Truffa al Mercato di Vittoria

COMUNICATO CIA REGIONALE

Il blitz al mercato di Vittoria conferma le denunce della Cia siciliana. La crisi dell’agricoltura è aggravata dalle intermediazioni parassitarie e dalle truffe. Danni per produttori e consumatori. 

La CIA siciliana plaude all’azione della Guardia di Finanza svolta al mercato di Vittoria che ha messo a nudo quanto più volte denunciato.

Le condotte scorrette per anni portate avanti da una parte dei commissionari del mercato che erano contemporaneamente commercianti all’ingrosso, hanno fortemente penalizzato i produttori di ortaggi. A Vittoria non valeva la generale regola della domanda e dell’offerta, ma bensì vigeva un gioco al ribasso dei prezzi che in definitiva ha sottratto al reddito dei produttori una somma che si stima tra i 250 e 300 milioni di euro.

In quanto accertato al mercato di Vittoria si trova la conferma delle illecite triangolazioni più volte denunciate dalla Cia che consentono la commercializzazione di prodotti extra Ue sotto le mentite spoglie di prodotto siciliano. Questa circostanza ha determinato il più noto fenomeno dei falso made in Sicily.

“Il meccanismo è stato dunque per fortuna smascherato. Bisogna però rivedere tutta la normativa che regolamenta le transazioni commerciali e la gestione dei mercati ortofrutticoli all’ingrosso e all’origine per garantire la totale trasparenza nella formazione dei prezzi e nell’origine dei prodotti”, dichiara il presidente regionale della Cia, Carmelo Gurrieri.

Gli agricoltori siciliani sono stati regolarmente truffati così come i consumatori: ai primi è stata negata l’equa remunerazione del prodotto, i secondi hanno inconsapevolmente foraggiato intermediazioni parassitarie e truffaldine.

“Questi meccanismi, intrisi di pesanti infiltrazioni malavitose, sono purtroppo diffusi anche fuori dalla Sicilia e la Cia non ne ha mai fatto mistero – aggiunge Gurrieri – anzi, abbiamo sempre chiesto interventi e controlli più incisivi che mettessero a nudo truffe, raggiri, illegalità, condizionamenti mafiosi e taroccamenti”. Le istituzioni, però, sono sempre state piuttosto restie a dare ascolto alle denunce. Da anni la Cia siciliana chiede l’istituzione di una cabina di regia che coordini e monitori i controlli sulle merci di provenienza extra Ue. Oggi più che mai questa richiesta è attuale e deve trovare attuazione. Le vicende del mercato Vittoria e prima ancora di quello di Fondi, così come l’accertamento delle infiltrazioni mafiose nel comparto dell’autotrasporto dei prodotti ortofrutticoli, mettono a nudo la realtà di un’agricoltura troppo condizionata e dallo sviluppo frenato. “Liberarla da questi condizionamenti .- conclude Gurrieri – serve a risollevare un intero comparto in crisi con immediati risvolti positivi sullo sviluppo economico dell’intera regione”.

Palermo lì, 2 febbraio 2012

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