Campagna Arance 2011/2012 – Le proposte della CIA

SALVAGUARDARE IL REDDITO DEGLI AGRUMICOLTORI

VALORIZZARE LE ARANCE DI PICCOLA PEZZATURA

Le valutazioni della CIA di Catania e della CIA siciliana sulla attuale situazione di mercato delle arance e le proposte per fronteggiare le evidenti difficoltà del comparto.

 

 

PROSPETTIVE CAMPAGNA ARANCE 2011 /2012

Le previsioni di produzione d’arance in Italia per la campagna 2011/2012 prevedono circa 23.000.000 di quintali, un aumento del 18% rispetto alla campagna 2010/2011 la cui produzione si è attestata a 19.500.000 q.li.

La produzione del 2011/2012 sarà pertanto simile per quantità alla produzione del 2009/2010 (due anni fa) attestatasi a 22.935.000 q.li

La Sicilia produce 2/3 del raccolto nazionale .

Si prevede che la produzione dei Paesi del Mediterraneo, direttamente concorrenti si attesti a un + 2% rispetto all’anno precedente con un calo della Spagna del 10% che viene però compensato da un + 12% del Marocco e un + 10% della Turchia. 

Sulla base delle cifre su esposte si può prevedere quindi che la campagna delle arance 2011/2012 presenterà le stesse difficoltà commerciali della campagna 2009/2010 aggravate da altri due fattori: la consistente percentuale di prodotto di piccola pezzatura e il restringimento del calendario di raccolta in conseguenza della crescita del fenomeno della cascola provocato delle particolari condizioni climatiche.

Tutti questi elementi fanno ritenere che, in assenza di un intervento straordinario e immediato, si potrà ripetere quanto è avvenuto 2 anni fa, quando una grande quantità di arance non venne nemmeno contrattata e quindi raccolta. Tutto ciò non potrà che determinare un aggravio delle difficoltà per i produttori ad ottenere un prezzo del prodotto che remuneri i costi di produzione. Inoltre non si può prevedere che l’industria di trasformazione possa assorbire interamente le eccedenze.

Nel prendere, quindi, come riferimento la regolarità commerciale della campagna precedente, seppure a prezzi non entusiasmanti, si può prevedere che l’aumento della produzione 2011-2012 possa trasformarsi in surplus che solo per la Sicilia può attestarsi a 2,3 milioni q.li.

La forte pressione dell’offerta può, realisticamente, innescare pesanti fattori speculativi che sicuramente causeranno un abbassamento del prezzo pagato ai produttori anche per le produzioni dalla regolare pezzatura commerciale. La stessa industria di trasformazione tenterà certamente di sfruttare a proprio vantaggio la pressione dell’offerta.

Esistono, pertanto, numerosi elementi che fanno ritenere riproducibili nella campagna 2011/2012 le difficoltà incontrate nella campagna 2009/10 e che le stesse, probabilmente, potranno presentarsi più gravi per via della pezzatura minore dei frutti. Sono, pertanto, facilmente prevedibili, nei mesi di gennaio-febbraio 2012, forti agitazioni di piazza, proteste dei produttori e dei sindaci e richieste di intervento alla Regione che, come è facile immaginare, si concentreranno principalmente sulla richiesta di ritiro del prodotto e di fissazione di un prezzo per lo stesso. E’ del tutto evidente che in quel periodo ormai di avanzato calendario di raccolta, nessun intervento di mercato potrà essere attuato.

Per i motivi suesposti urge, quindi, predisporre urgentemente un piano straordinario di intervento immediato della Regione.

A tal fine si propongono alcune misure:

1) Industria di trasformazione

L’industria di trasformazione potrebbe impegnarsi ad assorbire una quantità di prodotto superiore a quella dell’anno scorso, anche al fine di creare scorte. Un incentivo per tal fine potrebbe essere rappresentato dalla fissazione di un prezzo di conferimento contrattuale inferiore di 1-2 centesimi al chilo rispetto all’attuale valore di mercato (solo per la quantità che l’industria assorbe in più rispetto all’anno precedente) e/o altro tipo di incentivo ammissibile da concordare con le industrie di trasformazione. Gli agrumicoltori che conferiscono all’industria tale prodotto potrebbero beneficiare di un contributo della Regione per la raccolta di arance da destinare alla trasformazione, contributo da erogarsi nel limite del “de minimis” e nel limite di 100 quintali ad ettaro.

2) Campagna promozionale

Campagna promozionale istituzionale della Regione sulle maggiori emittenti nazionali finalizzata ad accrescere il consumo di arance. La campagna dovrà promuovere sia il prodotto da tavola, sia, in particolare il prodotto da spremuta (arance di pezzatura piccola). La campagna promozionale e pubblicitaria dovrà essere direttamente gestita dalla Regione senza affidamento a terzi.

3) Promozione arance da spremuta presso la GDO.

Accordo della Regione con tutte le catene GDO disponibili per la promozione delle sole arance da spremuta (arance di piccola pezzatura) identificate come “Arance Siciliane da Spremuta” nella confezione a reticella minimo 2 Kg. L’identificazione come arance da spremuta è indispensabile per non interferire sul prezzo delle arance da tavola. A carico della Regione saranno i costi della promozione presso le GDO e l’organizzazione di 100 punti promozionali con l’offerta di spremute presso 100 ipermercati nazionali.

La Regione inoltre dovrebbe assicurare un contributo per le reticelle, nonché predisporre una piccola brochure da inserire nelle stesse.

Il prezzo per la linea commerciale delle piccole arance da spremuta dovrebbe essere stabilito in maniera univoca su tutto il territorio nazionale attraverso la stipula di un accordo interprofessionale che fissi il prezzo al produttore per le arance da spremuta.

4) Altre iniziative

Diffusione in enti pubblici, scuole e ospedali di macchine automatiche per la somministrazione di spremuta di arance e accordo interprofessionale che fissi il prezzo per il produttore per le arance con tale destinazione.

Punti di promozione con offerta gratuita di spremuta di arance siciliane presso n. 20/30 aeroporti e/o grandi stazioni ferroviarie.

CIA Catania – CIA Sicilia

 

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