Maltempo, Cia Sicilia Orientale fa il punto con i rappresentanti dei comuni colpiti dal nubifragio di ottobre

I sindaci “Questo territorio non può morire. Alluvione dopo alluvione, siccità dopo siccità le nostre aziende sono ormai in ginocchio. Ancora bloccati i risarcimenti dei danni del 2018. Aggiungere ulteriori ritardi  sarebbe imperdonabile”

Di Silvestro: “La Regione costituisca subito la cabina di regia per attivare finanziamenti, se l’assessorato all’Agricoltura saprà intervenire in modo energico, utilizzando  le misure 5.2. e 4.3 del PSR,  i ristori potrebbero essere sbloccati entro 6 mesi”

Alluvione dopo alluvione, siccità dopo siccità le nostre aziende sono in ginocchio. Questo territorio non può morire. Sono ancora bloccati i risarcimenti dei danni del 2018. La Regione costituisca subito la cabina di regia per attivare i finanziamenti sia nazionali che regionali necessari per gli interventi”. Questo l’appello dei sindaci dei comuni della Piana di Catania: Scordia, Militello Val di Catania, Lentini, Carlentini, Palagonia, Ramacca, Francofonte, convocati ieri nel palazzo municipale di Scordia, dal presidente di Cia Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro e dal primo cittadino, Francesco Barchitta. Erano presenti Giovanni Burtone (Militello), Rosario Lo Faro (Lentini), i vice sindaci Francesco Favata (Palagonia) Salvatore La Rosa (Carlentini), gli assessori all’agricoltura di Francofonte, Giuseppe Vinci, di Scordia Salvatore Agatino Burtone. Le organizzazioni di categoria rappresentati da Carmelo Bellò, Cia Scordia,  Rocco Scollo, Cna Scordia, Alfio Torrisi, Fai Cisl Catania, Giuseppe Cristofaro Assoesercenti. 

“Necessario reperire fondi ministeriali  e regionali – ha commentato Di Silvestro – la Regione Siciliana potrebbe immediatamente attivare le misure 5.2 e 4.3 del PSR per interventi al territorio e alle aziende. Se l’assessorato all’Agricoltura saprà intervenire in modo energico, i ristori potrebbe essere sbloccati entro 6 mesi. Vale la pena ricordare come le piogge alluvionali abbiano causato danni enormi di natura idrogeologica, strutturale e infrastrutturale: l’interruzione di moltissime strade (principali e interpoderali) e linee ferrate; la rottura di argini di torrenti, gli allagamenti di terreni. Per non parlare dei danni alle produzioni, di cui  ancora non possiamo avere contezza”.

“Vogliamo sederci  al tavolo  regionale assieme a Genio Civile, Protezione Civile, gli assessorati all’Agricoltura e alle Infrastrutture, alle organizzazioni professionali agricole”, hanno tuonato i sindaci. 

“Un evento calamitoso di questa portata deve avere un’attenzione da parte delle Istituzioni della stessa portata – ha sottolineato il sindaco di Scordia, Barchitta–noi purtroppo proveniamo da un’esperienza del 2018 fallimentare e adesso molto scoraggiante”. “Dobbiamo ripartire dal 2018 – ha ribadito il sindaco di Militello, Burtone – ci sono risorse che ancora devono essere trasferite ai cittadini e agli enti locali, affrontiamo la questione e mobilitiamo fondi che devono servire per la ripresa produttiva degli operatori economici”. “Dall’incontro di oggi è emersa la convinzione netta che è necessario fare rete per rappresentare il territorio  nelle sede di governo – ha sostenuto  il sindaco di Lentini, Lo Faro – in modo che non si ripetano gli errori del passato. I nostri agricoltori stanno ancora subendo le conseguenze dei mancati pagamenti dei  danni di tre anni fa. Aggiungere un ulteriore ritardo sarebbe imperdonabile”. “Ci hanno più volte detto che le risorse ci sono –  ha sottolineato  Francesco Favata, vicesindaco di  Palagonia –  basta promesse, basta lungaggini burocratiche, basta parlare di emergenze”. “Mobilitare da subito le risorse  legate ai bandi del 2018, cui hanno partecipato molti agricoltori – ha chiesto Salvatore La Rosa, vicesindaco di Carlentini – e poi chiarire la metodica più veloce e più efficace per affrontare questo nuovo evento calamitoso con interventi a lungo termine, che non facciano ritrovare ogni anno con gli stessi problemi”. 

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