Nubifragio devasta campagne della Piana di Catania “Straordinaria ondata di maltempo, ma ci sono carenze strutturali che moltiplicano i danni”.

Nelle Campagne della Piana di Catania la scorsa notte si sono abbattuti 25 centimetri di pioggia, creando una situazione surreale alimentata anche dall’esondazione di quattro fiumi che attraversano il territorio: il Gornalunga, Dittaino, Simeto e San Leonardo che hanno gettato sui terreni fango e detriti, non riuscendo a far confluire le acque a mare. I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro”.

Lo dichiarano il presidente Cia Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro  e il direttore Graziano Scardino, i quali sulla straordinarietà dell’evento atmosferico e i danni alle campagne colpite dal nubifragio della scorsa notte hanno già  inviato una lettera al Ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, al Direttore Generale Assessorato Agricoltura Carmelo Frittitta.

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“Quasi tutti gli agrumeti e i campi di ortaggi sono andati distrutti – aggiungono – anche i giovani  impianti di agrumi, realizzati con tecniche all’avanguardia, sono stati interamente sommersi dai detriti, sradicati e trascinati a valle, così come gli impianti irrigui e le recinzioni. È andata distrutta, inoltre, tutta la viabilità interaziendale di penetrazione all’interno delle aree rurali”. “Sollecitiamo la Protezione civile a proseguire l’attività di ricognizione per permettere il prima possibile la riapertura delle strade in modo che gli agricoltori possano effettuare i sopralluoghi all’interno delle proprie aziende e salvare il salvabile”.

“Anche se di fronte a una furia tale l’uomo non può fare tantissimo – sostengono Di Silvestro  e Scardino – un’analisi va comunque fatta perché, aldilà dell’emergenza, qualcosa poteva essere fatta prima: noi da sempre chiediamo una cabina regia  unica, dove Genio Civile, Consorzio di bonifica Esa, Protezione Civile, Assessorato all’Agricoltura, tutte le Organizzazioni Professionali Agricole,riescano insieme e senza rimpallo di responsabilità a monitorare i danni, concertare le misure future per la regimentazione delle acque, effettuare i sopralluoghi di rito per come prevede l’attuale normativa sui danni in agricoltura provocati da calamità naturali, intervenire tempestivamente in opere preventive, come per esempio, l’avvio di una seria e radicale  bonifica dei fiumi”.

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“Dal 13 agosto scorso assistiamo di fatto a piogge torrenziali, a un cambiamento delle condizioni climatiche con cui dobbiamo fare i conti – ricordano Di Silvestro e Scardino – l’unica azione che è stata fatta, e per altro  da noi Cia più volte sollecitata, è stata il taglio degli arbusti  e delle canne, ma tutto questo materiale è rimasto  depositato all’interno dell’alveo, che la scorsa notte, hanno creato un effetto tappo. La pulizia non è sufficiente. Un altro lavoro che andrebbe fatto, non è semplice ed oneroso, è l’abbassamento  dell’alveo dei fiumi, perché in alcuni punti sono più alti dei canali che gli agricoltori  hanno scavato per fare defluire le acque dai propri terreni con investimenti propri, che la scorsa notte, in poche ore,  sono stati totalmente vanificati, un  vero e proprio paradosso”. “Chiediamo anche che nei prossimi Piani di Sviluppo Rurale siano previste misure che contengano a monte i fenomeni erosivi per far fare fronte a queste calamità sempre più frequenti”.

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