Imu: Anp e Caf-Cia, serve stop per mezzo milione di agricoltori in pensione

 “A causa dell’elevata tassazione sui terreni agricoli, si penalizzano gli ex agricoltori che, pur in pensione, continuano a lavorare per la tutela del territorio e del paesaggio. Scriveremo ai sindaci dei Comuni interessati, chiedendo di azzerare l’aliquota Imu per il prossimo anno”. Ad annunciarlo è Alessandro Del Carlo, Presidente di Anp, l’Associazione nazionale pen- sionati di Cia-Agricoltori italiani, da sempre impegnata, insieme ai centri di assistenza fiscale Caf- Cia, nella tutela sociale e nella difesa del reddito di associati e anziani.

I due enti sostengono infatti, per quanto possibile, la necessità di eliminare l’Imu per oltre 455.000 ex agricoltori che attraverso la loro insostituibile opera garantiscono ancora la cura e la valorizzazione del territorio. Nonostante gli interventi fiscali a favore dei redditi da pensione più bassi realizzati in questi ultimi anni -spiegano- le perdite del potere d’acquisto per i pensionati, restano tuttavia significative e totalmente attribuibili al maggiore carico fiscale determinato dal progressivo inasprimento delle addizionali Irpef locali. Inoltre, nella produzione normativa nazionale dell’ultimo anno, attraverso vari decreti, non c’è stata risposta alle richieste dei pensionati che restano esclusi da ogni beneficio. E neppure la pensione di cittadinanza, con i rigidi requisiti imposti, ha risolto il problema con appena 159.672 persone coinvolte fino al primo trimestre diquest’anno.

Anp e CAF-Cia continuano, dunque, a sollecitare le risposte che i pensionati dell’agricoltura non hanno avuto, ritenendo utile un provvedimento di carattere locale come l’azzeramento dell’aliquota Imu sui terreni, già previsto dalla Legge di Bilancio 2020. L’Imu per i terreni agricoli -proseguono i due enti- è stata oggetto negli ultimi anni di continue variazioni normative, ma resta immutato l’annoso problema della tassazione per quelli ubicati in Comuni non montani, di proprietà di pensionati o affittati che sono soggetti all’Imu. In tale contesto, gli ex agricoltori (non più iscritti all’INPS e con posizione fiscale chiusa) sono costretti a pagare cifre importanti che coprono diversi mesi della loro pensione, pur continuando a lavorare e manutenere i terreni, oggetto di imposizione, a tutto vantaggio sociale.

“La nostra proposta -precisa il presidente nazionale del Caf-Cia, Alessandro Mastrocin- que- oltre a salvaguardare la situazione economica dei pensionati, favorisce il ricambio generazionale nel settore agricolo e contrasta l’abbandono dei fondi agricoli”.

“Il futuro dell’agricoltura e del nostro Paese -conclude il presidente nazionale di Anp-Cia, Del Carlo- dipende molto dall’alleanza tra innovazione dei giovani e tradizione degli anziani. Molto si può fare, se viene riconosciuto il valore degli ex agricoltori che, ancora attivi, sono baluardo del territorio”.

Distretti del Cibo: Cia, finanziare subito i progetti già cantierabili

Dopo appello ai ministri Patuanelli e Carfagna, il tema arriva in Conferenza delle Regioni. Da Cia Sicilia Orientale, monito e proposte

I Contratti di distretto possono rappresentare la prima azione di sistema di sviluppo sostenibile e di coesione territoriale del nostro Paese, che mira a rafforzare le filiere produttive e il ruolo di Igp e Dop, a favorire la transizione green della Farm to Fork, a promuovere il turismo relazionale integrato nelle aree rurali e a valorizzare l’agricoltura nel PNRR. Ci sono al momento già 20 progetti già cantierabili, presentati da centinaia di imprese agroalimentari e vanno, dunque, finanziati subito, utilizzando il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Così Cia-Agricoltori Italiani, sostenendo il monito di Cia Sicilia Orientale e la richiesta presentata insieme agli stessi Distretti del cibo, in occasione dell’odierna discussione sul tema da parte della Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regione.

“C’è anche la possibilità di utilizzare il Fondo Complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza -spiega Giuseppe Di Silvestro, presidente di Cia Sicilia Orientale- visto che nella ripartizione, sono destinati al Mipaaf, 1 miliardo e 203 milioni di euro, finalizzati ai Contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca, floricoltura e vivaismo”.  

Sono 200 milioni di euro per l’anno 2021; 300,83 per ciascun anno dal 2022 al 2023; 258,81 per il 2024; 122,5 per il 2025 e 20,33 milioni di euro per il 2026. “Progetti, per un totale di investimenti pari a 315 milioni, che potrebbero costituire la base di partenza per rimettere in moto l’economia nazionale -specifica Di Silvestro-. Per di più, finanziati per quasi il 50% dai privati”. 

“Raccogliamo l’iniziativa odierna della Commissione Agricoltura come un ottimo segnale” aggiunge Di Silvestro, ricordando l’appello della settimana scorsa da parte di 15 distretti ai ministri Stefano Patuanelli (Mipaaf) e Mara Carfagna (Sud e Coesione territoriale) al sottosegretario Mipaaf, Gian Marco Centinaio, al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga e ai presidenti e assessori all’Agricoltura regionali.

“Il finanziamento dei contratti di distretto -interviene il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- è un segnale concreto di ripartenza per tutto il Paese e di attenzione verso il settore agricolo e agroalimentare. Inoltre, è un’opportunità per rispettare il cronoprogramma che il Governo si è dato per il 2021, visto che i progetti sono già stati valutati positivamente dal Mipaaf e sono immediatamente cantierabili. Sarebbe inspiegabile rinunciare o ridurre i programmi di investimento per carenza di fondi. Ricordiamo, infatti -conclude Scanavino- che nelle linee programmatiche presentate dal Ministro Patuanelli e inserite nel PNRR, i contratti di filiera e di distretto sono indicati come strategici per lo sviluppo del settore agroalimentare e destinatari di risorse finanziarie adeguate”.

I programmi di investimento, qualora fossero tutti realizzati, coinvolgerebbero 10 Regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna e sono in linea con le indicazioni del PNRR; favorirebbero l’economia circolare, la transizione ecologica e contribuirebbero a raggiungere alcuni degli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti nell’Agenda 2030 dell’ONU, dall’European Green Deal e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza #NEXTGENERATIONITALIA. A lanciare la richiesta per l’incontro odierno sono  stati: Distretto Delle Filiere e Dei Territori Di Sicilia In Rete, Distretto Florovivaistico di Puglia, Sikania Distretto del Cibo Biomediterraneo, Consorzio Salumi Dop Piacentini, Distretto Rurale Colline e Montagne Materane, Distretto Agroalimentare di Qualità del Metapontino, Distretto del Cibo Bio Slow Pane e Olio, Distretto Della Filiera Del Cibo Del Sud Est Siciliano, Sistema Produttivo Locale Pollino Lagonegrese, Distretto Agricolo Della Valle Del Fiume Olona, Distretto Latte Lombardo, Distretto Agroalimentare di Qualità Puglia Federiciana, Distretto Rurale Del Valdarno Superiore, Distretto della barbagia. 

Apicoltura, Cia S.O chiede incontro urgente all’assessore regionale

Cia,  Apac, Aras, Fai Sicilia, Ape Nera Sicula

Sottoscrivono documento  congiunto. La proposta CIA “Il settore rientri all’interno del Piano di Sviluppo Rurale e nel nuovo piano strategico nazionale, i fondi PAC”

“Condizioni meteo altalenanti, un generale cambiamento climatico e quest’anno, anche la sabbia africana, hanno gettato l’apicoltura siciliana in una situazione precaria. La produzione di miele di zagara in molte areali dell’isola è quasi azzerata da almeno 3 anni, ed è fortemente compromessa quella di miele di sulla. I danni economici sono ingenti. Chiediamo all’assessore alle politiche agricole un incontro urgente perché servono aiuti alla categoria, ma soprattutto interventi strutturali”. Questo l’appello del presidente Cia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro, Niccolò Lo Piccolo, apicultore, Fabio Marino, presidente associazione provinciale apicoltori catanesi, Alfio Cavallaro presidente cooperativa apicoltori etnei, Nino Pistorio coop. Agri ionica, Antonino Coco vice presidente Aras, Sebastiano Alfio Privitera, referente Fai Sicilia Catania, Giulio Vitale e  Nicola Cirrito, direttivo Ape Nera Sicula, che ieri si sono incontrati nella sede della Cia di Giarre, redigendo un documento  congiunto  da presentare al Governo della Regione. Erano presenti anche la deputata nazionale, Gruppo Misto, Maria Laura Paxia, il sindaco di Milo, Alfio Cosentino, il responsabile regionale Cia Settori Produttivi, Graziano Scardino. La richiesta di incontro è stata estesa anche al dirigente generale Dario Cartabellotta.  

“Urge individuare interventi adeguati volti a sostenere il reddito degli apicoltori isolani e salvaguardare una importante attività economica ed ambientale – ha dichiarato Giuseppe Di Silvestro –L’apicoltura è un comparto di grande impatto economico che in Sicilia conta circa 200o aziende apistiche e 125 mila alveari e che classifica l’Isola al terzo posto tra le regioni italiane per numero di aziende e famiglie d’api, ma anche per la notevole quantità di miele prodotto”. “Abbiamo fissato un punto di partenza e avviare una seria programmazione – ha spiegato Niccolò Lo Piccolo, produttore tra i promotori dell’iniziativa –  Sono state presente  tutte le associazioni dei produttori”. “E’ necessario garantire la sopravvivenza delle famiglie di api per la prossima campagna –ha sottolineato Fabio Marino, ass. prov. apicoltori catanesi – ma anche l’enorme valenza dal punto di vista ambientale svolta dall’attività di apicoltura. “Quest’anno 2021 è stato di grande crisi dopo almeno tre stagioni di calo produttivo”, ha ricordato Antonino Coco, presidente ARAS.

“Il settore ha bisogno  di  una prospettiva di sviluppo strutturale e quindi deve essere inserito nel nuovo  Piano di  sviluppo nazionale, i PAC – ha sostenuto Graziano Scardino, responsabile regionale Cia Settori Produttivi – ma anche all’interno del Piano di Sviluppo Rurale può essere inserita una misura, considerando l’imminente arrivo dei  fondi per il regolamento di transizione, fino al 31 dicembre 2022, che possa ristorare i danni per la congiuntura emergenziale, al pari di quanto fatto per il settore dell’agriturismo causa COVID19”. 

Una proposta raccolta dalla deputata nazionale MariaLaura Paxia, Gruppo Misto. “Mi farò portavoce a livello nazionale per sensibilizzare il ministro per l’Agricoltura Stefano Patuanelli per concordare un incontro o un tavolo  di  lavoro e rappresentare l’esigenza di realizzare interventi  strutturali”. “Tutto il comprensorio acese è fortemente interessato dal problema che va affrontato insieme – ha aggiunto  anche il sindaco di Milo Alfio Cosentino – faremo  la nostra parte”. 

Istanze contributo Fondo Perduto (decreto Sostegni), al via le presentazioni

Informiamo tutti gli agricoltori che presso i nostri uffici è possibile presentare le istanze di contributo a fondo perduto ai sensi del DL 41 del 22 marzo 2021 (Decreto Sostegni). Il contributo è destinato a sostenere le attività economiche danneggiate dall’emergenza COVID. Tutte le imprese agricole che hanno subito una perdita di fatturato nell’anno 2020 possono presentare questa istanza.

Biologico: Cia al SANA Restart per un’agricoltura più verde e digitale


Uno stand con le produzioni tipiche delle aziende associate, show-cooking con gli Agrichef, convegno e workshop su Green Deal e biocontrollo

Il mondo del biologico si dà appuntamento al SANA Restart 2020, a BolognaFiere da venerdì fino a domenica, una tre giorni per far ripartire il business del settore dopo il lockdown, che vedrà Cia-Agricoltori Italiani tra i protagonisti con eventi dedicati e un grande spazio espositivo.

Nei quasi 400 metri quadri riservati a Cia, al Padiglione 33 stand D5 E6 F3 G7, si affiancheranno diverse aziende bio associate con le loro produzioni tipiche: olio, vino, birra, zafferano, legumi, cereali e farine, pasta, biscotti, miele e confetture, cosmetici vegetali e al latte d’asina, direttamente da Emilia-Romagna, Umbria, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Sicilia. Insieme agli agricoltori, spazio agli sponsor IBMA Italia e Barocco Spa.

Ma non solo produzione, anche cucina agricola al SANA con gli Agrichef Cia che si alterneranno da venerdì a domenica nell’area show-cooking dello stand, per preparare piatti tipici regionali e mostrare al pubblico tutti i segreti delle ricette contadine.

Voce, poi, al dibattito sull’agricoltura biologica per il Green Deal, con il convegno su “Il valore delle tecnologie digitali e del biocontrollo” organizzato da Cia in collaborazione con Anabio e IBMA Italia, che si terrà sabato 10 ottobre, alle ore 10 nella Sala Notturno (Centro Servizi Blocco D). Un evento per ragionare sull’utilizzo e sullo sviluppo futuro di soluzioni hi-tech e tecniche di biocontrollo applicate all’agricoltura, per rispondere alle nuove sfide europee in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica. Interverranno, insieme ad autorevoli esperti di Università e Centri di ricerca, il presidente di Cia Dino Scanavino, il presidente di Anabio Federico Marchini, il presidente di IBMA Italia Giacomo De Maio, la direttrice dell’Osservatorio Smart AgriFood Chiara Corbo e il marketing manager di Kuhn Italia Paolo Cera (il programma completo in allegato). Seguirà, alle ore 14 presso l’Auditorium (Centro Servizi piano terra), il workshop Cia e IBMA Italia sulle applicazioni del biocontrollo per impostare correttamente la difesa sanitaria su tre settori produttivi fondamentali del Made in Italy: olivo, vite e vivaismo.  

Decreto Agosto, Cia Sicilia Orientale scrive ai ministri Provenzano e Boccia: “Decontribuzione Sud”, Inaccettabile l’esclusione del settore agricoltura per esoneri e agevolazioni alle imprese”

“Esprimiamo il nostro profondo rammarico per l’esclusione del settore agricolo  dalle misure che riguardano sia l’esonero di alcuni contributi previdenziali che alcune agevolazioni contributive nell’ambito del decreto legge del 14 agosto 2020 n. 104 “cd Decreto Agosto. Esclusione inaccettabile”. Lo dichiara il presidente della Ca Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro che ha inviato una lettera aperta ai deputati dell’Ars e ai ministri Giuseppe Provenzano, Sud e Coesione Sociale, e Francesco  Boccia, Affari  regionali. 

“Riteniamo che quanto accaduto rappresenti una forte discriminazione nei confronti di un settore che, in questo periodo di Pandemia da COVID-19, non si è mai fermato, ha continuato a produrre cibi di qualità, a fornire instancabilmente i generi di prima necessità sulle tavole degli italiani – spiega Di Silvestro –  e che presenta anch’esso difficoltà economiche con interi comparti che stanno subendo pesanti crisi di mercato. “Riteniamo che sia ingiusto che il settore agricolo rimanga fuori da queste agevolazioni, in particolare la cosiddetta “Decontribuzione Sud” prevista dall’articolo 27 che prevede un esonero dal versamento dei contributi pari al 30% dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020”.

“Confidiamo nell’intervento dei Ministri con deleghe per il Sud  – sottolinea Di  Silvestro – affinché il prossimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri includa le aziende agricole per le future misure agevolative di decontribuzione il periodo 2021- 2029”

OLIO: VIA ALLA RACCOLTA. CROLLA LA PRODUZIONE LA QUALITÀ RESTA ECCELLENTE

Annata di scarica nelle zone a maggior vocazione olivicola, male la Puglia (-51%) che resta polmone olivicolo nazionale

Crolla la produzione di olio extravergine d’oliva italiano ma la qualità di uno dei prodotti simboli del Made in Italy resta eccellente.

La campagna che sta iniziando segnerà un netto -36% con una previsione di poco più di 235.000 tonnellate di olio extravergine d’oliva prodotte a fronte delle oltre 366.000 tonnellate della scorsa stagione.

A trascinare al ribasso le stime saranno, appunto, le Regioni del Sud, da cui dipende gran parte della produzione italiana: evidente il calo della Puglia (-51%) che risente  in maniera pesante della ciclicità del raccolto, con l’attuale stagione di scarica, a due anni dalla gelata che azzerò la raccolta nelle province di Bari, Bat e Foggia destabilizzando le piante. 
Non si arresta il crollo del Salento flagellato dalla Xylella dove si stimano 2000 tonnellate di olio e un calo del 50% rispetto allo scorso anno. 


Puglia che, nonostante quest’annata difficile, resta il polmone olivicolo nazionale con le 101mila tonnellate di prodotto stimate, pari al 44% della produzione italiana complessiva.

Al secondo gradino del podio sale, a sorpresa, la Sicilia (-17% rispetto allo scorso anno) che scalza la Calabria (-45%) grazie alle buone temperature di queste settimane.
Segno negativo anche per altre regioni importanti dal punto di vista produttivo come Campania (-12%), Basilicata (-20%), Molise (-20%), Sardegna (-26%) e Abruzzo (-33%).

Situazione ribaltata nelle regioni centrali e settentrionali, invece, grazie al clima positivo durante il periodo della fioritura e agli attacchi contenuti della mosca.

Sostanzialmente stabile la produzione nel Lazio (+6%), ottimi rialzi per Toscana (+24%), Umbria (+40%), Marche (+48%), ed Emilia-Romagna (+52%).

L’oscar per il miglior incremento produttivo, nonostante le quantità sempre di molto inferiori alle regioni a maggior vocazione olivicola, lo vince la Lombardia (+1727%) che passa da 123 tonnellate di olio extravergine d’oliva prodotte alle 2248 tonnellate stimate per quest’annata.

Grande crescita anche per Liguria (+145%), Trentino-Alto Adige (+265%), Friuli Venezia Giulia (+770%) e Veneto (+995%).

“Siamo di fronte ad un’annata a due facce, con i cali nelle regioni meridionali che producono la stragrande maggioranza dell’olio italiano e la ripresa delle regioni centrali e settentrionali che hanno beneficiato di un clima più clemente -ha detto il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino-. Ora bisogna premiare la filiera agricola che si impegna nella produzione di un olio di qualità, garantendo prezzi più equi, adeguati e remunerativi”. 

“La quantità quest’anno, a causa della ciclicità del raccolto, non sarà elevata mentre fortunatamente conserveremo inalterata la qualità eccellente del nostro prodotto -ha spiegato il presidente di Italia Olivicola Fabrizio Pini-. Quest’annata dimostra, una volta di più, come non sia più rimandabile un Piano Olivicolo Nazionale che consenta di impiantare nuovi uliveti e recuperare quelli abbandonati. Occorre inoltre un lavoro istituzionale condiviso per cercare di garantire, su tutto il territorio nazionale, il giusto valore al lavoro dei nostri agricoltori”.

“La qualità del nostro olio sarà eccellente ma dovremo mantenere alta l’attenzione sugli attacchi della mosca con controlli capillari sui territori -ha aggiunto il presidente di Aifo, Piero Gonnelli-. Siamo ancora lontanissimi dal soddisfare in toto il fabbisogno dei consumatori italiani e dovremo lavorare su questo nei prossimi mesi in sinergia con tutti i protagonisti della filiera”.

Export: accordo Cia e Alibaba.com, cibo Made in Italy alla conquista dell’e-commerce globale

Sulla piattaforma web del colosso cinese, spazio al business delle aziende tra incontri con i buyer e servizi dedicati  

Promuovere l’export del Made in Italy agroalimentare, aprendo nuovi canali commerciali online per le aziende associate e favorendo incontri sul web con i buyers di tutto il mondo. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato oggi a Roma, nella Sala Stampa Estera, da Cia-Agricoltori Italiani e Alibaba.com, la più grande piattaforma di e-commerce B2B (business-to-business) a livello internazionale e parte del Gruppo Alibaba.

Con la firma dell’intesa, che avrà durata di un anno, Cia e Alibaba.com si impegnano a collaborare -anche attraverso Adiacent, unico global service partner certificato da Alibaba.com per l’erogazione di servizi a valore aggiunto nella Comunità Europea- per sostenere, promuovere e valorizzare aziende locali e prodotti agroalimentari di qualità tramite il portale web internazionale, collegando acquirenti e fornitori, produttori e grossisti, per condurre affari in modalità virtuale.

“E’ un accordo che rinnova l’impegno dell’organizzazione -ha detto Dino Scanavino, Presidente nazionale di Cia- a supporto dell’internazionalizzazione delle aziende agricole e agroalimentari nazionali. Si può vincere la sfida dell’export agevolando l’accesso delle nostre imprese sui mercati stranieri, facilitando non solo il rapporto diretto tra aziende e consumatori, ma anche tra aziende stesse, offrendo nuove e importanti occasioni di sviluppo attraverso il commercio elettronico”.

“La collaborazione siglata con Cia ci rende molto orgogliosi e si inserisce pienamente nel progetto a lungo termine di Alibaba.com per supportare le aziende italiane del settore agroalimentare, in particolare le realtà più piccole, nel loro percorso di digitalizzazione e internazionalizzazione”, ha dichiarato Rodrigo Cipriani Foresio, Managing Director di Alibaba per il Sud Europa, che ha aggiunto: “Alibaba.com conta 20 milioni di buyer in tutto il mondo: la categoria più ricercata è proprio il food, e ciò significa che i prodotti italiani hanno enormi possibilità di farsi conoscere. Alibaba.com, la più grande fiera online al mondo, e Cia, hanno unito le forze per permettere al meglio della nostra produzione agroalimentare di essere apprezzata a livello globale”.

D’altra parte, i dati parlano chiaro. Oggi l’e-commerce B2B (vale a dire lo scambio commerciale di prodotti o servizi tra aziende) è 11 volte più grande del B2C (business-to-consumer, ovvero rivolto dall’azienda al consumatore finale). Attualmente, l’export online italiano B2C vale 11,8 miliardi di euro, mentre l’export online tricolore B2B arriva a fatturare ben 132 miliardi. In questo contesto, Alibaba.com rappresenta la maggiore piattaforma di e-commerce B2B del mondo, con 150 milioni di utenti registrati, 190 tra Paesi e Regioni coinvolte, oltre 300.000 richieste al giorno per 40 settori merceologici. Con un occhio di riguardo proprio al “food&beverage”, che rappresenta la prima voce tra le “top 10 industries” della piattaforma online, con il 12% dei click sul vino e il 7% sulla pasta. 

Tra i punti dell’accordo tra Cia e Alibaba.com, anche tanti servizi a supporto delle aziende sul marketplace: creazione di materiale pubblicitario e informativo; commercializzazione di prodotti e fornitori sulla vetrina “Padiglione Italia” del portale; partecipazione a eventi e attività come roadshow, convegni, promozioni online tramite canali social o media; consulenza di marketing e comunicazione.

“Siamo orgogliosi di prendere parte a questa iniziativa -ha continuato Paola Castellacci, CEO di Adiacent- perché da un lato conferma e rafforza la nostra partnership con Alibaba.com, collaborazione che è stata avviata dal nostro gruppo già dal 2018 e ci ha portati, come Var Group, ad essere premiati come ’Outstanding channel partner of the year 2019’. Dall’altro lato perché siamo convinti che, con 45 anni di esperienza, oltre 2.500 collaboratori e 23 sedi in tutta Italia, il nostro gruppo possa sostenere la digitalizzazione delle imprese del Made in Italy e aiutare le aziende associate Cia a beneficiare al meglio delle opportunità offerte dal più grande marketplace B2B online al mondo”.

Pensioni: Anp-Cia, alzare assegni ad agricoltori rispettando Consulta

Settore ai livelli più bassi, ma sentenza parla chiaro. Bene aumento per quelle d’invalidità.

 

Le pensioni degli agricoltori sono ancora le più basse, ferme a 515 euro, mentre la sentenza della Consulta, la 152 del 22 luglio scorso, parla chiaro e, oltre a imporre l’incremento a sostegno degli invalidi civili totali, ha innescato la revisione anche delle minime. Governo ne tenga conto, interviene Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani pur soddisfatta per l’applicazione della sentenza nel Dl Agosto per quel che riguarda le pensioni d’invalidità, portate a 651,51 euro.

Anp-Cia plaude alla decisione del Governo su questa materia che consente di superare una situazione da molti anni segnalata come fonte d’ingiustizia e disagio sociale, ma non può che evidenziare, ancora una volta, anche le condizioni dei pensionati al minimo, costretti a vivere con un assegno che non consente di provvedere ai bisogni fondamentali e a una vita dignitosa. In questo senso la sentenza della Corte Costituzionale si esprime anche per le pensioni minime, ferme a 515,07 euro.

Inoltre, Anp-Cia, ricorda che la Carta Sociale Europea individua in 650 euro il livello minimo degli assegni da erogare. Oltre a essere, dunque, un problema di giustizia sociale, è anche un riconoscimento del valore di tanti lavoratori. E vale soprattutto per gli agricoltori che hanno svolto un’opera fondamentale per il Paese, assicurando beni essenziali come il cibo e la tutela del territorio. Ora, sottolinea Anp-Cia, si ritrovano tra i più poveri e, in molti casi, costretti a lavorare anche in età avanzata con tutti i rischi per l’incolumità e la salute che questo comporta.

“Il tema delle pensioni minime deve essere affrontato con serietà e rigore nella prossima legge di Bilancio 2021 -interviene il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo- nella quale risulterà senz’altro possibile rintracciare le risorse necessarie”.

“La cosiddetta pensione di cittadinanza -aggiunge Del Carlo- non ha dato soluzione a questo problema, in quanto la stragrande maggioranza dei pensionati non ha potuto accedervi a causa dei previsti criteri restrittivi, mentre l’epidemia del Covid-19 ne ha aggravato notevolmente le condizioni. Continueremo a batterci per i pensionati e gli anziani -conclude il presidente nazionale di Anp-Cia, Del Carlo- affinché vengano loro riconosciuti assegni dignitosi e servizi sociosanitari adeguati, soprattutto nelle aree interne e rurali d’Italia”.

 

Sanità: Anp-Cia, bene revoca superticket. Governo tuteli anziani in difficoltà

Abolizione tassa è buona inversione di tendenza. Si apra stagione di investimenti e innovazione.

L’abolizione della tassa di 10 euro a ricetta per visite specialistiche ed esami diagnostici in strutture pubbliche, apre a una nuova stagione di maggiori tutele anche per gli anziani in difficoltà. A dirlo è Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia che commenta positivamente la revoca da oggi, primo settembre, del superticket sanitario, come annunciata dal ministro Speranza. 

Per Anp-Cia, da sempre attenta alle fasce più deboli della popolazione, la tassa introdotta in piena “spending review”, era chiaramente un ostacolo alle cure di molti anziani, mentre ora non dovrà pagarla più nessuno, indipendentemente dalla prestazione richiesta o dal reddito personale.

Non è la soluzione a tutti i problemi, aggiunge Anp-Cia, ma sicuramente è un buon segnale, un’inversione di tendenza rispetto a quanto fatto fino ad ora nel campo della sanità pubblica, caricando sempre di più i cittadini di oneri eccessivi sia per l’acquisto dei medicinali che per le cure mediche. E’ noto, ricorda Anp-Cia, quanto, a seguito della pesante crisi degli ultimi anni, siano stati proprio gli anziani a subire i disagi maggiori, costretti, in molti casi, anche a non curarsi per difficoltà economiche.

Anp-Cia, soddisfatta per la cancellazione di una tassa ingiusta e della quale aveva più volte sollecitato la rimozione, chiede ora al Governo che si superi definitivamente la stagione dei tagli alla sanità per passare a un periodo di investimenti e innovazione.

“Il Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universalista -commenta il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo- rappresenta un patrimonio essenziale dell’Italia. L’accesso, senza discriminazione né sociale né territoriale, è un diritto di tutti e qualifica il carattere della democrazia. Alla luce di ciò, come Anp -conclude Del Carlo- ci batteremo sempre per la difesa e il potenziamento della sanità pubblica, cruciale, lo ha dimostrato l’emergenza Covid, alla salute dei cittadini, ma anche alla vita sociale ed economica del Paese”.