Agricoltura Siciliana: 6 Mesi di Immobilismo Politico

Comunicato Stampa CIA Confagricoltura

Agricoltura, Cia e Confagricoltura: sei mesi di immobilismo politico

Le nostre proposte per il rilancio e la valorizzazione dell’agroalimentare siciliano

Si è tenuta nella mattinata di oggi, 22 marzo, nella sede palermitana di Cia Sicilia, una conferenza stampa, organizzata da Cia e Confagricoltura, volta a fare il punto sull’attuale situazione agricola siciliana, a sei mesi dall’insediamento del “governo tecnico”.

Nel corso della conferenza, i presidenti delle due associazioni, Carmelo Gurrieri (Cia) e Gerardo Diana (Confagricoltura), hanno fatto il punto sulle problematiche relative all’agroalimentare siciliano, dovute soprattutto alla mancanza di un reale dialogo con le istituzioni e con l’assessore al ramo competente Elio D’Antrassi.

Già in passato le due confederazioni avevano chiesto al presidente Lombardo di farsi in prima persona garante dell’attenzione del governo al settore agricolo e di dare egli stesso un indirizzo politico alle scelte di politica agraria regionale. Ma ciò non è avvenuto.

Nello specifico è stata chiesta attenzione particolare su:

• Credito di imposta per le aziende agricole: passare dagli attuali 7.500 euro annui a 200mila 

• Agevolazioni per la stipula di assicurazioni contro calamità naturali o sanitarie al fine di rendere le aziende agricole meno rischiose nei confronti del sistema bancario

• Adeguamento alle normative nazionali per riconoscere le energie rinnovabili come attività agricola, azione attualmente ostacolata dal PSR

• Creazione di una “cabina di regia” volta a creare una rete di controllo delle importazioni dall’estero, facendo in modo di non favorire unicamente la G.D.O.

• Creazione di un marchio unico “Sicilia” per rendere riconoscibili i prodotti agroalimentari e garantire ai consumatori qualità e sicurezza alimentare

• Ripristino delle barriere fitosanitarie per contrastare le nuove forme virali letali per le produzioni agricole locali, come la Tristeza degli agrumi

• Semplificazione amministrativa dei procedimenti d’interesse dei soggetti che esercitano attività agricola e soppressione dell’Arsea, l’Agenzia Regionale per l’erogazione degli aiuti comunitari

• Rimodulazione del PSR per adattarlo ai nuovi scenari di crisi e riduzione delle misure di intervento della spesa comunitaria per evitare la dispersione delle risorse

• Riforma e risanamento dei consorzi di bonifica per diminuire i costi dell’acqua per uso irriguo su tutto il territorio regionale

Ciò che adesso si attende, è una risposta concreta da parte delle istituzioni.

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Forti critiche di CIA e Confagricoltura all’Assessore D’antrassi

Comunicato CIA e Confagricoltura regionali.

CARO ASSESSORE: NON CI SIAMO

Profondo disagio è stato espresso dai vertici regionali di Cia e Confagricoltura al termine della riunione con l’Assessore delle risorse agricole, Elio D’Antrassi, convocata per discutere sulla rimodulazione del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), incontro più volte rinviato sin dal momento del suo insediamento avvenuto lo scorso settembre.

L’intenzione delle organizzazioni agricole è stata quella di definire i necessari adeguamenti dello strumento comunitario (PSR) agli attuali mutati scenari economici, non previsti al momento della sua stesura originale.

La crisi che interessa il settore e le difficoltà nell’accesso al credito rischiano, infatti, di vanificare l’attuazione delle misure del PSR, specialmente quelle in materia di investimenti per l’innovazione e la riconversione.

Proprio nel momento in cui si è cominciato ad affrontare l’argomento sul piano degli interventi politici, è venuta meno la presenza dell’assessore, il quale doveva invece farsi carico di promuovere tutti i passaggi politicamente necessari nei confronti del sistema bancario e dei colleghi di governo, considerando che restano senza risposte numerose problematiche, come il ripristino delle barriere fitosanitarie per far fronte alla nuova emergenza del virus della tristezza, e vari aspetti legati alla sanità, con particolare riferimento al settore zootecnico, che, nonostante le ripetute sollecitazioni, non sono state adeguatamente attenzionate.

Resta inoltre ferma tutta la parte relativa al processo di revisione delle misure, da attivare sempre sul tavolo politico, tenendo conto delle aperture manifestate dal Commissario europeo Ciolos circa la possibilità di modificare il programma per renderne le misure più rispondenti alla nuova situazione.

Confagricoltura e Cia Sicilia ritengono indispensabile affrontare politicamente tali problematiche che impediscono il superamento delle difficoltà in cui versa il comparto, e, pertanto, considerato l’improvvido l’atteggiamento dell’assessore al ramo, chiedono al Presidente Lombardo di avocare a se’ il ruolo di guida politica del settore agricolo.

Agricoltura siciliana sempre più in difficoltà

Comunicato CIA Sicilia

Sede del Governo Regionale

“Se ci sei batti un colpo”, è questo l’invito che la CIA siciliana fa all’Assessore Regionale alle Politiche Agroalimentari, Elio D’Antrassi. Ad oltre quattro mesi dalla sua nomina, infatti, sembra quasi che lo stesso non abbia ancora preso possesso della sua carica. La CIA, dunque, esprime una forte critica nei confronti del Governo Regionale e dell’Assessore competente, considerato che le notevoli difficoltà in cui continua a dibattersi il settore agricolo non sembrano impensierirli.

Secondo la CIA siciliana, il rilancio dell’agricoltura dell’Isola non si realizza giocando a promuovere qualche litro di latte e qualche chilo di formaggio di capra, senza peraltro che ciò si traduca in un reale beneficio per i produttori siciliani.  Gli allevatori del Ragusano, principale area di produzione lattiera della regione, denunciano, infatti, che non hanno registrato nessun aumento di prezzo. Il problema della valorizzazione delle produzioni agricole siciliane sui mercati, la questione della commercializzazione dei prodotti agroalimentari non può non avere alle spalle una ben definita politica per il settore capace di mobilitare l’insieme del mondo agricolo sugli obiettivi concordati, condivisi e concertati con le rappresentanze agricole della Regione.

Purtroppo in questi mesi non un passo avanti è stato fatto nella direzione della istituzione del marchio “Sicilia”, ne’ nella direzione dell’abbattimento dei costi, ne’ nell’avvio di un serrato confronto per la rimodulazione del PSR. Nei fatti si assiste, purtroppo, solo a iniziative promozionali, spot spesso autoreferenziali capaci solo di enfatizzare le attività dei singoli rappresentanti del governo regionale nella convinzione che basti questo per mettere in moto un universo agricolo immobile.

La CIA siciliana chiede, pertanto, al Presidente della Regione e all’Assessore D’Antrassi la urgente convocazione delle Organizzazioni Agricole per definire le azioni da mettere in campo e le politiche che si intendono perseguire per il rilancio del settore agricolo la cui crisi continua a far perdere occupazione, reddito e qualsiasi prospettiva di sviluppo alla Sicilia.