede della Protezione Civile. “Nel documento – spiega il direttore Grazino Scardino – si chiedel’immediata conta dei danni sia alla produzione che alle strutture, e l’emanazione delle misure straordinarie per il ristoro danni, lo stato di calamità e le misure straordinarie per interventi immediati di tipo infrastrutturale per il ripristino degli argini dei fiumi, per la pulizia degli alvei, e per la rimozione dei detriti accumulati negli anni nei letti dei fiumi ove necessario, per il riassetto e ripristino delle strade principali e secondarie;  al risarcimento  dei danni alle strutture delle aziende agricole; al risarcimento dei danni alla produzione attuale; al pagamento immediato dell’acconto da parte di AGEA dei premi PAC; all’esonero del pagamento degli oneri previdenziali tributari e fiscali per gli agricoltori i braccianti agricoli assunti; all’esonero dei tributi locali e del canone dei consorzi di bonifica;alla sospensione del pagamento di rate di mutui agrari e dei contenziosi con istituti di credito ed enti vari (ISMEA ecc).

“Questo è un evento così  straordinario che va oltre le coperture assicurative – specifica Scanavino – abbiamo avuto fenomeni di distruzione di frutteti  e ortaggi irrecuperabili. Bisogna intervenire sulle strutture e infrastrutture, credo che un intervento straordinario del Governo sia legittimo e debba essere preso in  considerazione”. “Sono necessari piani di adeguamento del sistema idrico delle bonifiche – aggiunge –   che consentano di mitigare gli effetti cosi  devastanti, perché tutto il sistema delle bonifiche in Italia non funziona: assorbe risorse importantissime e non è efficiente”.

Per avviare gli interventi richiesti è necessaria attivare alcune deroghe su quanto previsto dalla normativa nazionale ovvero dalla Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modifiche. Deroga per gli interventi risarcitori, a valere sul Fondo di solidarietà nazionale, anche per i danni assicurabili, in modo che le imprese agricole, che non hanno ancora sottoscritto polizze assicurative possano ricevere un indennizzo.

Maltempo ed emergenza, domani a Catania il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino per un sopralluogo con i produttori nei territori colpiti dal nubifragio

Appuntamento  alle 9.30  all’altezza  del bivio di Scordia, km 54, sulla SS 417 per visitare le aziende adiacenti al torrente esondato Gornalunga

Alle  11, giunta straordinaria convocata dal presidente Cia Sicilia Orientale Pippo Di Silvestro

A seguire il direttore Graziano Scardino  consegnerà al presidente nazionale della confederazione

 

Il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino arriverà a Catania domani,  giovedì 8 novembre,per effettuare sopralluogo nei territori colpiti dal nubifragio dello scorso 18 ottobre, nei comuni tra Scordia, Francofonte, Lentini, Palagonia, Ramacca e Mineo. L’appuntamento è alle 9.30 all’altezza del bivio per Scordia, Km 54, sulla SS 417 (Catania-Gela).Il presidente Scanavino, accompagnato dal presidente CIA Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro e il direttore Graziano  Scardino, incontrerà  alcuni produttori della zona recandosi nelle aziende particolarmente danneggiate dal nubifragio, nei pressi del torrente esondato Gornalunga.

Alle 11 il presidente Scanavino parteciperà alla riunione di giunta straordinaria della Cia Sicilia Orientale convocata dal presidente Di Silvestro nella sede della Protezione civile  di Scordia( Viale Aldo Moro), allargata eccezionalmente ai sindaci e ai produttori. Nell’occasione i sindaci consegneranno il documento sottoscritto lunedì scorso a Lentini contenenti le richieste rivolte al Governo regionale e nazionale.

Nel documento si chiede con immediatezza la conta dei danni sia alla produzione che alle strutture, che vengano emanate misure straordinarie per il ristoro danni, che venga proclamato lo stato di calamità e di emergenza e che siattivino misure straordinarie finalizzate: ad interventi immediati di tipo infrastrutturale per il ripristino degli argini dei fiumi, per la pulizia degli alvei, e per la rimozione dei detriti accumulati negli anni nei letti dei fiumi ove necessario, per il riassetto e ripristino delle strade principali e secondarie;  al risarcimento  dei danni alle strutturedelle aziende agricole; al risarcimento dei danni alla produzioneattuale; al pagamento immediato dell’acconto da parte di AGEA dei premi PAC; all’esonero del pagamento degli oneri previdenziali tributari e fiscali per gli agricoltori i braccianti agricoli assunti; all’esonero dei tributi locali e del canone dei consorzi di bonifica;alla sospensione del pagamento di rate di mutui agrari e dei contenziosi con istituti di credito ed enti vari (ISMEA ecc).

Per avviare gli interventi richiesti è necessaria attivare alcune deroghe su quanto previsto dalla normativa nazionale ovvero dalla Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modifiche. Deroga per gli interventi risarcitori, a valere sul Fondo di solidarietà nazionale, anche per i danni assicurabili, in modo che le imprese agricole, che non hanno ancora sottoscritto polizze assicurative possano ricevere un indennizzo.

“Ringraziamo il presidente Scanavino per volere effettuare personalmente una ricognizione dei luoghi e  dei danni –anticipano il presidente Di Silvestro e il direttore Scardino –  gli mostreremo uno scenario desolante di quella che è la zona più agrumetata d’Italia. I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro”.

 

Sanità: Anp-Cia, preoccupa l’isolamento degli anziani nelle aree rurali

Il sistema non regge e i servizi sono sempre più carenti nelle zone interne. L’allarme in un convegno organizzato a Roma dall’Associazione pensionati

 

Serve uno scatto in avanti nella qualità della relazione tra cittadini-utenti, operatori e servizi sanitari. Di fronte ai tagli di strutture e prestazioni, bisogna tornare a investire sulla sanità e sulla protezione sociale dell’anziano. Con servizi che devono rimanere pubblici, moderni e inclusivi, anche a livello territoriale. Questo l’appello di Anp-Cia, contenuto in un articolato documento di proposte realizzato dall’Associazione pensionati e illustrato nel corso di un convegno a Roma sul tema “Sanità e servizi sociali nelle aree rurali”.

In un quadro demografico in cui la domanda di cure mediche e di assistenza appaiono destinate a una crescita costante -si è detto durante i lavori- il progressivo definanziamentodel Servizio Sanitario Nazionale negli anni 2015-2018 sta generando preoccupazionidiffuse. Un taglio che ha già avuto ricadute dirette e negative sull’offerta garantita agli anziani, partendo proprio dalle aree interne, e ha portato a un aumento della spesa medica privata del 10%.

Ad oggi circa sette milioni di italiani si indebitano per pagare cure e servizi sanitari. Più in generale -ricorda l’Anp- quasi il 55% della popolazione pensa che i cittadini non abbiano più a disposizione le stesse opportunità di cura e la sanità viene ormai percepita come da migliorare in termini di efficienza e di equità.

Non si può rischiare che il rapporto tra spesa sanitaria e Pil scenda sotto quota 6,5%, soglia limite indicata dall’Omssotto cui non è più possibile garantire un’assistenza di qualità e neppure l’accesso alle cure -ha detto il presidente nazionale Anp, Alessandro Del Carlo-. È necessaria una politica di riorganizzazione strategica sulla sanità e risorse dedicatealla tutela della qualità della vita, cominciando proprio dalla terza età che rappresenta oggi un pilastro per la tenuta socio-economica del Paese. Nelle zone rurali, dove c’è una doppia difficoltà che coinvolge non solo i servizi ma anche le infrastrutture -ha aggiunto Del Carlo- bisogna costruire una rete assistenzialetra Ospedali, servizi distrettuali come Case della Salute e Poliambulatori e Medici di famiglia, con il coinvolgimento delle Associazioni presenti nella comunità locale”.

“Serve ridare alle aree interne la dignità che meritano-ha sottolineato il presidente nazionale Cia, Dino Scanavinonon solo dal punto di vista dei servizi socio-sanitari, ma anche a livello di opportunità, di accesso alle nuove tecnologie, di mobilità. Sono zone fondamentali per il governo idrogeologico del territorio e ci vivono 10 milioni di italiani, meritano di diventare una risorsa con un progetto-Paese che coinvolga le istituzioni a tutti i livelli”.

All’iniziativa hanno partecipato il vicesegretario della Federazione Italiana Medici di Famiglia Domenico Crisaràeil coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva Tonino Aceti.

Nubifragio devasta campagne della Piana di Catania “Straordinaria ondata di maltempo, ma ci sono carenze strutturali che moltiplicano i danni”.

Nelle Campagne della Piana di Catania la scorsa notte si sono abbattuti 25 centimetri di pioggia, creando una situazione surreale alimentata anche dall’esondazione di quattro fiumi che attraversano il territorio: il Gornalunga, Dittaino, Simeto e San Leonardo che hanno gettato sui terreni fango e detriti, non riuscendo a far confluire le acque a mare. I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro”.

Lo dichiarano il presidente Cia Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro  e il direttore Graziano Scardino, i quali sulla straordinarietà dell’evento atmosferico e i danni alle campagne colpite dal nubifragio della scorsa notte hanno già  inviato una lettera al Ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, al Direttore Generale Assessorato Agricoltura Carmelo Frittitta.

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“Quasi tutti gli agrumeti e i campi di ortaggi sono andati distrutti – aggiungono – anche i giovani  impianti di agrumi, realizzati con tecniche all’avanguardia, sono stati interamente sommersi dai detriti, sradicati e trascinati a valle, così come gli impianti irrigui e le recinzioni. È andata distrutta, inoltre, tutta la viabilità interaziendale di penetrazione all’interno delle aree rurali”. “Sollecitiamo la Protezione civile a proseguire l’attività di ricognizione per permettere il prima possibile la riapertura delle strade in modo che gli agricoltori possano effettuare i sopralluoghi all’interno delle proprie aziende e salvare il salvabile”.

“Anche se di fronte a una furia tale l’uomo non può fare tantissimo – sostengono Di Silvestro  e Scardino – un’analisi va comunque fatta perché, aldilà dell’emergenza, qualcosa poteva essere fatta prima: noi da sempre chiediamo una cabina regia  unica, dove Genio Civile, Consorzio di bonifica Esa, Protezione Civile, Assessorato all’Agricoltura, tutte le Organizzazioni Professionali Agricole,riescano insieme e senza rimpallo di responsabilità a monitorare i danni, concertare le misure future per la regimentazione delle acque, effettuare i sopralluoghi di rito per come prevede l’attuale normativa sui danni in agricoltura provocati da calamità naturali, intervenire tempestivamente in opere preventive, come per esempio, l’avvio di una seria e radicale  bonifica dei fiumi”.

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“Dal 13 agosto scorso assistiamo di fatto a piogge torrenziali, a un cambiamento delle condizioni climatiche con cui dobbiamo fare i conti – ricordano Di Silvestro e Scardino – l’unica azione che è stata fatta, e per altro  da noi Cia più volte sollecitata, è stata il taglio degli arbusti  e delle canne, ma tutto questo materiale è rimasto  depositato all’interno dell’alveo, che la scorsa notte, hanno creato un effetto tappo. La pulizia non è sufficiente. Un altro lavoro che andrebbe fatto, non è semplice ed oneroso, è l’abbassamento  dell’alveo dei fiumi, perché in alcuni punti sono più alti dei canali che gli agricoltori  hanno scavato per fare defluire le acque dai propri terreni con investimenti propri, che la scorsa notte, in poche ore,  sono stati totalmente vanificati, un  vero e proprio paradosso”. “Chiediamo anche che nei prossimi Piani di Sviluppo Rurale siano previste misure che contengano a monte i fenomeni erosivi per far fare fronte a queste calamità sempre più frequenti”.

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