Florovivaismo, il nuovo regime fitosanitario

A Mazzarrà Sant’Andrea si è tenuto il convegno “il futuro del florovivaismo ed il nuovo regime fitosanitario”; l’incontro è stato organizzato dalla CIA Sicilia Orientale sede di Milazzo-Mazzarrà assieme al comune di Mazzarrà Sant’Andrea.

I lavori, coordinati dal direttore Graziano Scardino, sono stati introdotti dal Presidente della CIA Milazzo Stefano Cannistrà che ha evidenziato il ruolo storico del settore con riferimento al vivaismo agrumicolo a Mazzarrà ed al vivaismo Viticolo a Milazzo, cui origini risalgono all’inizio del 1900; il floro-vivaismo nel comprensorio occupa più di diecimila addetti è rappresenta la principale fonte di reddito.

Il Sindaco Carmelo Pietrafitta nel salutare gli ospiti ha ricordato il legame storico della popolazione Mazzarese con il vivaismo agrumicolo.Mazzarrà, celebrata anche dallo scrittore siciliano Vincenzo Consolo come “ grembo nutrice, madre di ogni pianta d’agrume, limone o arancio, cedro o lumìa, bergamotto, mandarino o chinotto che si trovi in questa terra di Sicilia e oltre”, deve agli Spagnoli la creazione, nel lontano 1539, delle prime oasi di vivai di agrumi”.

Biagio Cacciola, tecnico CIA, entrando nel merito delle questioni ha evidenziato le sfide che dobbiamo affrontare con particolare riferimento alla: sicurezza e qualità ambientale delle produzioni; sicurezza genetica; sicurezza fitosanitaria; questioni che impongono una riorganizzazione dei processi produttivi dal punto di vista tecnico ed amministrativo ed una maggiore sinergia con il Servizio Fitosanitario, la politica  ed il territorio.

Rosario D’Anna, del Servizio Fitosanitario,   ha ribadito il ruolo che ha avuto l’Osservatorio nello sviluppo del settore negli ultimi trenta anni e l’importanza dei controlli alle frontiere al fine di evitare l’introduzione delle specie “Aliene” che possono determinare la crisi ed il blocco dell’intero comparto; ha dato la disponibilità a collaborare per  risolvere assieme i problemi burocratici e di interpretazione delle norme.

Barbara Di Rollo, della CIA, ha illustrato le norme sul nuovo regime fitosanitario che entreranno in vigore il prossimo 14 dicembre, ha ribadito l’impegno della CIA a rappresentare nei vari tavoli a livello nazionale ed europeo le istanze che provengono dagli operatori al fine di intensificare i controlli alle frontiere e semplificare gli adempimenti burocratici.

Stefano Panno,ricercatore dell’Università di Palermo, ha evidenziato i patogeni che possono colpire le nostre produzioni ricordando il lavoro fatto per la lotta alla tristezza degli agrumi ed ai problemi  fitopatologici dei nuovi porta-innesti presentando alcuni lavori di ricerca dell’Università; particolare attenzione ha dato alle specie “aliene” a cui bisogna prestare molta attenzione, vedi il caso della Xylella, malattia che bisogna fare di tutto per evitare che arrivi in Sicilia.

Stefano Salvo, Presidente Ordine Agronomi, ed Eristo Tripoli, Presidente Collegio Periti Agrari, hanno ribadito il ruolo dei tecnici ponendo l’attenzione sulle misure del PSR che di fatto penalizzano il settore che invece ha bisogno di molta innovazione.

Mario Maiorana, vicepresidente dell’Associazione Florovivaisti Italiani, ha evidenziato che è importante che il settore sia rappresentato a livello istituzionale ; per i florovivaisti è fondamentale farsi ascoltare senza divisioni e particolarismi, la sfida per il futuro deve essere affrontata con coesione. Per questa ragione, l’Associazione farà da punto di incontro delle istanze dell’intero settore.

Salvatore Bottari, dirigente dell’Ispettorato Agrario, ha ribadito l’impegno dell’Assessorato nel sostenere le imprese ricordando che il successo del settore è determinato anche dalle maestranze, ( innestatori, potatori, ecc.) che offre il territorio.

Fabio Valenti, consigliere comunale di Terme Vigliatore, ha ribadito che bisogna operare per la semplificazione che rappresenta ormai un serio problema per le aziende.

Michele Isgrò, vicepresidente nazionale dell’associazione ASPROFLOR-Comuni Fioriti, ha ribadito il ruolo del verde pubblico per lo sviluppo del settore, se il verde pubblico viene curato e realizzato  in maniera sostenibile e come strumento di qualità della vita necessariamente si deve legare alle qualità delle produzioni florovivaistiche.

Salvatore Gitto, vivaista, ha evidenziato le nuove frontiere della commercializzazione dei prodotti florovivaistici e la nascita di consorzi, associazioni, ecc. collegate a piattaforme logistiche che ormai non detengono più il prodotto, la normativa deve essere adeguata alle nuove forme di commercializzazione.

Fabio Chiarello, tecnico, si è soffermato su alcuni aspetti delle nuove malattie ed ha posto il problema del documento di commercializzazione che deve trovare una soluzione nella interpretazione della norma, soprattutto in riferimento al processo di commercializzazione del prodotto finito.

Pippo di Silvestro, presidente CIA Sicilia Orientale, ha ribadito il ruolo dell’organizzazione nel territorio, pronta a recepire le istanze degli agricoltori  e rappresentarle a vari livelli istituzionali; l’impegno a portare sui tavoli della politica regionale e nazionale le questioni che nel convegno sono state sollevate.

Il presidente nazionale CIA-Agricoltori Italiani Dino Scanavino nelle sue conclusioni ha sottolineato che il settore florovivaistico è un settore all’avanguardia con grandi prospettive di sviluppo; per accelerare questo processo, ma anche per affrontare le nuove sfide e le nuove emergenze a livello fitosanitario, è importante aggregare la filiera e puntare su ricerca e innovazione.

CIA-Agricoltori Italiani ha collaborato con il Copa Cogeca e con altri 8 Stati membri a livello di Consiglio Ue per far includere alcuni organismi nocivi all’interno della lista delle piante ad alto rischio.

Il nuovo regolamento fitosanitario europeo, che entrerà in vigore il 14 dicembre 2019, non serve a bloccare le merci in entrata a priori ma consentirne l’ingresso solo a seguito dell’accertamento del rischio; serve, piuttosto, a determinare i rischi connessi agli organismi nocivi e a ridurli ad un livello sostenibile.

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